Chi segna vince: la recensione del film in 5 Motivi

Rosanna Donato

Updated on:

chi segna vince recensione

Dal 10 gennaio è al cinema Chi segna vince, il nuovo film diretto da Taika Waititi, di cui vi proponiamo la recensione in 5 motivi. Ispirato a una storia vera, il film segue la nazionale di calcio delle Samoa Americane, tristemente nota a causa della brutale sconfitta 31 a 0 subita nel 2001. Mentre si avvicinano le qualificazioni alla Coppa del Mondo, la squadra ingaggia l’allenatore sfortunato e anticonformista Thomas Rongen (Michael Fassbender). La speranza è che quest’ultimo possa riuscire a cambiare le sorti della peggiore squadra di calcio del mondo.

Il cast include Oscar Kightley, Kaimana, David Fane, Rachel House, e Beulah Koale. Con loro anche Will Arnett ed Elisabeth Moss. Completano il team di attori Uli Latukefu, Chris Alosio, Semu Filipo, Ioane Goodhue, Lehi Falepapalangi, e Hio Pelesasa.

Photo by Hilary Bronwyn Gayle. Courtesy of Searchlight Pictures. © 2022 20th Century Studios All Rights Reserved.

La recensione in 5 Motivi di Chi segna vince

I numerosi riferimenti a film cult

La prima cosa che abbiamo molto apprezzato nel nuovo film di Taika Waititi è il costante riferimento a film cult, come Karate Kid, Rambo e Ogni Maledetta Domenica. Non solo attraverso le parole, ma soprattutto con la gestualità e talvolta l’abbigliamento dei personaggi. Ciò che colpisce maggiormente è il fatto che quando queste pellicole vengono citate la scena davanti a noi ha sempre un qualcosa di esilarante. Vuoi per il tipo di allentamento o per il modo di presentarsi di un membro della squadra, o anche solo per la maniera di comunicare e rispondere a certe prestazioni, le risate non mancano.

Il cambiamento del protagonista (e non solo)

Non è certo qualcosa di originale vedere il protagonista di una storia cambiare prospettiva o modo di pensare o vedere le situazioni e le persone. È un percorso di crescita e in questo caso anche di rinascita (a doppio senso) quello su cui si concentra il regista, che mette in secondo piano lo sport del calcio (scelta azzeccata) per dare spessore ai personaggi e i loro dolori personali, tutti diversi. L’obiettivo è farci riflettere su differenti tematiche, adottando però un equilibrato mix di dramma e umorismo. In Chi segna vince non è solo l’allenatore a cercare un riscatto sociale e a compiere un cambiamento interiore ben definito, ma anche alcuni dei suoi giocatori. In particolare Jaiyah Saelua, la prima calciatrice transessuale, la quale diventa co-protagonista indiscussa della scena, dimostrando inoltre di tenere talmente tanto alla rivincita da mettere da parte ciò che in realtà è.

La tradizione delle Samoe Americane

Waititi mette in luce le differenze tra il ritmo della società nelle grandi città e quello delle Samoe Americane, un gruppo di piccole isole dove la vita scorre a 30km all’ora. Tutto viaggia piano: il paese si ferma allo scoccare di un’ora e tutto è vissuto con leggerezza. Almeno fino a quando non arriva Fassbender a pretendere allenamenti di domenica ed esercizi equiparabili a quelli dell’esercito. Il regista non solo ci mostra il modo di vivere degli abitanti dell’isola, ma anche le danze tradizionali, gli alimenti tipici, i costumi e l’importanza della fede in quella determinata società.

