Captain America 4: Brave New World – Un buon Cap apre la fase 6 dell’MCU: la recensione del film

Roberto Ciucci

Captain America 4: Brave New World - La recensione del film cover

Il tanto atteso debutto ufficiale di Anthony Mackie come Cap, dopo il passaggio di consegne dello scudo al termine di Endgame, è finalmente arrivato. Nella sale italiane, a partire dal 12 febbraio, è infatti disponibile Captain America 4: Brave New World, il primo film standalone dedicato al Primo Vendicatore senza Chris Evans. Un passo difficile, tentato in parte con la serie tv di coppia assieme al Winter Soldier di Sebastian Stan. Per la regia di Julius Onah, vanta nel cast nientemeno che Harrison Ford come nuovo volto di Thaddeus Ross, oltre a Giancarlo Esposito, Danny Ramirez, Carl Lumbly e Tim Blake Nelson. Siamo stati all’anteprima di Captain America 4: Brave New World e vogliamo dirvi la nostra, come al solito in una recensione in 5 motivi. Pronti a imbracciare lo scudo di vibranio?

Di cosa parla Captain America: Brave New World

È passato qualche tempo da quando Sam Wilson (Anthony Mackie), in coppia con Bucky Barnes, ha sgominato i Flag-Smashers e accettato ufficialmente il ruolo di nuovo Captain America. Affiancato da Joaquin Torres (Danny Ramirez), Sam recupera un misterioso contenitore dalle grinfie della Società dei Serpenti e dal suo capo Sidewinder (Giancarlo Esposito). Il cilindro, diretto in Giappone, contiene la prima quantità raffinata di un metallo trovato all’interno del cadavere di Celestiale emerso nell’oceano indiano durante gli eventi di The Eternals, l’Adamantio. Il nuovo presidente americano Thaddeus Ross (Harrison Ford) invita il duo alla Casa Bianca e Sam convince Isaiah Bradley (Carl Lumbly) a unirsi a loro.

Captain America 4: Brave New World - La recensione del film

Al ricevimento, in cui Ross spiega il progetto per il futuro utilizzo dell’Adamantio, Bradley e altri uomini si rendono protagonisti di un attentato, apparentemente senza rendersi conto delle proprie azioni. Sam finisce così nel mezzo di una cospirazione internazionale volta a rovesciare il governo degli Stati Uniti incastrando il suo amico. Una cospirazione dietro la quale si cela una vecchia conoscenza di Thaddeus Ross…

La recensione in 5 motivi di Captain America: BRave New World

Nuovo Cap, stessa vecchia (vincente) formula

Tutti gli altri film con protagonista Captain America, a parte forse il primo, sono sostanzialmente dei thriller politici con in mezzo i supereroi. Una formula che ha sempre funzionato e che anche in questo caso si rivela vincente. I numerosi scontri e le scene d’azione sono quindi solo una “decorazione” per una trama in cui sono la cospirazione e il mistero a farla da padrone. Come fu per Captain America: The Winter Soldier, anche in questo caso la regina è la parte investigativa della pellicola, con Sam e Joaquin impegnati a smascherare e contrastare il piano della mente dietro a queste macchinazioni.

Quanto spettacolo, ma…

Parlando di scene d’azione, non si può non elogiare lo splendido lavoro fatto dai coreografi dei combattimenti. Ogni scontro corpo a corpo, anche grazie al buono lavoro registico di Julius Onah, è una gioia per gli occhi. Sam non solo lancia in giro lo scudo come un Captain America che si rispetti, ma ha dalla sua anche le ali a rendere i combattimenti ancora più spettacolari. Ali che sono state rese ancora migliori da qualche piccolo upgrade wakandiano…

Ottima anche la CGI, in special modo nelle parti più concitate e che riguardano le scene di volo di Sam e Joaquin. A far storcere il naso, purtroppo, qualche green screen bruttino, soprattutto in alcune sequenze in esterno in cui l’effetto posticcio è proprio palese. Niente di troppo grave, ma comunque una stonatura in un componimento altrimenti senza sbavature.

