Leopardi – Il poeta dell’infinito, l’opera di rubini spacca in due il pubblico: i numeri

Federica Massari

Leopardi - Il poeta dell'infinito, l'opera di rubini spacca in due il pubblico: i numeri

Ieri sera, mercoledì 8 gennaio 2025, è andata in onda la seconda e ultima puntata della miniserie Leopardi – Il poeta dell’infinito. L’opera di Sergio Rubini ha visto calarsi nei panni del genio Giacomo Leopardi Leonardo Maltese mentre l’amico di sempre Antonio Ranieri era interpretato da Cristiano Caccamo. C’è chi è rimasto entusiasta di questa miniserie della Rai e chi invece l’ha criticata aspramente.

Leopardi – Il poeta dell’infinito, l’opera di rubini spacca in due il pubblico

La prima puntata aveva totalizzato il 24.08% di share mentre nella seconda c’è stato un calo di pubblico, con lo share che si è fermato a 20.54% con 3.651.000 spettatori. Il regista ha volutamente optato per un Leopardi non più malinconico, come siamo abituati a pensare di lui, ma più contemporaneo.

Leopardi - Il poeta dell'infinito, l'opera di rubini spacca in due il pubblico: i numeri
Leopardi Locandina

Quindi non è stato soltanto un uomo di lettere ma un personaggio capace di andare al di là delle convenzioni dell’epoca. Sergio Rubini ha dichiarato in proposito: “Al posto di una figura grigia, rischiosamente polverosa e respingente, preferiamo tratteggiarne un’altra più brillante, variopinta, trasgressiva e soprattutto piena di fascino”.

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Il momento più “audace” della miniserie Rai

Il momento che più di tutti ha diviso la critica è stato quello del bacio tra Giacomo Leopardi e Antonio Ranieri. Qualcuno ha considerato questo gesto come una “forzatura storica” mentre c’è stato chi ha apprezzato il coraggio del regista di rendere l’intenso legame che c’è tra i due amici. Tra di loro infatti vediamo una complicità rara a quell’epoca: dagli abbracci alle dichiarazioni come “anima mia come sono fortunato ad avere te”.

I due letterati avevano infatti un rapporto molto speciale. Lo stesso Giacomo Leopardi descrisse Antonio Ranieri come “un mio amico, anzi compagno della mia vita”. Inoltre lo scrittore rimase accanto al poeta fino alla fine, sino alla sua morte datata 14 giugno 1837 a Napoli a causa di un’epidemia di colera.