The Penguin, Colin Farrell e l’ascesa al trono di Gotham del Pinguino: la recensione della serie in 5 motivi

Roberto Ciucci

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The Penguin - la recensione in 5 motivi della serie con Colin Farrel

La tanto attesa serie spin-off del Batman di Robert Pattinson e Matt Reeves è finalmente arrivata. Dal 20 settembre, su Sky, è disponibile infatti The Penguin. Ne abbiamo visto l’episodio pilota e siamo qui per darvi il nostro consueto punto di vista, ovviamente in 5 motivi. Girato da Craig Zobel (ma altri si alterneranno dietro la cinepresa nel resto della serie), è scritto da Lauren LeFranc e vede lo stesso Reeves e Colin Farrell tra i produttori esecutivi. Nel cast, oltre ovviamente all’attore irlandese, anche Cristin Milioti, Clancy Brown e Rhenzy Feliz. Bene: siete pronti alla nostra recensione in 5 motivi di The Penguin?

Di cosa parla The Penguin? la trama della serie TV prima della recensione in 5 motivi

Gotham City è nel caos. Beh, più del solito. La storia di The Penguin ha inizio pochi giorni dopo la fine di The Batman, con la città che deve fare i conti con la terribile inondazione causata dal piano dell’Enigmista. Diversi quartieri, soprattutto i più poveri, sono stati distrutti dall’acqua uscita dalla diga e il crimine, se possibile, serpeggia ancora più fremente. A peggiorare maggiormente le cose, la recente dipartita del boss mafioso Carmine Falcone, la cui morte ha lasciato un vuoto di potere nella malavita locale.

In questo contesto si muove Oswald Cobblepot, gangster al soldo dei Falcone ma intenzionato a prendersi ciò ritiene suo di diritto: l’intera città. Tanto avido quanto geniale, Oz dà una “leggera spintarella” agli eventi quando uccide Alberto, figlio del defunto Carmine e da poco nuovo capo della Famiglia, mettendo in moto il proprio piano per diventare il nuovo re di Gotham…

The Penguin, la recensione in 5 motivi della serie

Colin Farrell re indiscusso…

Inutile girarci attorno. Come un novello Atlante, Colin Farrell tiene sulle proprie possenti spalle quasi tutto il peso dell’intera serie. Ci troviamo davanti a un villain cattivo ma fragile, che cerca di mascherare le proprie insicurezze con la forza e la faccia tosta. Geniale (più intelligente dello stesso Batman, come ammesso nei fumetti), ma con numerosi lati bui e insicurezze. Molto umano, quindi.

La performance attoriale di Farrell, nonostante il (meraviglioso) trucco prostetico ne limiti parzialmente la mimica facciale, è semplicemente da applausi. Come gesticola, come cammina, come si pone: la sua versione del geniale gangster vale da sola il prezzo del biglietto.

…Ma Cristin Milioti non è da meno

A fargli da contraltare, l’altrettanto follemente accattivante Sofia Falcone interpretata da Cristin Milioti. L’attrice, nota ai più per essere “La Madre” in How I Men Your Mother, veste i panni della più piccola figlia del recentemente scomparso boss mafioso. Tornata da poco da Arkham, dove era stata rinchiusa per il suo passato da assassina seriale, ha intenzione di prendere in mano l’impero di famiglia. Senza farsi fermare da nessuno.

The Penguin - la recensione in 5 motivi della serie con Colin Farrel

Il gioco di potere che si instaura presto tra lei e Oz promette scintille e la chimica tra i due attori sul set funziona alla perfezione.

The Penguin Non è solo Gangster, ma anche mentore

Sin dalle prime battute dell’episodio, sul cammino di Oswald si pone un giovane criminale, che incautamente cerca di rubargli i cerchioni dell’auto: Victor Aguilar (Rhenzy Feliz). Inizialmente Oz è deciso a fargliela pagare senza troppe remore, ma la balbuzie del ragazzo lo frena. In un certo qual modo, Vic è lo specchio di Oz, che per tutta la vita ha dovuto fare i conti con una pesante disabilità alla gamba, motivo della sua zoppia. Non solo: il giovane mostra fame e voglia di diventare qualcuno. Qualità che ovviamente Oz apprezza.

The Penguin - la recensione in 5 motivi della serie con Colin Farrel

Il gangtser decide così di prendere il ragazzo sotto la propria ala, instaurando un rapporto mentore-allievo che dà ancora maggiore profondità al personaggio.

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Che meraviglia la Gotham di The Penguin

Esattamente come visto nella pellicola di Matt Reeves, la Gotham di The Penguin è semplicemente stupenda. Brutta, sporca, buia e cattiva. Ogni angolo della città sembra preso di peso da una tavola dei fumetti. La fotografia, dai toni seppia e nerastri per il centro e le zone degradate, ma luminosa per le scene nella periferia, esplica perfettamente la dualità di Gotham.

A zoppicare, in qualche circostanza, è la CGI (soprattutto nelle scene di inseguimento in auto più concitate). Un po’ un peccato, visto l’alto budget speso per la realizzazione della serie tv.

Sì, ma… E Batman?

Ok, la serie ha come protagonista Il Pinguino. D’accordo. Ma non può esistere il gangster senza il Crociato Incappucciato. La sua assenza (se così possiamo chiamarla) stona un po’. La minaccia per Oz arriva ovviamente dalla guerra tra gang in cui si infila con tutte le scarpe. Ma la “mancanza” di Batman sulla scena ha il suo peso.

Volendo però essere un ponte tra The Batman e il suo seguito (in programma per il 2026), siamo certi che in qualche modo, almeno sul finire della serie, il suo orecchiuto capolino lo farà…

Vale la pena vedere la serie tv The Penguin? La recensione in 5 motivi (in breve)

Sì, ne vale la pena, senza nessuna remora, soprattutto se avete apprezzato il film diretto da Matt Reeves. Come promesso in alcune interviste dallo stesso Colin Farrell, The Penguin riprende l’aura dark e violenta del film originale, ampliandola ulteriormente se possibile. La star della produzione, poi, vale da sola il prezzo del biglietto, sebbene il cast (in particolare la magnifica Cristin Milioti) non sia assolutamente da meno. Insomma, non potete proprio perdervi questa nuova avventura nella pericolosa e oscura Gotham City su Sky.