Il Caso Puff Daddy spiegato dall’inizio: il mondo del cinema in bilico, sei uomini si aggiungono alla denuncia per stupro. Cosa è successo.

Roberto Ciucci

Il caso Puff Daddy: la ricostruzione della vicenda

Il caso di cronaca che sta sconvolgendo l’America musicale e dello showbiz ma non solo. Da oltre un mese (in realtà la vicenda è iniziata da un anno), Puff Daddy è nel mezzo della bufera. Al secolo Sean Combs, Diddy (altro suo pseudonimo) è diventato protagonista di un’indagine ad ampio spettro che sta scoperchiando i lati oscuri della sua vita, ma sta scuotendo anche le fondamenta di un intero settore. Quello musicale, appunto. La star è infatti accusata di aver sfruttato la propria influenza nel giro per drogare e violentare oltre 100 persone, coinvolgendole nei suoi famigerati “White Party“. Nelle ultime ore il giro di accuse nei suoi confronti è aumentato ulteriormente, con nuove voci aggiunte al coro degli accusatori. Vediamo cos’è successo sino a oggi.

Sean “Diddy” Combs – Chi è Puff Daddy

Classe 1969, Sean Combs è nato ad Harlem, uno dei quartieri più poveri di New York. La madre, Janice, era una modella e assistente di insegnanti; il padre, Melvin Combs, era un affiliato del noto spacciatore newyorkese Frank Lucas. Quando Sean era ancora bambino, il padre venne ammazzato mentre si trovava seduto nella sua auto a Central Park West. Dopo un passato da giocatore di Football al liceo e all’università, Diddy nel 1990 entrò alla Uptown Records, facendo da produttore a nomi illustri come quello di Mary J. Blige.

Che fina ha fatto Puff Daddy

Nel 1993, licenziato dalla Uptown, fondò la sua Bad Boy Records, prendendo sotto la propria ala l’esordiente Notorious B.IG. La sua fama aumentò in occasione della nota faida degli anni ’90 tra rapper della East e della West Coast. Lo scontro, come noto, si concluse nel peggiore dei modi: morirono infatti Yaki Kadafi (amico d’infanzia di Diddy), Tupac Shakur e Notorious B.I.G (i cui omicidi sono tutt’oggi irrisolti).

Combs è padre di 6 figli. Il primogenito, Justin, è nato nel 1993 dalla sua fidanzata del liceo, Misa Hylton-Brim. Tra il 1994 e il 2007 ha avuto una tormentata relazione con Kimberly Porter. Ha adottato il figlio della donna, Quincy, avuto col produttore Al B. Sure, per poi avere con lei Christian (1998) e le gemelle D’Lila Star e Jessie James (2006). Sempre nel 2006, Sarah Chapman ha dato alla luce una figlia, Chance, riconosciuta da Combs nel 2007.

Il Caso Puff Daddy: cos’è successo e Cosa rischia?

Cosa ha fatto Puff Daddy – La denuncia di Cassandra Ventura

Il proverbiale vaso di Pandora è stato scoperchiato il 16 novembre 2023, quando l’allora fidanzata di Combs, Cassie Ventura, lo ha accusato di numerosi reati. Tra questi figurano tratta di esseri umani e stupro. In particolare, Ventura ha additato Combs di averla drogata, tra 2008 e 2018, in più circostanze allo scopo di costringerla a fare sesso con altri uomini. Il tutto ripreso da videocamere in occasione dei festini, divenuti famosi, organizzati da Combs.

Il caso Puff Daddy - cosa rischia il cantante

In questi ritrovi, a cui partecipavano numerosi esponenti dello showbiz americano, si svolgevano i cosiddetti “Freaks Off“: orge tra vip e prostitute/i con alcol e droghe e maratone di sesso di ore. A volte anche di giorni.

Di cosa è accusato Puff Daddy?

Oltre alla tratta di esseri umani e alla violenza sessuale, Combs sarebbe accusato di sfruttamento della prostituzione, lavoro forzato, rapimento, corruzione e ostruzione alla giustizia. Se il tutto dovesse essere confermato in sede processuale, per Diddy si figurerebbe un periodo di detenzione da un minimo di 15 anni all’ergastolo.

Dal 16 settembre, il rapper si trova in stato di fermo presso le autorità federali e gli è stata negata la libertà su cauzione. Troppo elevato il rischio di fuga, soprattutto tenendo conto dell’ingente patrimonio personale di cui può fregiarsi. Per Forbes, nel 2017 il suo impero valeva la bellezza di 820 milioni di dollari.

Caso Puff Daddy: ma Perché è processato solo adesso? che cosa è successo a Puff Daddy?

Se le nuvole nere sopra la testa di Combs si sono addensate da anni (tanto che la stessa Cassie Ventura lo aveva accusato di stupro nel 2016, poi caduto in un nulla di fatto), c’è da domandarsi come mai la giustizia si stia muovendo solo adesso. La risposta sta nell’Adult Survivor Act, una misura di sicurezza per le vittime di violenza messa in atto dallo stato di New York il 24 novembre 2022. Essa aumenta il tempo a disposizione per fare denuncia, anche oltre il termine legale di un anno. Si tratta della legge dietro le azioni nei confronti di personaggi di spicco come Donald Trump, Bill Cosby e Rudy Giuliani.

