Da qualche giorno è disponibile nel catalogo Apple TV+ Dope Thief, una serie ideata da Peter Craig e diretta da Ridley Scott, di cui vi proponiamo la nostra recensione in 5 Motivi. Con protagonisti Brian Tyree Henry e Wagner Moura, lo show è un dramma criminale in cui, però, non mancano momenti ironici. Attuale più che mai, la sua visione rispecchia pienamente fatti che sembrano più realistici di quanto si possa immaginare. Prima di leggere la nostra recensione, diamo un’occhiata alla trama e al cast.
La trama della serie tv
Adattamento dell’omonimo romanzo di Dennis Tafoya, la trama della serie è incentrata su Ray e Manny. Cresciuti insieme a Philadelphia, i due sono amici da sempre e ora vivono di piccoli crimini. La loro attività consiste nel fingersi agenti federali per ricattare spacciatori, sottrarre la loro droga e rivenderla. Ma le cose si complicano quando decidono di rapinare un laboratorio di metanfetamina isolata, senza sapere che appartiene a un pericoloso gruppo di motociclisti, l’Alleanza, che collabora con i cartelli della droga. Ora Ray e Manny si trovano con una taglia sulla testa e con gli agenti della Drug Enforcement Administration che li seguono.
Nel cast: Brian Tyree Henry, Wagner Moura, Marin Ireland, Kate Mulgrew, Nesta Cooper, Amir Arison, Ving Rhames.

Dope Thief – La Recensione della serie in 5 Motivi
Una storia decisamente attuale
Non abbiamo tantissimi punti a favore di questa serie ma non possiamo neanche lamentarci troppo. La storia raccontata è originale e attuale perché verte su alcune tematiche importanti: la disparità sociale e il tentativo di ‘cambiare vita‘, come si suol dire. Tutto questo viene raccontato senza ‘pesantezza’, anzi con una semplicità che rende la visione scorrevole.
Brian Tyree Henry e Wagner Moura, una sinergia invidiabile
I due protagonisti, Brian Tyree Henry e Wagner Moura, interpretano due amici di infanzia, Ray e Manny. Ci ha travolto la loro simpatia e ironia, il loro rapporto speciale e consolidato nel corso degli anni, ma soprattutto la loro sbadataggine nel cercare di sistemare le cose. Non un legame forzato, bensì spontaneo, quasi invidiabile, come se si conoscessero realmente da una vita intera.
Gli episodi sono un po’ lunghi
Uno dei punti a sfavore di questa serie è, a nostro parere, la durata degli episodi (circa 50 minuti). Possiamo comprendere che i primi possano essere più lunghi, ma proseguendo con la visione degli altri, può risultare davvero difficile andare avanti perché si perde un po’ il filo della storia. Ci è capitato di fare un po’ fatica a proseguire con gli altri episodi ma, tutto sommato, non siamo pentiti di averlo fatto.
Il ‘tocco’ di Ridley Scott si percepisce
Ridley Scott ha diretto i primi episodi e possiamo dire che il suo ‘tocco’ si sente eccome! Le scene d’azione sono ben fatte, sono accattivanti e coinvolgono gli spettatori. Insomma, si può dire che la tensione narrativa (almeno in queste scene) è sempre alta.
Il ritmo narrativo è altalenante
Se nelle sequenze di azione l’attenzione rimane alta, non possiamo dire lo stesso del ritmo narrativo, in generale. Come vi abbiamo spiegato prima, gli episodi sono piuttosto lunghi e questo, purtroppo, conferisce alla narrazione un ritmo altalenante, non sempre costante. Ci sono, infatti, momenti in cui ci siamo sentiti pienamente coinvolti, altri in cui avremmo voluto che tutto finisse subito. Pensiamo che su questo aspetto qui, si sarebbe potuto fare molto meglio. Ad alleggerire le cose, però, sono le scene ironiche e divertenti che hanno contribuito a non farci ‘mollare’ la visione.

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Dope Thief, la recensione in breve: Vale la pena vedere la serie?
In seguito a questa nostra recensione, in conclusione vi consigliamo di guardare la serie perché la storia è bella e i momenti ironici, uniti all’azione, ne valgono la visione. Potrete guardare questa serie in streaming sulla piattaforma Apple TV+.
Le immagini sono tratte dal poster ufficiale della serie TV Dope Thief.









