Il Volume 1 di Stranger Things 5 ci ha regalato quattro episodi che portano la serie ad un livello superiore, e che scandaglieremo in questa recensione. Dopo anni di attesa, siamo finalmente tornati a Hawkins, ma la città è come non l’abbiamo mai vista. È fragile, vulnerabile e facilmente accessibile a quei mostri finora confinati in un’altra dimensione. Ed è qui che vanno in scena i nuovi piani dell’ormai iconico cast, che trova in questi episodi anche nuovi innesti.
Cosa succede nel Volume 1 di Stranger Things 5: la trama
Prima della recensione del Volume 1 di Stranger Things 5, diamo un contesto di ciò che è raccontato in questi episodi. Come detto, Hawkins è in balia dei Demogorgoni. Questi hanno ormai facilmente accesso al nostro modo grazie all’apertura dei portali da parte di Vecna nella quarta stagione. È qui che il gruppo di protagonisti cerca di comprendere se Vecna sia stato realmente sconfitto o se la minaccia sia non solo ancora in vita, ma pronta a scatenare tutta la sua forza con un piano d’attacco ancor più potente.
La rivelazione attesa non arriva subito ma scatena poi conseguenze importanti per Undici, Hopper, Mike, Will e tutto il gruppo, che si dividerà su più fronti per cercare di arginare il pericolo e sconfiggerlo. Ma le difficoltà saranno duplici, visto che oltre al nemico del Sottosopra, a mettere i bastoni tra le ruote al gruppo saranno anche i militari capitanati dalla dottoressa Kay.

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La recensione del Volume 1 di Stranger Things 5 in cinque motivi
La controparte perfetta della mente a sciame
Uno dei veri miracoli di Stranger Things è l’essere riuscita a rendere un vastissimo gruppo di personaggi del tutto indispensabile al racconto e amato (quasi) allo stesso modo. Da Steve a Max, da Undici a Hopper fino a Joyce, non c’è personaggio che non abbia un suo ruolo e per il quale il pubblico non piangerebbe in caso di morte. Il cast è la vera forza motrice di Stranger Things. Lo dimostra ancor di più nella quinta stagione, dove il legame è ormai più solido che mai tra i singoli componenti.
Sì, è vero: anche in questa stagione il cast si spezzetta in vari gruppi, piazzati in più luoghi e narrazioni, seppur connesse tra loro. Un espediente a tratti necessario per dare corpo e dinamicità al racconto, che però non intacca l’unione che sta alla base del gruppo. Ogni personaggio porta avanti un pezzo di storia ed è connesso a quella degli altri, controparte perfetta della mente a sciame del Sottosopra.
Non solo il Sottosopra: arriva una nuova dimensione
La divisione del cast è però non solo fisica, né soltanto tra mondo reale e Sottosopra, ma anche tra lo spazio fisico e quello onirico. La stagione 5 introduce un altro spazio narrativo che è quello della mente, un luogo in cui il tempo si piega e alcune regole non valgano più. Un mondo inquietante, che appare senza uscita, e che crea, all’interno della storia principale, un’ulteriore storia, volta a darci un’altra faccia della verità e a rendere la narrazione più complessa.
Citazioni iconiche
Questi primi quattro episodi presentano alcune citazioni e richiami a film celebri, a partire dal chiaro omaggio al film Non aprite quella porta che fa Steve nel terzo episodio, con tanto di motosega a carico. Nello stesso episodio è facile inoltre notare il richiamo ad un altro film cult, Mamma ho perso l’aereo, con la squadra intenta ad allestire una serie di trappole all’interno di una casa. E ancora Ritorno al Futuro, ricordata dall’automobile modificata che guida Steve e che viaggia da una dimensione all’altra. E c’è, inoltre, un riferimento fin troppo evidente ad Alice nel paese delle meraviglie, romanzo di Lewis Carroll, grazie alla piccola Holly, sorellina di Mike. Una citazione, quest’ultima, in cui però non ci avventuriamo troppo per non dare spoiler a chi non ha ancora avuto modo di vedere cos’è accaduto.
Evoluzioni sorprendenti
La serie TV si conferma capace di bilanciare l’adrenalina e la tensione data dagli avvenimenti all’emotività dei protagonisti. Soprattutto, riesce a spezzare momenti drammatici grazie ad un’ironia confortante. Ma ancor di più, porta alcuni protagonisti ad un’evoluzione che, in alcuni casi, arriva gradualmente ma esplode in modo inaspettato. È questo soprattutto il caso di Will, protagonista di una maturazione tanto toccante quanto necessaria ai fini del racconto.
Ma c’è un difetto…
Se proprio dovessimo trovare un difetto a questo Volume 1, è la presenza di sottotrame che risultano in alcuni casi superflue, volte spesso a sottolineare ciò che è già ovvio allo spettatore. Un vizio, se vogliamo, che abbiamo già notato nelle stagioni precedenti.
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Conclusioni e recensione in breve di Stranger Things 5 -Volume 1
Il Volume 1 di Stranger Things 5, disponibile su Netflix, ci regala momenti iconici e quello che è finora l’episodio più bello di tutta la serie (il quarto). L’evoluzione dello show va di pari passo con quella dei personaggi, ed è infatti il cast la sua vera forza motrice. Certo, qualche difetto non manca, ma questi episodi riescono, nel complesso, ad operare una vera impresa: quella di portare la serie ad un nuovo livello, superiore rispetto ai precedenti già notevolmente elevati.