E poi un modo diverso di vivere lo sport, più come un divertimento che come una competizione, nonostante la voglia di rivincita sia alta. Un mondo che mal si accosta quindi alla vita frenetica e tormentata del protagonista la cui unica fede è quella calcistica e il cui unico obiettivo è vincere. Ma chissà, magari con il tempo riuscirà ad aprirsi al nuovo e a vivere più serenamente ogni circostanza…

Tra surreale e realtà

Nella recensione di Chi segna vince abbiamo già detto che il dramma si mescola sapientemente con l’umorismo basato sul nonsense che caratterizza le opere del regista e spesso sovrasta la scena. Non si può dire infatti che Waititi non abbia osato con trovate esilaranti e fuori dall’ordinario, anzi lo ha fatto pure troppo (ma giova al film). Penso, per esempio, al saluto della squadra di calcio al nuovo allenatore o all’urlo di battaglia in campo che potrebbe spiazzarvi per quanto assurdo e lungo. Ma in questo caso a emergere è il lato più sentimentale del racconto, dove tra l’altro l’aiuto reciproco che, senza rendersene conto, si offrono l’allenatore e i suoi giocatori la fa da padrone.

Chi salva chi?

Se all’inizio è palese che è di Thomas l’arduo compito di aiutare i calciatori a rialzarsi dopo le dure sconfitte del passato, lungo il film ci accorgiamo che è quest’ultimo ad aver più bisogno di essere salvato. L’attaccamento a eventi accaduti anni prima (chi conosce la storia vera già sa di cosa stiamo parlando) continua a rendergli la vita dura, tanto da averlo reso un uomo impossibile da gestire, ma forse qualcuno riuscirà a fargli capire che l’importante non è vincere, ma guardare oltre e godersi ogni istante.

Dunque, chi salva chi? Non è chiaro fino al gran finale, ma in tal senso gioca un ruolo importante anche Tavita, il saggio presidente dell’American Samoa Football Federation. È lui la figura che più di tutte è espressione pura di tale concetto ed è sempre lui a dare consigli utili a Thomas, che a sua volta si avvicina piano piano ai membri della squadra, diventando lui stesso un valido punto di riferimento e di appoggio per loro, dopo un inizio alquanto burrascoso a causa del suo carattere burbero. E vedere tutto ciò sullo schermo non può che farci riflettere su quello che davvero conta nella vita. È un messaggio difficile da non apprezzare, perché passa nel modo più leggero e chiaro possibile e riguarda tutti noi.

Chi segna vince, la recensione: l’interpretazione di Kaimana

Bisogna dire che in Chi segna vince nessuno degli interpreti è risultato fuori parte. Una menzione speciale però va a Kaimana, interprete di Jaiyah Saelua, nel pieno del suo percorso di transizione per diventare una donna. Quest’ultima è la prima calciatrice transessuale a far parte di una nazionale di calcio. Una scena in particolare commuove per quanto autentica, ed è lì che emerge tutto il talento dell’attrice. La forza del suo personaggio si fa verità proprio in quel luogo, nonostante il momento la veda protagonista di un dolore interiore che prende il sopravvento. Una sofferenza che la vede correre via durante dei festeggiamenti e chiudersi in sé stessa.

Leggi anche: 50 km all’ora: la recensione del film in 5 Motivi

Ottima e importante la decisione del regista di puntare per gran parte della storia sul personaggio di Kaimana, tanto che l’attrice ai nostri occhi diventa la co-protagonista femminile del film. Taika Waititi ha affrontato la situazione di Jaiyah Saelua nella maniera più delicata, tenendo a distanza quella verve demenziale che tanto gli sta a cuore. Ciò di certo ha reso la pellicola più profonda di quanto potessimo aspettarci.

Cosa pensate del nuovo film di Taika Waititi? Noi ve lo consigliamo e vi ricordiamo che il progetto è nelle sale italiane dal 10 gennaio, distribuito da Searchlight Pictures. Cosa state aspettando? Immergetevi nella pellicola che più rappresenta il regista di Thor: Love and Thunder e Jojo Rabbit. Vi segnaliamo inoltre che nel film ci sono ben due (brevi) camei di Waititi. Il primo è in apertura, dove lui guarda fisso verso la telecamera, il secondo nel mezzo. Il regista veste i panni di un prete samoano americano, il resto lo scoprirete andando al cinema.

L’immagine di copertina è tratta dal poster ufficiale di Chi segna vince.