Harrison è comunque harrison

Chiamato a dare un nuovo volto a un personaggio centrale nei fumetti ma poco in vista nella controparte cinematografica, Harrison Ford risponde presente. Eccome. Nonostante gli anni, “Indy” è ancora molto in forma e la sua performance merita una menzione d’onore. Ford ci regala un Ross evidentemente gravato dal peso degli anni ma non per questo meno combattivo, e reso ancora più determinato dal nuovo ruolo come Presidente USA. Un Ross che vuole staccarsi dalla nomea di “Cacciatore di Hulk”, facendo vedere che può essere il leader che l’America ha bisogno e, in special modo, il padre che sua figlia Betty desidera.

Un Ross che, però, nasconde un terribile segreto. Un segreto che può ritorcerglisi contro in maniera brutale, gettando alle ortiche tutto il lavoro fatto.

Paradossalmente un po’ corto

Abituati come siamo a cinecomic da tre ore, trovarci davanti a una pellicola da poco meno di 2 fa quasi impressione. La trama di Brave New World fila via liscia senza intoppi e il ritmo rimane sempre buono, senza creare momenti morti. Purtroppo il finale risulta forse un pochino affrettato, soprattutto nella risoluzione della vicenda. Non ci sono grosse incongruenze, se si vedono le cose col filtro del “non avrebbero mai potuto fare come nei fumetti”, ma forse con 15-20 minuti in più si sarebbe potuto spiegare meglio alcune cose.

Giancarlo e i suoi fratelli

Vogliamo dedicare l’ultimo punto della recensione a Sidewinder e ai vari personaggi secondari che popolano questo Captain America 4: Brave New World. Il “nostro” Giancarlo Esposito ha purtroppo un minutaggio piuttosto limitato, anche per via della “brevità” della pellicola. Nelle sue scene, però, trasuda carisma e, passateci il termine, cazzimma. Funziona bene anche Danny Ramirez, che riprende il proprio ruolo come Joaquin Torres. Preso, abbastanza letteralmente, sotto la propria ala da Sam, il giovane smania per diventare il nuovo Falcon, nonostante le reticenze del proprio “maestro”. La dinamica che si crea tra i due non è nulla di nuovo, ma dona un maggiore spessore a Sam, chiamato a dover gestire questo esuberante “apprendista”.

Captain America 4: Brave New World - La recensione del film

Buona anche la prova di Shira Haas nei panni di Ruth Bat-Seraph, Consigliera per la Sicurezza del Presidente Ross e qui in una versione piuttosto diversa da quella dei fumetti (non essendo ancora stati ufficialmente inseriti i mutanti). Ultimo, ma non per importanza, Tim Blake Nelson, che torna anche lui a vestire i panni di Samuel Sterns, visto l’ultima volta in L’Incredibile Hulk.

Vale la pena di vedere Captain America: brave New World?

Captain America 4: Brave New World, come spiegato nella nostra recensione, apre in maniera ottima la Fase 6 dell’MCU. Non è solo un buon film di Cap preso a sé stante, ma è anche appunto una solida base per tutto ciò che dovrà arrivare. Finalmente vengono usati elementi introdotti in film precedenti per far proseguire la trama trasversale a tutti gli altri. Una cosa che, purtroppo, non si vedeva da molto in questi lidi, dove anche grandi sconvolgimenti sono stati totalmente ignorati dalle pellicole successive (sì, stiamo guardando te, Secret Invasion).

Anthony Mackie funziona molto bene come Cap perchè porta in scena qualcosa di diverso da quello che era Chris Evans. Ottime le performance di Harrison Ford e di Giancarlo Esposito, per quanto limitato dallo scarso minutaggio. Idem per gli altri personaggi secondari. Siamo davanti a un buon prodotto Marvel a tutto tondo. E anche questo non capitava da un po’. Se volete saggiare con mano, anzi occhio, anche voi, non vi resta che recarvi in sala a partire dal 12 febbraio 2025.

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