Monsters, la vera storia dei fratelli Lyle ed Erik Menendez dietro la serie Netflix

Roberto Ciucci

La vera storia dei fratelli Menendez, da cui Netflix ha tratto la serie

Il 19 settembre debutta sul portale di streaming Netflix la seconda stagione della serie TV antologica Monsters. Dopo l’attenzione dedicata al killer Jeffrey Dahmer, il focus ora si volge verso un noto caso di cronaca nera americana. Parliamo di quello che, nel 1989, ebbe per protagonisti Lyle ed Erik Menendez. Lo showrunner Ryan Murphy, assieme al collaboratore Ian Brennan, racconta dell’assassinio dei propri genitori da parte dei ragazzi e del movente. Perchè proprio su questo l’opinione pubblica, al tempo, si è spaccata. Da un lato chi è tutt’ora convinto che dietro ci fossero interessi economici; dall’altro chi, come gli stessi Lyle ed Erik, spinge sul passato di violenze e abusi subiti dai giovani. Ma chi ha ragione? E qual è la storia vera dietro alla vicenda dei fratelli Menendez, al centro della serie Netflix?

La vera storia di Lyle ed Erik Menendez

Il brutale assassinio

Al centro della vera storia dei fratelli Menendez, che racconterà la serie Netflix, abbiamo quattro personaggi. Joseph “Lyle”, nato nel 1968, ed Erik, 1970, i figli di José Enrique Menendez, di origini cubane e diventato ricco lavorando nel mondo delle grandi Corporation, e di Marie Luoise “Kitty” Anderson, che Josè conobbe ai tempi dell’università. La sera del 20 agosto 1989 la coppia si trovava nel soggiorno della propria villa a Beverly Hills, quando i due figli entrarono ed esplosero svariati colpi d’arma da fuoco. L’uomo fu raggiunto da 6 pallottole, la donna da una decina: entrambi morirono immediatamente.

I due fratelli, in lacrime, chiamarono la polizia raccontando di aver trovato i genitori morti, uccisi mentre loro si trovavano al cinema. In quell’anno, infatti, era uscito il film di Batman diretto da Tim Burton, che loro sostenevano di essere andati a vedere.

Le indagini

La polizia di Los Angeles non iniziò da subito a indagare su Lyle ed Erik, preferendo battere la pista degli eventuali nemici dei coniugi Menendez. Furono vagliati i possibili moventi e anche i collegamenti con la malavita organizzata. A spostare in fretta il riflettore sui due ragazzi, però, fu la sfilza di ingenti spese che i due iniziarono a fare subito dopo la morte dei genitori. Viaggi di lusso (a Londra e ai Caraibi), acquisto di negozi e ristoranti, di auto e orologi costosi.

Insomma, i due fratelli sembravano non vedere l’ora di ereditare l’ingente fortuna del padre. A far scattare le manette, la soffiata dell’ex fidanzata dello psicologo di Lyle, a cui il ragazzo aveva incautamente confessato il delitto. La sera del 9 marzo 1990 il più grande venne preso in custodia, seguito 3 giorni dopo dal più giovane, costituitosi dopo essere tornato da un viaggio in Israele.

Il lato Segreto di Lyle ed Erik

La storia dei due ragazzi finì ben presto per appassionare tutta l’America. Una bella fetta di responsabilità l’ebbe anche il canale Court Tv, specializzato nel mandare in onda i processi più interessati. Il caso dei fratelli Menendez, infatti, raggiunse le televisioni di tutti gli americani a partire dal 1993.

A scioccare gli spettatori furono soprattutto le numerose rivelazioni fatte dai ragazzi, che raccontarono degli svariati abusi, anche sessuali, subiti da parte del padre sin da quando erano piccoli. La madre, alcolizzata e dipendente da sostanze stupefacenti, non li avrebbe mai protetti, aiutando anzi il marito e coprendolo. La decisione di ucciderli sarebbe maturata dopo la minaccia di morte da parte di Josè, in caso in due avessero deciso di andare alla polizia.

La vera storia dei fratelli Menendez, da cui Netflix ha tratto la serie

Processo e condanna

Il processo, che li vedeva inizialmente separati, si concluse senza una condanna. A entrambi fu quindi proposta un nuovo giudizio, questa volta assieme e lontani dalle telecamere. Il 2 luglio 1996, da parte del giudice Stanley Weisberg, arrivò la durissima sentenza: ergastolo senza condizionale. Gli fu evitata la pena di morte solo perchè entrambi incensurati.

Furono spediti in due penitenziari separati, riuscendo a ricongiungersi solo nel 2018, ovvero 22 anni dopo la condanna. Entrambi, negli anni seguenti, si sono sposati in carcere e non hanno mai smesso di rilasciare interviste e dichiarazioni, perorando la propria causa.

La serie Netflix sulla storia vera dei fratelli Lyle ed Erik Menendez

Il cast

A dare il volto ai protagonisti di questa vicenda di cronaca nera, che per l’occasione prenderà il titolo di Monsters: La storia di Lyle ed Erik Menendez, alcuni nomi di spessore. Primo fra tutti Javier Bardem (José Menendez), seguito da Chloe Sevigny (Marie Louise Anderson). I due ragazzi, invece, sono interpretati dagli esordienti Nicholas Alexander Chavez e Cooper Koch.

La vera storia dei fratelli Menendez, da cui Netflix ha tratto la serie

Nel cast anche Nathan Lane, nei panni del giornalista che si occupò di coprire i processi per Vanity Fair, Dominick Dunne, Ari Graynor, che presterà il volto a Leslie Abramson, consulente di Erik Menendez nonché nota avvocata di New York, e Leslie Grossman come Judalon Smyth, l’amante del terapista Jerome Oziel.

Non solo una serie

Sulla vicenda uscirà, nel catalogo di Peacock, un documentario dal titolo Menendez + Menudo, basato sulle dichiarazioni di Roy Rossellò. L’ex membro della boyband portoricana Menudo ha infatti affermato di essere stato anch’egli vittima di abusi da parte di Josè Menendez quando era adolescente. Si aprono quindi nuovi scenari su un caso, quello dei fratelli Menendez, che non cessa ancora oggi di solleticare l’attenzione del pubblico.

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