Captive State, la recensione del film Blu-ray in 5 Motivi

Andrea Aurora

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Captive State, il tanto atteso film thriller di fantascienza, ha finalmente debuttato sul mercato in edizione Blu-ray grazie a CG Entertainment: ecco la nostra recensione in 5 motivi! Diretto con maestria da Rupert Wyatt, il film offre un’atmosfera intensa e una trama avvincente che non mancherà di tenervi incollati allo schermo. 

Di cosa parla il film di Rupert Wyatt

Captive State è un avvincente thriller di fantascienza che si svolge in un futuro prossimo, in un mondo in cui la Terra è stata invasa e occupata da una forza aliena. Tuttavia, se questo può sembrare un grande classico, il film si distingue per la sua narrativa unica. Anziché concentrarsi sull’aspetto dell’invasione in sé, esplora le intricate dinamiche sociali e politiche che si sviluppano tra la popolazione umana e gli invasori extraterrestri. 

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La storia si svolge a Chicago, ormai sottomessa e divisa, dove un gruppo di ribelli cerca di combattere il regime alieno e ripristinare la libertà per l’umanità. Intrighi, tradimenti e sotterfugi si intrecciano mentre i personaggi navigano attraverso le complesse relazioni tra gli occupanti e gli occupati. Preparatevi a un viaggio avvincente attraverso un mondo distopico ricco di suspense e sorprese.

La recensione del film Captive State in 5 Motivi

Il comparto video

Sin dalle prime immagini la fotografia si rivela un vero piacere per gli occhi. I neri sono davvero molto profondi e il contrasto offerto sullo schermo risulta ai massimi livelli. La colorimetria è splendida, con tonalità fredde che virano al verde, perfettamente congrua con le immagini che mostrano una città post apocalittica. In questo senso aiuta molto anche la regia, con dei campi lunghi che riportano alla mente le avventure vissute nel videogioco The last of us. A chiudere il cerchio troviamo un sapiente uso delle luci, in grado di regalare immagini davvero appaganti sotto tutti i punti di vista.

Il comparto audio

Anche il comparto audio si è dimostrato essere di alto livello, in special modo per quanto riguarda la gestione degli effetti ambientali. L’inizio del film ne è pieno, con una voce narrante che spiega dove ci troviamo e cosa sta succedendo negli Stati Uniti. Il doppiaggio in italiano risulta essere convincente in tutto il lungometraggio e anche le musiche scelte non sono da meno, con tanto di giradischi vintage a suonarle. Unica note da segnalare, il bilanciamento delle tracce ci è parso un po’ sbilanciato a favore degli effetti. Questo ci ha portati a regolare il volume dell’impianto più volte durante la proiezione.

Invasione aliena che convince a metà

Per quanto riguarda gli alieni che nel film dominano gli Stati Uniti, beh, convincono a metà: complice una CGI a tratti debole e un design che che ricorda il Demogorgone di Stanger Things e un grosso riccio di mare. Tuttavia, probabilmente a causa di tutto ciò, gli esseri malvagi si vedono davvero poco nel poco, sappiamo che ci sono e tanto ci basta. Questa scelta registica è azzeccata e ricorda molto la scelta di Steven Spielberg nel primo film de Lo Squalo. Anche le astronavi stesse utilizzate dagli alieni non fanno gridare al miracolo, risultando di vecchia concezione.

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La narrazione e il suo gran finale

La narrazione è una montagna russa. Il film inizia con un ritmo serrato e ben fatto, per poi cadere in una narrazione fatta di tante informazioni che si collegano tra loro con una certa difficoltà. Abbiamo molte informazioni ma di difficile comprensione. Il bello viene da metà film, quando tutti i puntini iniziano a unirsi per poi portarci a un colpo di scena finale che solleva l’intero film. Per entrare a pieno nel film, ci vuole tempo, ma questo sarà ripagato.

Particolare anche la scelta di ambientare il film in un futuro prossimo dove però la tecnologia è quella degli anni passati. L’intero film mostra infatti un futuro fatto di regressione. A chiudere, come non menzionare le performance attoriali dei protagonisti, con un John Goodman letteralmente immenso nel suo ruolo! L’intero cast è di altissimo livello.

Il film, Captive State, oggetto di questa recensione, è un inno a quella che è la continua ricerca personale della propria pace interiore e del proprio senso di libertà. Mette sul piatto tutti gli ingrediente utili alla sopravvivenza nei momenti critici, con i protagonisti interconnessi per un bene comune: la lotta all’estinzione.

Edizione fisica di grande impatto

L’edizione fisica di Captive State offerta da CG Entertainment in versione Blu-ray è realizzata con grande attenzione e vanta nella parte frontale una grafica lenticolare da urlo. Questa è apprezzabile nella sua totalità soltanto dopo aver terminato la visione del film, ma il concept grafico è davvero azzeccato e intenso. Oltre al film, il disco Blu-ray contiene al suo interno anche alcuni contenuti aggiuntivi. In particolare, oltre al trailer, segnaliamo la presenza di una serie di clip (sottotitolate in italiano) come le interviste agli attori e i dietro le quinte.

Per ulteriori informazioni sul film Captive State in Home Video Blu-ray, oggetto di questa recensione, vi invitiamo a visitare la pagina ufficiale del prodotto.