Non solo Puff Daddy coinvolto nel caso, da Leonardo DiCaprio a Ashton Kutcher

A essere trascinati nella bufera assieme a Combs sono stati molti membri del suo entourage, a partire dal figlio Justin, sino a diversi suoi dipendenti. Essi avrebbero infatti partecipato agli stupri di gruppo, come anche diverse celebrità del calibro di Cuba Gooding Jr e diversi dirigenti dell’industria musicale.

Ai Freks Off coincideva un lato “legale”, ossia gli “White Party“, definiti così per il dress code che i partecipanti dovevano rispettare. Per la presenza ad alcune di queste feste, sono finiti tirati in ballo svariati attori, da Leonardo Di Caprio a Sarah Jessica Parker e Ashton Kutcher. Lo stesso Kutcher, oltre ad altre celebrità come Lebron James, Khloe Kardashian, 50 Cent ed Ellen DeGeneres, in passato ha alluso alle feste sessuali organizzate da Combs. All’epoca le numerose dichiarazioni passarono inosservate ma oggi, alla luce dei recenti risvolti, assumono una connotazione decisamente più sinistre.

Caso Puff Daddy: gli ultimi risvolti

6 nuove accuse di stupro

TMZ, noto portale di Gossip, avrebbe raccolto le dichiarazioni di 6 uomini che si sarebbero aggiunti alla spaventosa mole di accuse nei confronti di Combs. Questi, assieme ad altri per un totale di 120 casi, sono in mano all’avvocato texano Tony Buzbee, che ha messo in piedi una gigantesca class action. Uno di questi dice di essere stato colpito alla nuca, nel 2008, mentre lavorava da Ecko Clothing. Il rapper all’epoca stava sviluppando un brand di moda concorrente, Sean John. L’uomo, dopo essere stato aggredito, sarebbe caduto carponi e sarebbe stato violentato oralmente da Combs che gli avrebbe detto “Succhiami il ca**o, Ecko“.

Un altro, 16enne all’epoca dei fatti, racconta di essersi trovato in uno dei celebri “White Party” nella casa del rapper negli Hamptons. L’uomo afferma che, dopo essersi scattato numerose foto con Diddy, sia stato portato in una zona appartata della casa. Puff Daddy gli avrebbe detto che sarebbe stato perfetto per l’industria musicale e che avrebbe fatto di lui una star. A quel punto si sarebbe denudato, chiedendogli se non volesse entrare nel giro. L’uomo avrebbe così ceduto, prendendo in mano i genitali di Diddy e palpandoglieli. Per tutti e 6 i casi, la difesa del rapper ritiene inverosimili le testimonianze, accusando Buzbee di essere semplicemente in cerca di notorietà.

Il caso e i risvolti politici

Negli anni, Combs ha consolidato i rapporti con numerosi esponenti della politica americana, in particolare tra le file dei Democratici. La sua attività filantropica ha previsto l’investimento di ingenti somme di denaro nello sviluppo dell’istruzione nei quartieri più svantaggiati. Ha inoltre donato milioni alla Howard University, prestigiosa università a prevalenza afroamericana in cui lui stesso ha studiato economia (pur senza conseguire la laurea). L’ateneo ha ritenuto doveroso restituire la donazione, per non mantenere legami sconvenienti.

È noto anche il sostegno di Diddy nei confronti dell’attuale presidente Joe Biden. I sostenitori di Donald Trump non si sono fatti sfuggire l’occasione, attaccando i Dem e sottolineando come il Presidente abbia passato parecchio tempo in compagnia del produttore.

le teorie del complotto

Com’è naturale per casi di questa portata mediatica, non mancano sul web le teorie del complotto e le sedicenti cospirazioni ad essa legate (anche le più disparate). L’ultima riguarderebbe l’ex cantante degli One Direction Liam Payne, recentemente scomparso.

Il caso Puff Daddy: la ricostruzione della vicenda

Secondo alcuni utenti, in particolare sul social X, sostengono che la caduta di Payne dal balcone al terzo piano dell’albergo in Argentina in cui alloggiava non sarebbe casuale. Per i cospirazionisti, il cantante sarebbe stato ucciso perchè avrebbe, in un’intervista del 2017, raccontato del suo primo incontro con Diddy. Lo spezzone video, in realtà, dice ben altro. Racconta di come Payne, a una festa, abbia incontrato Puff Daddy e Di Caprio e di come abbia cercato di attirare la loro attenzione. Durante il racconto, imita il modo di ridere del rapper, definito “diabolico” e dice “Ero lì a fissare Diddy negli occhi, pensando a quando sarebbe finito tutto questoparlando della stretta di mano che sembrava non volersi sciogliere.

LEGGI ANCHE: The Bikeriders In 4K Ultra HD: Il Film È Un Viaggio Visivo Tra Motociclette E Nostalgia – Recensione