ACAB, un confine sottile tra giustizia e abuso di potere (moralmente giusto?): la recensione della serie in 5 Motivi

Melania Fiata

Poster serie Netflix ACAB

Era una delle serie più attese, tanto che si è creato un hype incredibile. Abbiamo visto la serie TV ACAB, disponibile su Netflix dal 15 gennaio 2025, di cui vi forniamo la nostra recensione in 5 Motivi. Prodotta da Cattleya e ispirata al libro ACAB di Carlo Bonini, la serie è composta da sei episodi. Inoltre, ideato da Bonini e Filippo Gravino, questo progetto si basa anche sul film ACAB di Stefano Sollima, che è produttore esecutivo del progetto. Date uno sguardo alla trama e al cast e poi dedicatevi alla lettura della nostra recensione in 5 Motivi.

La trama della serie TV

La trama della serie racconta una notte di violenti conflitti in Val di Susa. Durante gli scontri, una squadra del Reparto Mobile di Roma perde il suo comandante, rimasto gravemente ferito. Ma la squadra di Mazinga, Marta e Salvatore non è come le altre. È una squadra che rappresenta Roma, una città che ha imparato a reagire ai disordini con metodi estremi, supportata da un legame stretto, quasi tribale, che ricorda quello di una famiglia. Nel cast troviamo: Marco Giallini, Adriano Giannini, Valentina Bellè, Pierluigi Gigante, Fabrizio Nardi, Donatella Finocchiaro, Federico Mainardi. E ancora: Daniele Natali, Maurizio Tesei, Aniello Arena, Chiara Muscato, Fulvio Pepe, Flavia Leone.

Poster serie Netflix ACAB

ACAB, la recensione della serie TV in 5 Motivi

La rappresentazione della Polizia suscita pareri contrastanti

Questa serie verte principalmente sulla polizia, in particolare sui poliziotti in antisommossa. A nostro parere, è inevitabile che la rappresentazione che viene fatta susciti pareri piuttosto contrastanti, e adesso vi spieghiamo il perché. I sei episodi mostrano principalmente i ‘lati oscuri‘ della polizia, evidenziando (più di ogni altra cosa) la violenza a cui spesso ricorrono, l’abuso di potere e le ingiustizie. D’altra parte, però, bisogna soffermarsi a fare una riflessione importante: cosa fareste voi al loro posto? Dopo l’ennesimo pugno, dopo le bombe carta che vengono lanciate addosso dai manifestanti, dopo i numerosi calci, gli spintoni, gli sputi e tutte le peggiori cose, voi ‘moralmente‘ cosa fareste? Ecco, ci saranno sicuramente tante persone che nel guardare una reazione dei poliziotti a tali atti, diranno: “Sfido chiunque a rimanere immobili e a subire solo“. Insomma, è inevitabile riflettere su queste cose.

A noi è piaciuta questa sorta di rappresentazione perché non ci è apparsa surreale, ovvero, è un ritratto fedele di ciò che vediamo succedere tuttora nella realtà, nelle piazze quando ci sono manifestazioni, ma anche negli stadi. Manifestare è un diritto ma sembra che non si riesca più a farlo in modo civile, senza ricorrere ad atti violenti.

L’incredibile cast è il punto forte della serie

Sì, ne siamo fermamente convinti: la serie ha un cast eccezionale, composto da attori incredibilmente bravi. Marco Giallini e Adriano Giannini sono i pilastri di questo amalgama, fungono da collante e la loro chimica (nonostante la loro rivalità nella serie) è visibile a occhio nudo. Ogni singolo personaggio ha una propria complessità psicologica e il fatto che tutto questo venga mostrato, rende tutto ancora più credibile e bello da vedere. Una lode particolare la facciamo a Giallini, la cui interpretazione è straordinaria perché ha un’incredibile capacità: quella di saper interpretare qualsiasi tipo di ruolo e riesce sempre a fare in modo che questo gli calzi a pennello.

Ogni personaggio ha una propria visione di giustizia

Altra cosa che abbiamo notato e che si capisce bene è che ogni personaggio ha una propria visione di giustizia. Ma cosa vuol dire questa cosa? C’è chi vuole seguire le leggi alla lettera e, quindi, non vuole commettere atti ‘poco consoni‘ (se così vogliamo dire), chi invece, ritiene che questa giustizia non valorizzi il difficile lavoro delle forze dell’ordine e quindi considera giusto che si verifichino queste ‘trasgressioni a fin di bene‘. Anche su questa cosa potrebbe aprirsi un dibattito e bisognerebbe rifletterci bene. Abbiamo apprezzato questa idea del regista perché così facendo non sembra una cosa ‘meccanica’, o meglio, sapere che anche i poliziotti che sono coinvolti in prima persona hanno delle proprie idee su queste situazioni, aggiunge alla serie quel plus qualitativo.

Il regista Michele Alhaique ha fatto un bel lavoro

Rispetto al film di dodici anni fa, che vedeva alla regia Stefano Sollima, a dirigere la serie Netflix è Michele Alhaique. Quest’ultimo riteniamo che abbia svolto un gran bel lavoro perché questa serie non ha nulla da invidiare al film. C’è praticamente tutto: suspense, tensione sin dai primi minuti, profondità psicologica dei personaggi (non solo di quelli principali), cosa non facile da rappresentare.

Non è una serie ‘leggera’ ma…

Questo si era capito, ACAB non è una serie ‘delicata‘ o ‘leggera‘, proprio per la durezza dei temi trattati. C’è tanta violenza, corruzione, speranze infrante e delusioni all’ordine del giorno. Ciò potrebbe non far piacere ad alcune persone ma, nonostante queste caratteristiche, è una serie che merita tanto e, soprattutto, è originale. Nessuna nota negativa per la grafica, la sceneggiatura e la narrazione, che riesce ad essere sempre costante, mantenendo un ritmo alto.

Poster serie Netflix ACAB

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ACAB, la recensione in breve: Vale la pena vedere la serie?

In conclusione, non abbiamo trovato punti negativi su questa serie e, senza dubbio, vi consigliamo la visione. E’ vero, vi abbiamo detto che non è ‘leggera’ ma consigliamo di guardarla non solo a coloro che sono interessati a questa tematica importante, ma anche a chi vuole immergersi in qualcosa di nuovo, attuale e decisamente forte, che vi susciterà delle riflessioni su cui non potete fare a meno di riflettere. La serie la trovate in streaming sulla piattaforma Netflix.

Le immagini sono tratte dal poster ufficiale della serie TV ACAB.