Mickey 17, il futuro che parla del presente – Recensione (ora in 4K UHD)

Roberto Ciucci

Mickey 17: la recensione del film con Robert Pattinson

Quando si parla di fantascienza, il punto di vista si sposta inevitabilmente lontano, anni se non secoli avanti. Tra auto volanti, astronavi e incredibili ritrovati tecnologici, però, i problemi mostrati sono sempre (o quasi) simili agli attuali. Questo perchè cambiano gli anni, ma gli esseri umani rimangono sostanzialmente gli stessi. Mickey 17, nuovo film di Bong Joon-ho, fa proprio questo: ci porta 30 anni nel futuro per provare a farci ragionare su cosa non va nella nostra società. In un mix di fantascienza e grottesco, il film, presentato fuori concorso alla Berlinale 2025 e tratto dall’omonimo libro di Edward Ashton, vanta nel cast grandi nomi come Mark Ruffalo, Toni Collette, Steven Yeun e Robert Pattinson, di nuovo al cinema a 3 anni di distanza da The Batman. Abbiamo visto Mickey 17 in anteprima e siamo qui per darvi la nostra opinione in una classica recensione in 5 motivi. La pellicola è in uscita al cinema il 6 marzo 2025. Pronti a trasferirvi su Niflheim?

Di cosa parla la trama di Mickey 17?

Mickey Barnes (Robert Pattinson) è alla disperata ricerca di un modo per sfuggire a uno strozzino particolarmente sadico e implacabile. Senza altre soluzioni, si imbarca sulla spedizione del politico fallito Kenneth Marshall (Mark Ruffalo) e della moglie Ylfa (Toni Collette) verso il pianeta Niflheim. In assenza di particolari qualifiche, l’unica scelta del ragazzo è accettare di partire col ruolo di “Sacrificabile”. Si tratta di colui a cui verranno affidati i compiti più pericolosi e mortali. In caso di dipartita, verrà rimpiazzato da una copia identica stampata in 3D e dotata dei ricordi di quella precedente.

Mickey 17: la recensione del film con Robert Pattinson

Mickey, un po’ per la fretta, un po’ per la disperazione, non presta la dovuta attenzione ai moduli che firma e rimane invischiato in un lavoro ai limiti della sopportazione. Morendo e venendo ristampato per ben 16 volte. Giunti su Niflheim, l’ennesima missione in cui viene inviato termina nel peggiore dei modi. Ormai dato per spacciato, viene lasciato indietro a morire con una sua copia pronta a sostituirlo. A sorpresa, però, questo Mickey “17” riesce a tornare alla base, giusto in tempo per imbattersi nella sua versione numero 18. C’è solo un piccolissimo problema: non possono coesistere più copie della stessa persona, pena la distruzione totale di tutti i Multipli.

La recensione in 5 motivi di Mickey 17

Un futuro dannatamente attuale

Mickey 17 è una di quelle pellicole che necessita senza dubbio di più di una visione per essere assimilata totalmente. La mole di messaggi lanciati allo spettatore e la stratificazione della narrazione non sono affatto banali. Bong Joon-ho mostra un futuro prossimo (il film si svolge nel 2054) quanto mai attuale, fatto di pseudo-dittatori da strapazzo, politici pieni di sé tutto fumo e niente arrosto e del trattamento inumano dei lavoratori senza una qualifica specifica, rimpiazzabili alla bisogna. Assieme a questo c’è anche il dilemma dei colonizzatori nei confronti dei colonizzati, oltre all’infinita diatriba sulla sedicente supremazia dell’essere umano sulla natura (sia che si parli della Terra, sia di un altro pianeta). E, infine, la questione riguardo l’unicità di ciascuno di noi e su cosa si provi a morire (domanda posta a ripetizione al protagonista).

Tante domande, poche risposte

Come detto all’inizio della recensione, Mickey 17 offre svariati punti di riflessione. Si tratta di un bene quanto, tra virgolette, di un male. A conti fatti non viene realmente approfondito nessuno di questi aspetti. Forse sacrificarne qualcuno avrebbe permesso di andare più nel dettaglio con gli altri, sebbene organicamente tutti concorrano a rendere Mickey 17 un film sfaccettato e interessante. Il modo un po’ sbrigativo con cui vengono trattate certune questioni si riscontra anche nella gestione dei personaggi secondari. Dal furbo e arrivista Timo (Steven Yeun), migliore amico di Mickey e suo compagno d’affari, a Kai (Anamaria Vartolomei), essi entrano ed escono dalla scena in modo forse un po’ troppo “brusco”. Essi vengono, settano il mood della scena e cambiano le tensioni in corso, e se ne vanno. Ha un po’ più di linearità l’impiego di Nasha, che si innamora di Mickey a prima vista e ne ama ogni versione.

