Madame Web, la recensione del film con Dakota Johnson in 5 Motivi

Rosanna Donato

Updated on:

Madame Web recensione film

Arriva il 14 febbraio 2024 al cinema Madame Web, il nuovo film Marvel prodotto da Sony Pictures e incentrato sulla figura di Cassandra Webb, di cui vi proponiamo la recensione in 5 motivi. La protagonista è un paramedico di Manhattan con poteri di chiaroveggenza. Costretta a confrontarsi con alcune rivelazioni del suo passato, stringe un legame con tre giovani donne destinate a un futuro straordinario ma che dovranno sopravvivere a un presente pieno di minacce.

Il cast vede Dakota Johnson nei panni della protagonista, affiancata da Sydney Sweeney, Celeste O’Connor e Isabela Merced nel ruolo delle tre giovani donzelle da proteggere. Il team di attori comprende anche Tahar Rahim, Mike Epps, Emma Roberts e Adam Scott. Il film, basato sul personaggio Marvel creato da Dennis O’Neil e John Romita Jr., è diretto da S. J. Clarkson (Orange Is the New Black, Jessica Jones e Anatomy of a Scandal). La sceneggiatura è frutto della collaborazione tra Claire Parker e S. J. Clarkson.

Madame Web: la recensione del film in 5 motivi

Gli effetti speciali disturbanti

Non c’è limite al peggio, o almeno così viene da pensare guardando Madame Web. Anche per quanto riguarda gli effetti speciali c’è poco da fare, perché se funzionano nei momenti in cui la protagonista vive le sue visioni, lasciandoci con quella voglia di scoprire cosa accadrà effettivamente poco più tardi e facendoci prendere un colpo ogni volta a causa più degli effetti sonori amplificati che di quelli visivi, quando Cassandra e altri personaggi si ritrovano con gli occhi chiusi (vuoi per un sogno o altri motivi), queste immagini mostrate attraverso gli effetti speciali diventano più confuse, caotiche e talmente veloci da disturbare l’occhio dello spettatore, insieme ad alcune luci accecanti e a una fotografia per niente invitante.

Va bene che il film è ambientato nel 2003 e c’è la volontà di sottolineare la confusione mentale dei personaggi, ma bisogna anche trovare la maniera giusta per farlo. Tra l’altro, il caos caratterizza anche tutte le scene d’azione, tanto che ci si ritrova a non avere ben chiaro ciò che effettivamente avviene.

La realtà diventa fantastica

Per quanto riguarda la rappresentazione della realtà, si torna ai soliti problemi riscontrati negli ultimi anni. Sappiamo benissimo che quella messa in luce da S. J. Clarkson è una storia che tratta di supereroi, ma è anche vero che la vicenda si svolge interamente nel mondo reale. Eppure tante cose non tornano in quanto completamente sconnesse con la realtà. Per esempio, viene da chiedersi come sia possibile che la protagonista rubi un taxi e giri su di esso per una settimana senza che le forze dell’ordine la fermino, oppure che, ricercata, riesca a partire per il Perù senza controlli. Sono quelle piccole cose che tengono in piedi un film, ma che qui vengono completamente dimenticate, o peggio ignorate.

Dalla visione alla realtà dei fatti

Nonostante quanto detto finora nella recensione del film, qualcosa di buono in Madame Web c’è: non manca la tensione, data per lo più dagli effetti sonori. C’è il desiderio di capire cosa effettivamente accadrà di lì a poco nel momento in cui Cassandra ha le sue visioni e di scoprire il modo in cui cercherà di risolvere la situazione. Quest’ultima incognita intriga parecchio, perché ci aspettiamo chissà quali alternative, anche se poi la soluzione trovata non colpisce particolarmente. Peccato.

L’approfondimento dei personaggi e l’interpretazione

Vorremmo dirvi che la scrittura dei personaggi Madame Web si salva, ma non è proprio così, almeno non del tutto. La volontà di approfondire i personaggi, a partire dal passato di Cassandra fino ad arrivare alle tre giovani donne in sua compagnia, tra cui Sydney Sweeney nei panni di Julia Carpenter (ora al cinema in Tutti tranne te) c’è ed è evidente. Il problema è il modo in cui le loro situazioni familiari vengono affrontate: frettolosamente e senza spessore alcuno, né emotivo né per quanto riguarda il contenuto dei dialoghi stessi.

Julia Carpenter, Mattie Franklin e Anya Corazon appaiono come tre ragazze differenti caratterialmente, ma poi nelle interazioni tra loro e con Cassandra le personalità non vengono fuori, sembrano sempre trattenersi. Non c’è nemmeno forza espressiva nelle interpretazioni delle protagoniste, ma ciò riguarda tutti gli interpreti. Anche quando scopriamo qualcosa di più sul passato di Cassandra e assistiamo a un incontro pensato per toccare i fan nel profondo risulta difficile provare empatia.

Leggi anche: Madame Web: il trailer svela rivelazioni oscure

Quello che resta

Alla luce di quanto scritto nella recensione di Madame Web, possiamo dire che quel che resta da ammirare è davvero poco. La fotografia e la scrittura sono quel che sono: manca innovazione e volontà di osare con gli effetti speciali. La realtà e la fantasia si confondono tra loro, il che porta a non capire più se stiamo assistendo a visioni o ad accadimenti reali perché non c’è uno stacco deciso tra i due mondi. I personaggi sono tutti piatti, nessuno escluso (nemmeno Ben, Mary e il cattivo Ezekiel). L’unica cosa che ci piace vedere nelle interazioni delle figure coinvolte, in particolare in quelle tra Ben e Cassandra, sono le frecciatine che si lanciano per punzecchiarsi un po’, pur volendosi molto bene (magari non fin da subito ma da un certo punto in avanti sì).

L’immagine di copertina è tratta dal poster ufficiale di Madame Web.