Lutto nel mondo del cinema: è morto a 78 anni David Lynch, il “papà” di Twin Peaks

Roberto Ciucci

È morto a 78 anni il geniale regista David Lynch

Autore di film memorabili come Blue Velvet, Mulholland Drive e Cuore Selvaggio, che gli valse la Palma d’oro a Cannes nel 1990. È morto a 79 anni ancora da compiere David Lynch, uno dei registi (nonché sceneggiatore) più originali e d’impatto degli ultimi decenni. Ne annuncia la scomparsa la famiglia con un toccante post su Facebook: “C’è un grande buco nel mondo ora che non è più con noi. Ma, come direbbe lui, ‘tieni d’occhio la ciambella e non il buco’“. La rivista Variety, lo scorso anno, aveva rivelato che al cineasta era stato diagnosticato un enfisema, probabilmente per i lunghi anni passati a fumare, e che non sarebbe più stato in grado di uscire di casa per dirigere.

David Lynch è morto: L’impronta del regista sul cinema

Gli esordi e la consacrazione

Nativo di Missoula, negli Stati Uniti, il 20 gennaio 1946, ha lasciato un marchio profondo sul cinema mondiale, grazie a una visione surreale e oscura. Debuttò nel 1977 con Eraserhead – La mente che cancella, scritto, diretto e montato da lui stesso. Tre anni dopo fu la volta di The Elephant Man, capolavoro biografico in cui si racconta di un uomo affetto dalla malattia di Proteo e che ha lanciato nell’Olimpo nomi enormi come John Hurt ed Anthony Hopkins.

È morto a 78 anni il geniale regista David Lynch

Nel 1984 prese sulle proprie spalle il gravosissimo incarico di adattare Dune di Frank Herbert. Nel film Kyle MacLachlan e Jürgen Prochnow. Poi fu il turno di Blue Velvet, noir del 1986 e tra i suoi lavori più riusciti. La critica lo incoronò nel 1990, quando al Festival di Cannes si portò a casa la Palma d’oro grazie a Cuore selvaggio, con Nicolas Cage e Laura Dern. Nel 2001 i cinema di tutto il mondo accolsero Mulhollad Drive, una pellicola complessa e che narra la storia di un’aspirante attrice di nome Betty Elms, interpretata da Naomi Watts. L’ultimo film da regista risale al 2006, quell’Inland Empire – L’impero della mente che fu anche il suo primo girato interamente in digitale. Nel 2020 l’Academy decise di premiarlo con un meritatissimo Premio Oscar alla Carriera.

L’opera magna di David Lynch: Twin Peaks

L’8 aprile 1990 gli USA furono sconvolti dall’arrivo della prima puntata di una serie TV che avrebbe fatto la storia del medium: I segreti di Twin Peaks, scritta assieme a Mark Frost. Mescolando elementi thriller, noir e di fantascienza, era la summa di tutta la poetica di Lynch. L’intricato mistero legato alla morte di Laura Palmer, puntata dopo puntata, è diventato un cult che ha affascinato milioni di telespettatori in tutto il mondo. Il successo della serie è derivato anche dall’aver mutuato, in maniera molto efficace, alcune caratteristiche linguistiche tipiche del cinema. Twin Peaks vinse il Golden Globe come Miglior Serie drammatica e Kyle MacLachlan si portò a casa quello come come migliore attore.

È morto a 78 anni il geniale regista David Lynch

Nel 2017 Lynch e Frost sono persino riusciti nella difficile impresa di riprendere il filone del discorso con una terza stagione, chiamata The Return. Essa è diventata subito un fenomeno mondiale, poiché è riuscita a riproporre il fascino originale di Twin Peaks senza riciclare idee e dinamiche in maniera banale.

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