Come avviene in ogni settore, anche il mondo del cinema non è immune a giri e affari loschi. Martin Scorsese è stato uno dei primi registi ad avere problemi del genere, tanto da dover trovare compromessi con la mafia. La situazione incresciosa si verificò mentre girava Mean Streets – Domenica in chiesa, lunedì all’inferno.
Martin Scorsese e l’incontro con la mafia
In occasione del 50° anniversario dall’uscita del film, lo stesso regista ha raccontato di aver avuto grandissime difficoltà nel girare il film a Little Big Italy, in particolare nell’edificio di Mulberry Street. Il padre del regista tentò di mediare ma non ci fu modo per scendere a patti: “Gli diceva che io ci avrei guadagnato, avrei fatto un film e me ne sarei andato mentre loro sarebbero rimasti lì. Quindi quello era il prezzo, senza nessuna romanticheria e solidarietà tra compaesani”.
Francis Ford Coppola, che era già incappato in quelle dinamiche, venne in aiuto dell’amico: “Pagavi alla San Gennaro Society. Coppola diede 5.000 dollari perché non si poteva girare durante la festa e dovevamo contribuire. Appena vendemmo il film, gli restituimmo i soldi”, ha raccontato il regista.
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Curiosità sul film Mean Streets – Domenica in chiesa, lunedì all’inferno
Mean Streets – Domenica in chiesa, lunedì all’inferno è un film del 1973 scritto e diretto da Martin Scorsese. Insieme a Quei bravi ragazzi e Casinò è considerato parte di una trilogia del regista dedicata alla mafia.

Johnny Boy è anche il nome del padre di Tony Soprano, protagonista della serie televisiva de I Soprano, la quale ha frequenti collegamenti con la filmografia di Scorsese Il personaggio di Charlie Cappa porta lo stesso cognome della madre di Scorsese, che a sua volta appare nel film, nella scena in cui Teresa ha l’attacco epilettico, in cui la madre oltretutto recita delle battute in siciliano.
Immagini nell’articolo dal poster di Mean Street e dal profilo Instagram di Scorsese.









