The Stolen Girl, una serie di cui potevamo anche fare a meno: la recensione in 5 Motivi

Melania Fiata

Poster serie tv Disney+, The Stolen Girl

Dopo aver visto Glaskupan – La Cupola Di Vetro (Netfllix), ci siamo dedicati alla visione di The Stolen Girl, una serie thriller disponibile su Disney+ e di cui vi mostriamo la nostra recensione in 5 Motivi. Diretta da Eva Husson, protagoniste sono tre donne Denise Gough, Holliday Grainger e Ambika Mod, che portano al centro di tutto il tema dell’amore materno, ma non solo. Sicuramente ci saremmo aspettati qualcosa di più, ma vi spiegheremo ogni cosa nei prossimi paragrafi. Date uno sguardo alla trama e al cast, prima di leggere la nostra recensione.

La trama della serie tv

La storia segue Elisa e Fred Blix, una coppia britannica benestante con due figli: un maschietto piccolo e Lucia, di nove anni. Elisa è assistente di volo, Fred un avvocato. Un giorno, Elisa torna tardi dal lavoro e trova Lucia a giocare con una compagna di scuola. La madre di quest’ultima, Rebecca, si offre di ospitare la bambina per la notte e riportarla il giorno dopo. Elisa accetta, ma al mattino seguente Lucia non torna a casa. I genitori si recano allora all’abitazione di Rebecca, ma trovano la casa vuota: nessuna traccia di lei o della figlia. Lucia è scomparsa. Il caso esplode a livello nazionale.

Le indagini vengono affidate alla detective Shona Sinclair e attirano l’attenzione della giovane giornalista Selma. Non ci sono prove, indizi o spiegazioni: tutto indica un rapimento pianificato con cura da qualcuno che ha studiato attentamente la famiglia. Non sembra una richiesta di riscatto qualunque. Forse c’entrano i soldi. O forse dietro c’è qualcosa di più oscuro e personale. Nel cast: Denise Gough, Holliday Grainger, Ambika Mod, Jim Sturgess, Bronagh Waugh, Michael Workéyè.

Poster serie tv Disney+, The Stolen Girl

The Stolen Girl – La Recensione della serie in 5 Motivi

Una trama mal sviluppata

La trama di questa serie parte bene, l’idea che una bambina scompaia getta immediatamente nel panico non solo sua madre, ma anche i telespettatori. Un boom iniziale positivo, tra angoscia, ansia, voglia di conoscere i fatti…che poi, però, si trasforma in una pesantezza indescrivibile. Il potenziale narrativo è molto buono, ma non viene utilizzato bene e, ciò che ne emerge, è noia e tanta confusione. Su cinque episodi, forse solo due se ne salvano (che, magicamente sono il primo e l’ultimo). Dal secondo al quarto, la modalità in cui si svolgono gli eventi è farraginosa.

La narrazione è altalenante

La maggior parte della narrazione è legnosa, poco coinvolgente e terribilmente lenta. Il ritmo narrativo è piatto e questo smorza di tanto la voglia di voler proseguire la visione. A nostro parere, la serie sarebbe dovuta essere più incisiva, magari risolvendo l’intera vicenda in un film di un’ora e mezza e non in una serie da cinque episodi.

Denise Cough non ci ha convinti

Denise Cough interpreta Elisa, la madre di Lucia, la bambina scomparsa. La sua interpretazione ci ha divisi: da un lato, pensiamo che abbia vestito bene i panni di una madre disperata, la cui figlia scompare nel nulla; dall’altro ci ha spinto a pensare che avrebbe potuto avere un senso di responsabilità maggiore nei confronti di sua figlia. La giornalista Selma, invece, che dovrebbe fare un po’ di chiarezza sul passato della famiglia e i relativi segreti, crea solo ulteriore confusione e ciò non alleggerisce il racconto. Inoltre, l’introspezione psicologica dei personaggi sarebbe dovuta risultare più meticolosa e dettagliata, invece è superficiale e frettolosa. Questo, a nostro parere, è uno degli errori più comuni per ‘smontare’ un thriller.

Tutto troppo prevedibile

Altro punto debole di questa serie è la mancanza di un costante senso di ansia e curiosità. Se la prima era presente solo nel primo episodio, la seconda è venuta meno già dal secondo. Come si può continuare a vedere un thriller in cui manca il coinvolgimento nel scoprire come sono andate le cose? I fatti risultano davvero prevedibili e, andare avanti per noi è stato difficile.

Bene la sceneggiatura, ma…

La sceneggiatura della serie potrebbe essere promossa, anche se ci sono scene di dialoghi che risultano un po’ forzati e non spontanei. Avremmo preferito una maggiore spontaneità in modo che l’evento drammatico risultasse ancora più reale.

Poster serie tv Disney+, The Stolen Girl

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The Stolen Girl, la recensione in breve: Vale la pena vedere la serie?

Alla luce di questa recensione, consigliamo la visione di questa serie a chi è un appassionato del genere thriller, così che potrà tirare le sue conclusioni. Chi, invece, desidera una serie tutta al femminile, dove le donne ricoprono ruoli principale, be’, potreste provare a guardarla. Infine, se dovessimo consigliarla in linea generale, come prima scelta, allora vi diremmo: “Cercate altro perché c’è di meglio“, ma questo è un nostro parere. Trovate tutti gli episodi in streaming sulla piattaforma Disney+.

Le immagini sono tratte dal poster ufficiale della serie TV The Stolen Girl.