The Last of Us 2, un racconto più cupo e profondo: la recensione della serie in 5 motivi

Anna Montesano

The Last of Us 2, la recensione della nuova stagione in 5 motivi

Dopo quasi tre anni di attesa, The Last of Us 2 ha fatto il suo debutto con un primo episodio di cui vi parliamo nella nostra recensione senza spoiler. La serie torna dopo una grande attesa e con tante aspettative da parte del pubblico che ha imparato a conoscere e amare i due protagonisti interpretati da Pedro Pascal e Bella Ramsey. Ma cos’è cambiato in questa seconda serie? Quali sono le novità e, soprattutto, come sono le premesse dei nuovi episodi?

Dove siamo rimasti e la trama della seconda stagione

Prima di addentrarci nella recensione del primo episodio di The Last of Us 2, facciamo un punto sulla trama e su dove eravamo rimasti. Nell’ultimo episodio della prima stagione, Joel (Pascal) porta via Ellie (Ramsey) dalle Voci, intenzionate ad estrarre campioni del cervello della ragazza per studiare la sua immunità al Cordyceps. Un’azione che, inevitabilmente, l’avrebbe uccisa. Il tutto accade quando Ellie è incosciente, il che porta Joel a mentirle poi sull’accaduto. L’uomo le dirà infatti che non era l’unica immune e che gli scienziati si sono alla fine arresi perché impossibilitati a trovare una cura.

Da quel momento sono passati 5 anni e i due vivono stabilmente nella comunità del Wyoming. Il rapporto tra Joel ed Ellie, ora diciannovenne, è però teso e segnato da una crescente distanza. Lei fatica a superare i traumi del passato e a trovare il suo posto nella comunità. In questi anni ha però iniziato ad affinare le sue abilità da combattente e oggi lavora nella ‘polizia’ della comunità. Tuttavia, neppure l’apparente sicurezza del posto potrà far fronte a nuove minacce, ancor più pericolose dei mostri conosciuti finora.

The Last of Us 2, la recensione della nuova stagione in 5 motivi

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La recensione di The Last of Us 2 in 5 motivi

Protagonisti evoluti

The Last of Us 2 porta in scena nuovi personaggi ma, prima di tutto, si concentra sui due protagonisti. Joel ed Ellie non sono come li abbiamo lasciati, o almeno non proprio. Per la protagonista sono stati esacerbati quei caratteri di durezza e ribellione accennati nella prima stagione. Ellie è sicuramente più forte di prima, caratteristica sviluppata grazie a mirati allenamenti, ma è anche profondamente e chiaramente arrabbiata. Lo è sicuramente con Joel, che tiene a distanza per motivazioni che saranno man mano chiarite nel corso degli episodi.

Al contrario, Joel ha abbandonato la sua scorza dura e non nasconde più i sentimenti per Ellie, che ormai rappresenta per lui la figlia che non è riuscito a veder crescere. E per Ellie si è ammorbidito, scendendo anche a patti con la sua smania di controllo (non sempre riuscendoci). Entrambi portano in scena nuovi aspetti del personaggio, un’evoluzione dovuta e necessaria per il proseguimento della storia.

Azione e introspezione: un perfetto bilanciamento

The Last of Us 2 inizia proprio dal momento in cui l’avevamo lasciata: Joel ed Ellie sull’altura, diretti verso la comunità. Il primo episodio procede poi introducendoci la nuova vita dei due protagonisti, i nuovi personaggi, le evoluzioni della storia. C’è dunque tanta introspezione, un racconto che qualcuno potrebbe definire ‘lento’ ma necessario per introdurre 5 anni di vita e di cambiamenti. Eppure, proprio nel momento in cui si è certi che l’episodio sarà soltanto un racconto introspettivo, ecco arrivare l’azione, con tanto di colpo di scena finale. Il che regala all’episodio un perfetto bilanciamento tra le due fasi del racconto.

Una stagione ancor più cupa

La seconda stagione manifesta sin dal primo episodio la volontà di addentrarsi in territori narrativi ancora più cupi e violenti rispetto alla prima. Ed è soprattutto il finale dell’episodio a renderlo evidente, tingendosi quasi di tinte horror. La regia e la fotografia , d’altronde, fanno un grande lavoro in questo senso, continuando a creare un’atmosfera cupa, realistica e profondamente inquietante. La desolazione e il pericolo sono palpabili quasi in ogni scena.

Bella Ramsey si conferma un talento

Se Pedro Pascal è una conferma, a stupire in questa seconda stagione è il talento di Bella Ramsey. Non è certo una sorpresa che la giovane attrice abbia la stoffa per fare questo mestiere, d’altronde lo ha dimostrato nella prima stagione e, ancora prima, in Game of Thrones. Tuttavia, mostra l’evidente maturazione in The Last of Us 2, riuscendo a portare perfettamente in scena il turbamento interiore di Ellie, la sua rabbia e i suoi sentimenti, anche quelli non detti. L’attrice alterna rancore e amore senza difficoltà, risultando non solo perfettamente credibile, ma riuscendo a coinvolgere lo spettatore.

La potenza della storia

Nonostante la scelta di intraprendere una narrazione di ampio respiro, e non buttarsi sin da subito a capofitto nell’azione da videogioco, The Last of Us 2 riesce a tenere alta l’attenzione sulla storia. Lo fa attraverso piccoli dettagli, indizi, sottotrame, che alimentano l’interesse del pubblico e le premesse di un racconto ricco di sorprese e stravolgimenti anche drammatici.

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Vale la pena vedere la serie? La recensione in breve

La seconda stagione di The Last of Us si preannuncia intensa, cupa e profondamente emotiva. Pur mantenendo gli elevati standard di produzione e recitazione della prima stagione, intraprende un percorso narrativo più oscuro e brutale, focalizzandosi non solo sui due protagonisti, ma un po’ più sull’evoluzione del virus e le sue conseguenze. La serie ha, dunque, il potenziale per essere un adattamento fedele e potente di una storia acclamata, anche se porta su di sé, al momento, il peso di dover essere all’altezza (o ancora meglio) della prima stagione.

Immagini nell’articolo dai poster della nuova stagione della serie (via Instagram).