Da appassionati di modellismo e auto iconiche, quando abbiamo scoperto la nuova proposta da collezione di De Agostini dedicata alla leggendaria Toyota Supra MK4, non abbiamo resistito alla tentazione di metterci le mani. Il modello in scala 1:8 promette una riproduzione fedele e dettagliata, con parti in metallo e componenti meccanici funzionali. In questo articolo, vogliamo raccontarvi passo passo la nostra esperienza nella costruzione dei primi due fascicoli, condividendo impressioni, esperienza nel montaggio e qualche consiglio se anche voi state pensando di intraprendere questo progetto.
Toyota Supra MK4 De Agostini, nel fascicolo 1 troviamo il paraurti e i primi dettagli
Il primo fascicolo è, come spesso accade, un’introduzione perfetta sia al modello che al livello qualitativo della collezione. Si parte subito forte: il pezzo principale è il muso dell’auto, già verniciato con cura nel classico colore arancio fiammeggiante. Al tatto si sente subito la qualità del materiale: il metallo ha un bel peso, le linee sono pulite e la verniciatura è impeccabile. Il muso ha un profilo basso e aggressivo, fedelissimo alla versione reale della Supra MK4 degli anni ’90, e già a questo stadio si percepisce l’identità sportiva dell’auto.


Montare i primi componenti è stato semplice e appagante: le istruzioni, illustrate passo passo presenti nel fascicolo, sono estremamente chiare. Il primo passaggio prevede l’installazione della griglia metallica nel paraurti anteriore. Questa viene fissata grazie all’utilizzo di pratiche strisce biadesive e due piccole viti laterali. La griglia è traforata, e lascia già intravedere lo spazio dove più avanti sarà alloggiato il radiatore.




Si passa poi ai due fari anteriori con la classica forma ellittica. In questo caso tutto il sistema di montaggio è a incastro, non ci sono quindi viti o colle da utilizzare. I pezzi combaciano alla perfezione. Un dettaglio interessante: anche se i fari sono statici, sono realizzati con una lente trasparente che simula alla perfezione l’effetto ottico della fanaleria reale.


Una volta completata questa fase di assemblaggio ci siamo trovati di fronte a una piccola chicca: non si tratta di semplici “pezzi iniziali” – è il volto dell’auto – quello che tutti riconoscono a prima vista. È come intravedere il carattere dell’auto mentre ancora prende forma. La soddisfazione è immediata, e il tutto si completa in circa 20 minuti. Perfetto per una pausa serale rilassante, senza stress.



Fascicolo 2 – Le gomme prendono vita
Il secondo fascicolo entra subito nel vivo della meccanica, portando in scena uno degli elementi più iconici di qualsiasi vettura sportiva: la ruota anteriore. Si compone del cerchio a cinque razze in lega metallica verniciata color argento satinato, un colore tipico delle Supra JDM modificate, e di una gomma in mescola morbida con battistrada scolpito. Il realismo è sorprendente: il disegno del cerchio riproduce fedelmente quello originale della Supra MK4, con razze leggermente curve e centro incassato, dettagli che rendono la ruota visivamente dinamica anche da ferma.
Il montaggio è coinvolgente e molto ben spiegato. Si inizia con l’inserimento dello pneumatico sul cerchio, che calza alla perfezione senza l’uso di colla. Abbiamo apprezzato il fatto che il materiale utilizzato sia flessibile ma non fragile: una volta montata, il risultato è saldo e pulito. Le istruzioni consigliano anche l’immersione in acqua calda per favorire il montaggio del cerchione, noi non ne abbiamo avuto bisogno (probabilmente per via delle alte temperature estive). Detto ciò, ogni dettaglio è realizzato con la massima cura, dal battistrada fino alle piccole scritte presenti sulla spalla.










Inoltre, segnaliamo come tutte le parti del cerchione siano realizzate in metallo vero. La sensazione che restituisce è fatta di pienezza e grande qualità. La ruota ha un certo peso in mano, ed è uno di quegli oggetti che ti fanno dire: “Ok, questa Toyota Supra MK4 De Agostini non è una semplice miniatura.” È un componente che ti coinvolge, ti fa immaginare il telaio, le sospensioni, l’auto che prende forma giro dopo giro. È stata una fase più tecnica rispetto al primo fascicolo, ma mai complicata. Il tutto lascia la voglia di proseguire, di vedere la coppia di ruote montata sull’assale, di sentire il click dei pezzi che si uniscono.






Impressioni finali: divertimento, qualità e un inizio incoraggiante
Complessivamente possiamo confermare come i primi due fascicoli abbiano offerto un’introduzione concreta e coinvolgente al progetto. Tutto è studiato per essere intuitivo e appagante, senza mai risultare banale. Il tempo di costruzione è bilanciato: ogni sessione è breve, ma lascia una sensazione di progresso reale. E per chi ama le auto, maneggiare pezzi così ben fatti della Supra MK4 è già un piccolo sogno.

In sintesi, ci siamo divertiti molto e non vediamo l’ora di ricevere i prossimi numeri. Se state cercando un’attività rilassante ma stimolante, e siete un fan di modellismo o della cultura JDM, questo modello potrebbe darvi tante soddisfazioni, passo dopo passo. Se volete conoscere più nel dettaglio il modello, i fascicoli, gli omaggi e molto altro ancora, vi invitiamo a leggere il nostro articolo di presentazione. Nel caso siate invece già pronti con il piede sull’acceleratore, non vi resta che visitare la pagina dedicata sul sito De Agostini e abbonarvi!









