Lockerbie, storia di un attentato aereo e della lotta di un padre per la verità – La recensione della serie TV in 5 motivi

Anna Montesano

Lockerbie: la recensione della serie TV con Colin Firth in 5 motivi

Abbiamo visto il primo episodio di Lockerbie – Attentato sul volo Pan Am 103, la serie TV disponibile su Sky Atlantic e NOW con Colin Firth, e ve ne parliamo nella nostra recensione senza spoiler. La miniserie è divisa in 5 episodi, durante i quali si parla di un fatto realmente accaduto, citato appunto nel titolo, intorno al quale ancora oggi aleggiano ancora molti punti irrisolti. Ma vale la pena vedere la serie TV? Quali sono i suoi punti di forza?

La trama

Prima di addentrarci nella recensione di Lockerbie, raccontiamo in breve di cosa parla la serie. Lockerbie è, in realtà, il nome di una cittadina scozzese diventata tristemente nota perché campo di un terribile incidente aereo. È una notte come tante, quattro giorni prima di Natale, quando un aereo con 259 passeggeri crolla sulla città, portando ad un disastro senza precedenti. Tra le vittime presenti sull’aereo c’è anche Flora Swire, ragazza che stava raggiungendo il suo fidanzato americano per Natale. Sarà proprio suo padre Jim, un medico di base, a farsi portavoce di una lunga e difficile battaglia intrapresa dai parenti delle vittime per comprendere cosa sia accaduto davvero. Cosa ha causato la caduta dell’aereo? Quali segreti si celano dietro questo disastro?

Lockerbie: la recensione della serie TV con Colin Firth in 5 motivi

LEGGI ANCHE: Itaca – Il ritorno, l’Ulisse di Ralph Fiennes e Pasolini non convince: la recensione del film in 5 Motivi

La recensione della serie Lockerbie in 5 motivi

Una storia drammaticamente vera

Lockerbie – Attentato sul volo Pan Am 103 non è una storia di fantasia. La serie TV è tratta dal libro The Lockerbie Bombing: A Father’s Search for Justice, che è il racconto preciso di quanto vissuto dai parenti delle vittime dal momento in cui hanno ricevuto la drammatica notizia della caduta dell’aereo. La narrazione televisiva risulta altrettanto accurata: nulla viene lasciato al caso e tutto, anche gli aspetti più tecnici della vicenda, sono trattati in modo chiaro. Risulta perciò ancor più facile immergersi pienamente nella storia.

Lockerbie non è un documentario

La storia non è un freddo racconto degli eventi accaduti dal crollo dell’aereo sulla cittadina scozzese, ma una narrazione intensa e di parte. A raccontarla è proprio il padre di Flora, perché è lui l’autore del libro da cui è tratta la serie. Il che dà inevitabilmente alla storia una drammaticità di fronte alla quale è impossibile non rimanere toccati, potenziata dalla consapevolezza che ci ritroviamo a guardare fatti realmente accaduti.

La lotta di un padre (magistralmente interpretato da Colin Firth)

Jim Swire è, come detto, il punto di vista dell’intero racconto. A portarlo sulla scena è Colin Firth, che si fa carico del dolore e della disperazione che l’uomo ha provato in quegli attimi, e che sono diventati poi il motore di una lotta estenuante, ma che non ha mai conosciuto arresa. Jim non si limita soltanto a scrivere lettere ai ministri per ottenere delle risposte. L’uomo combatte muovendosi in prima persona, incontrando capi di governo, arrivando fino in Libia. D’altronde, come si vedrà nel primo episodio, Jim non rappresenta solo la sua perdita, ma anche quella di tutti gli altri parenti, che lo eleggono portavoce, trovando in lui la giusta forza e determinazione per ottenere la verità.

Un primo episodio potentissimo

Lockerbie si mostra in tutta la sua potenza sin dai primi minuti della serie. Prima della lotta di Jim e del coinvolgimento di migliaia di persone, c’è una semplice sera pre-natalizia, immersa in un’atmosfera calda e serena. Pochi minuti dopo, tutto è drammaticamente cambiato. La vita di migliaia di persone è stravolta per sempre, e questo switch tra prima e dopo, la serie lo fa vivere in modo intenso, senza sconti e con grande attenzione ai particolari. Viviamo, così, l’esplosione sull’aereo e la sua caduta sulla cittadina. Il terrore degli abitanti di Lockerbie di fronte alla caduta da cielo di quelli che sono, inizialmente, solo frammenti di metallo, poi grossi elementi dell’aereo e, infine, corpi umani. La disperazione, mista a incredulità, dei cittadini invade lo schermo: poche solo le parole perché basta quello a parlare.

Ricostruzione, video dell’epoca e politica

Ultimo aspetto che ci preme far notare nella nostra recensione, è il fatto che, pur essendo una narrazione di parte, come detto, la serie presenti una ricostruzione accurata dei fatti. È ciò accade sia negli aspetti tecnici della vicenda, che in quelli più umani. È vero che i sentimenti sono in primo piano nella narrazione, ma non a discapito del racconto della lotta dei parenti delle vittime e del suo processo. Anzi: ad alternare le immagini della serie sono dei video dell’epoca, quelli reali della tragedia. Un espediente che serve a ricordare allo spettatore che ciò che si sta guardando non è finzione, ma pura realtà. E in questo arriva in aiuto anche la presenza costante di personaggi della politica inglese e mondiale, che hanno avuto un peso rilevante nell’intera vicenda.

LEGGI ANCHE: Inarrestabile, una storia (emozionante) di coraggio, determinazione e forza di volontà: la recensione del film in 5 Motivi

Vale la pena vedere la serie?

Lockerbie – Attentato sul volo Pan Am 103, per i motivi della nostra recensione (e non solo), è una serie TV da non perdere. La verità dei fatti è adattata allo schermo in modo impeccabile nel primo episodio, il che ci stimola ad andare avanti nella visione.

Immagini nell’articolo dal poster della serie di NOW.