Abbiamo visto il primo episodio di Kaos, la nuova serie TV Netflix, e vi sveliamo cosa ne pensiamo nella nostra recensione senza spoiler. La serie, creata da Charlie Covell, ci porta in un viaggio in una versione moderna dell’Olimpo, e rivisita i miti greci in chiave moderna. Ma vale la pena vederla?
Kaos, la trama della serie TV Netflix
Prima di addentrarci nella nostra recensione di Kaos, riassumiamo brevemente la trama della serie TV. Al centro della narrazione troviamo Zeus (interpretato da un esilarante Jeff Goldblum), il padre degli dei, che si ritrova a fare i conti con una profonda crisi esistenziale. Ossessionato dall’idea che il suo potere stia per svanire a causa di una profezia, Zeus cerca disperatamente di mantenere l’ordine sull’Olimpo, ma le sue azioni sembrano solo peggiorare la situazione.

Intanto, Ade, il dio degli inferi, si trova a gestire un sovraffollamento infernale mai visto prima. I morti si accumulano e diventano sempre più ribelli, mettendo in discussione l’autorità del dio degli inferi. Poseidone, invece, sembra più interessato alle feste e ai piaceri della vita che ai suoi doveri divini. Sulla Terra, un gruppo di umani, ignari del loro ruolo nel grande disegno cosmico, si ritrova coinvolto in eventi straordinari che li metteranno a confronto con gli dei.
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La recensione in 5 motivi della serie TV Kaos
Un impatto visivo sorprendente
Ciò che colpisce sin dal primo episodio, è l’impatto visivo di Kaos, che risulta essere uno dei suoi punti di forza. La scenografia della serie Netflix fonde elementi classici e contemporanei, il che rende la visione particolarmente suggestiva. L’Olimpo viene rappresentato come un luogo sia maestoso che disfunzionale, con architetture che richiamano l’antica Grecia ma con un tocco futuristico. I costumi invece, pur ispirati alla mitologia, presentano dettagli moderni e innovativi, riflettendo la complessità dei personaggi e la loro lotta tra tradizione e innovazione.
Umorismo e quarta parete
Kaos è una serie che non si prende troppo sul serio. L’umorismo è infatti una caratteristica determinante e contribuisce a rendere la serie fresca. Cosa alla quale contribuisce anche la rottura della quarta parete, che crea una sorta di complicità con lo spettatore. Attraverso battute meta-cinematografiche e riferimenti alla cultura pop, Kaos invita infatti il pubblico a partecipare attivamente alla narrazione.
Non solo risate
Certo, non è che si ride soltanto. Se è vero che il tono è scanzonato, soprattutto nella parte iniziale della serie TV, è anche vero che non mancano intrighi e misteri da svelare, e colpi di scena drammatici sin dal primo episodio. Tutto ciò spinge lo spettatore a chiedersi: “E ora, cosa accadrà?”
Famiglie disfunzionali e uno Zeus in crisi di mezza età
Kaos reinventa l’Olimpo come una famiglia disfunzionale, con Zeus nel ruolo di un padre di famiglia che sembra essere in piena crisi di mezza età. L’iconico dio greco viene, infatti, rappresentato non come una figura onnipotente e infallibile, ma come un individuo tormentato dai dubbi e dalle paure tipiche dell’età adulta.

Un po’ American Gods, un po’ Once Upon a Time
Impossibile non trovare dei punti di contatto con serie TV come American Gods o ancora Once Upon a Time. Tutte e tre le serie, pur con le loro peculiarità, condividono l’ambizione di rivisitare e reinventare miti e leggende ancestrali, adattandoli a un pubblico contemporaneo. Nonostante le differenze stilistiche e narrative, le tre produzioni condividono un nucleo tematico comune: la perenne lotta tra l’ordine e il caos, tra la tradizione e l’innovazione, che si riflette sia nelle vicende degli dei e delle divinità, sia nelle esperienze dei personaggi umani.
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Vale la pena vedere la serie?
Alla luce dei 5 motivi della nostra recensione, secondo noi Kaos è una serie originale che, nonostante alcuni difetti, riesce a intrattenere e a far riflettere. Il tutto grazie anche a un cast stellare, a una regia impeccabile e a un umorismo intelligente. È, insomma, un esperimento riuscito che vale la pena vedere.
Immagini nell’articolo dai poster della serie TV.









