Máquina: Il Pugile, determinazione e pigrizia confondono le idee: la recensione della serie in 5 Motivi

Melania Fiata

Máquina Il Pugile recensione 5 motivi

Abbiamo visto il primo episodio di Máquina: Il Pugile, la serie tv targata Disney+, diretta da Gabriel Ripstein e uscita il 9 ottobre 2024, e di seguito vi proponiamo la nostra recensione in 5 motivi. Prima però cerchiamo di capire di cosa parla (anche se non è difficile comprenderlo) dando uno sguardo alla trama. I protagonisti principali sono Gael Garcia Bernal, che interpreta Máquina, e Diego Luna, il quale veste i panni di Andy Lujan, manager del pugile ma è anche il suo migliore amico. Dopo questa brevissima parentesi sugli attori, entriamo nel vivo con la sinossi e, poi, la recensione.

La trama della serie tv

La trama ruota attorno al mondo della boxe. Dopo una sconfitta devastante, Esteban “La Máquina” Osuna (Gael García Bernal) si ritrova in un momento critico della sua carriera di pugile. Fortunatamente, il suo manager e migliore amico, Andy Lujan, ha deciso di rimetterlo in carreggiata. Tuttavia, l’arrivo di una sinistra organizzazione rende il suo ritorno sul ring una questione di vita o di morte. Oltre a combattere per la sua rivincita, Esteban deve affrontare i suoi tormenti interiori e proteggere la sua famiglia, inclusa l’ex moglie Irasema (Eiza González), una giornalista che si scontra con il lato oscuro del mondo della box.

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Máquina: Il Pugile, la recensione del primo episodio della serie tv

La narrazione è lineare, ma…

Iniziamo questa recensione soffermandoci sulla narrazione che, senza dubbio, è lineare e, poche volte anche coinvolgente. Ma c’è un qualcosa che ci spinge a dire: “Va bene, però manca quel qualcosa”, e probabilmente, questa sensazione è data dal fatto che, almeno nel primo episodio, ci sono dei buchi e dei flashback dell’incontro che ha perso che non si capiscono, non sono chiari. Spesso ci si distrae perché non c’è coinvolgimento e il protagonista non aiuta a migliorare le cose, anzi.

Al protagonista manca il vero spirito del pugile: abbiamo rimpianto Rocky Balboa

La caratterizzazione che hanno deciso di dare a Esteban Osuna, detto “La Máquina”, ci ha fatto letteralmente rimpiangere Rocky. Perché? Manca quello spirito combattivo che dovrebbe essere tipico di un pugile o di un combattente che non ha paura di niente. Assente anche la determinazione: cosa si potrebbe riuscire a fare senza la giusta dose di determinazione e tenacia? Purtroppo, ci spiace dirlo, ma l’unica cosa che si riesce a intravedere nella personalità di Esteban è la pigrizia, la sua voglia di tornare a mangiare senza dover continuamente controllare il peso per il prossimo incontro.

Possiamo comprendere che dopo la brutta sconfitta ci si demoralizzi e si perda un po’ di speranza, ma il paragone con Rocky è inevitabile. Anche lui perse un incontro ma non si è mai arreso. Ci aspettavamo qualcosa di meglio. L’unico a mostrare determinazione è il manager e migliore amico, Andy Lujan, il quale fa di tutto per spronarlo e farlo ritornare al massimo della forma.

L’ambientazione è immersiva

Una cosa che calza subito all’occhio già dal primo episodio è l’ambientazione. La palestra, il ring, gli allenamenti, creano la giusta atmosfera che lascia immergere gli spettatori nel duro mondo della boxe e del giro di soldi che c’è attorno. I commenti dei cronisti, l’hype che si crea prima del match, tutto molto ben fatto anche se, abbiamo visto di meglio. Con questo non critichiamo ciò che abbiamo visto ma, semplicemente, riconosciamo che c’è qualcosa di migliore.

Solo pigrizia o tanta emotività nascosta?

In uno dei paragrafi precedenti abbiamo menzionato la pigrizia di Esteban. Tuttavia, nonostante sia un atteggiamento che non abbiamo approvato, ci siamo chiesti: “E se sotto quell’atteggiamento pigro e superficiale ci sia tanta emotività”? Tutto può essere, anche perché a tratti, abbiamo captato qualche parvenza di sentimento profondo anche se non sappiamo ancora per cosa di preciso.

I personaggi secondari hanno ruoli determinanti

Abbiamo notato, inoltre, che i personaggi secondari sono ben definiti. A differenza di altre serie dove vengono un po’ dimenticati, qui sembrano avere un ruolo molto importante, soprattutto nella vita di Esteban. Il suo migliore amico e manager lo sprona continuamente, la sua ex moglie è sempre al suo fianco e questo lascia intendere che non sono affatto marginali.

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In conclusione: vale la pena vedere la serie?

Alla luce di questi cinque motivi che vi abbiamo esposto nella recensione di Máquina: Il Pugile, vi consigliamo di guardare questa serie perché tutto potrebbe cambiare. Magari la determinazione prenderà il sopravvento ed Esteban ci sorprenderà con qualche impresa, un incontro che cambierà tutto. Anche perché, tutto sommato, potrebbe esserci del potenziale. Insomma, mai dire mai nella vita. Potete iniziare a vederla o proseguire la visione in streaming su Disney+.

Le immagini sono tratte dal poster ufficiale della serie TV Máquina: Il Pugile.