Robert Pattinson, signore e signori

La trasformazione di Robert Pattinson da “volto da poster” in Twilight ad attore con la A maiuscola può decisamente ritenersi compiuta. Iniziata con Cosmopolis di Cronenberg, proseguita con The Lighthouse di Robert Eggers e culminata con Tenet e The Batman, ci ha restituito un interprete in grado di coprire una multitudine di ruoli diversi con la stessa efficacia e in Mickey 17 si coglie appieno. Ad ogni ristampa, infatti, Mickey presenta qualche differenza caratteriale, dalla maggiore gentilezza, alla stranezza fino alla totale ribellione e tendenza alla violenza dell’ultima “versione”. Pattinson regala una prestazione attoriale molto convincente, alternando la remissività fisica e vocale di Mickey 17 alla baldanzosa esplosività e alla lucida follia di Mickey 18.

Mickey 17: la recensione del film con Robert Pattinson

Un po’ Donald Trump, un po’ Elon Musk

Non solo il buon Pattinson a rubare la scena, ma anche Mark Ruffalo e Toni Collette nei panni del duo di politici-imbonitori Kenneth e Ylfa Marshall. Tanto dolci e premurosi l’uno con l’altra, tanto freddi e incuranti del destino di chi riconoscono inferiore, ossia di tutti gli altri. Marshall raccoglie in sé le caratteristiche di un sedicente dittatore e del capo di una setta. Non è un caso che il termine “chiesa” e venga usato come sinonimo di “azienda” e viceversa. Dopo Povere Creature, Ruffalo torna dimostrarci che grande attore sia con un altro ruolo ad alto tasso di follia. Forse un po’ esagerato nelle movenze e nelle espressioni, ma tutto sommato in linea con quello che dovrebbe essere un pazzo narcisista totalmente pieno di sé e che sogna di creare un regno dominato dalla “razza pura”.

L’ossessione per la ripresa

In quello che è, a conti fatti, il film del regista sudcoreano in cui si ride di più, grazie alle situazioni surreali e grottesche in cui finisce per trovarsi Mickey, viene messa sotto la lente d’ingrandimento l’ossessione per i regimi scopici. Una pulsione incontrollata e caratteristica della nostra generazione, rappresentata dalla necessità di riprendere tutto, in continuazione, a voler testimoniare l’accadimento di questo o quell’avvenimento. Tutto questo in un vortice di telecamere sempre accesse e che filtrano ogni cosa, anche la più brutale, restituendone una visione distorta e asservita alla necessità del momento o alla celebrazione di un determinato individuo (in questo caso Kenneth Marshall).

Mickey 17 in edizione 4K UHD + Blu-ray

L’edizione 4K Ultra HD di Mickey 17, distribuita da Warner Bros. è disponibile dal 13 maggio 2025, vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Comparto Video

La qualità video dell’edizione 4K è eccezionale. Il film è presentato in risoluzione nativa 4K (2160p) con supporto per Dolby Vision e HDR10, garantendo una gamma dinamica elevata e colori vividi. Le sequenze ambientate su Niflheim beneficiano di una fotografia mozzafiato, con paesaggi ghiacciati resi con dettagli straordinari e contrasti netti tra le tonalità fredde dell’ambiente esterno e le luci artificiali degli interni della colonia. La scena in cui Mickey affronta i “creepers” mostra particolarmente la nitidezza e la profondità dell’immagine, evidenziando la qualità del lavoro del direttore della fotografia Darius Khondji.

Comparto Audio

Sul fronte audio, l’edizione offre una traccia Dolby Atmos in inglese, che fornisce un’esperienza sonora immersiva. Gli effetti sonori, come i rumori ambientali della colonia e i suoni delle creature aliene, sono distribuiti con precisione nello spazio tridimensionale, creando un ambiente sonoro avvolgente. Le musiche di Jung Jae-il, già noto per il suo lavoro in “Parasite”, arricchiscono ulteriormente l’esperienza, con una colonna sonora che si integra perfettamente con le immagini e le emozioni del film.

Contenuti speciali

I contenuti speciali inclusi nell’edizione sono approfonditi e offrono uno sguardo dettagliato sulla realizzazione del film. La featurette “Dietro l’obiettivo: Mickey 17 di Bong Joon Ho” esplora il processo creativo del regista, dalla sceneggiatura alla pianificazione delle riprese. “Mickey 17: Un Mondo Reimmaginato” analizza la costruzione del mondo di Niflheim, inclusi scenografia, effetti visivi e costumi. Infine, “I volti di Niflheim” offre interviste con il cast, evidenziando le performance di attori come Naomi Ackie e Mark Ruffalo.

Vale la pena di vedere il film?

L’ottavo film di Bong Joon-ho, sicuramente il più divertente e “accessibile”, è un mix ben riuscito di fantascienza e commedia del grottesco. Mickey 17, come detto in sede di recensione, offre numerosi spunti di riflessione e necessita sicuramente di un po’ di attenzione per essere assimilato appieno. Forse centrare il focus su qualche argomento in meno avrebbe giovato alla fruibilità, ma avrebbe anche impoverito una pellicola profonda e stratificata. Robert Pattinson e Mark Ruffalo rubano senza dubbio la scena con performance degne di nota, ma altrettanto valido anche il resto del cast di comprimari. Mickey 17, distribuito da Warner Bros Italia, è disponibile al cinema dal 6 marzo 2025 e il nostro consiglio è senza dubbio quello di dargli una possibilità.

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