Tracker, la recensione del primo episodio della serie TV in 5 motivi

Anna Montesano

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Abbiamo visto il primo episodio di Tracker, la nuova serie TV di Disney+, e siamo pronti a darvi la nostra recensione. Composta da 13 episodi, rilasciati settimanalmente, la serie è ispirata al libro The Never Game di Jeffrey Deaver. Il ‘tracker’ protagonista della storia è Colter Shaw, interpretato da Justin Hartley, che deve molta della sua fama alla sua interpretazione nella serie di successo This is Us. Detto questo, vale però la pena vedere Tracker? Ecco cosa ne pensiamo.

Tracker: di cosa parla la serie TV?

Prima della nostra recensione del primo episodio di Tracker, ricordiamo brevemente di cosa parla la serie TV. Come accennato, la serie prende spunto dal personaggio letterario creato da Jeffrey Deaver, adattato per lo schermo da Ben H. Winters, showrunner insieme a Hilary Weisman Graham. Colter Shaw è un tracker, ovvero un professionista che cerca e trova persone scomparse in cambio di una ricompensa in denaro.

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Il protagonista gira gli Stati Uniti a bordo di un camper aiutando chiunque ne abbia bisogno, dai cittadini comuni alle forze dell’ordine, a risolvere dei casi. La serie, tuttavia, indaga anche la vita privata di Colter Shaw, un uomo dal passato familiare complicato e a tratti drammatico, obbligato dal padre a imparare le tecniche di sopravvivenza.

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Tracker: la recensione del primo episodio della serie tv

i pregi e perché vederla

l’attore protagonista e la sua storia personale

Il fatto che Jeffrey Deaver arrivi da un successo come quello di This is Us, accende inevitabilmente i riflettori su di lui nella serie. Motivo per il quale, un ruolo ‘solitario’ come quello di Colter Shaw, non può che essere apprezzato dall’attore, apparendo in effetti sin dalle prime immagini perfetto per lui. Interessante, in merito al protagonista, è soprattutto la sua storia personale. Nel primo episodio ci viene dato un primo assaggio del passato complicato del protagonista, ma è sicuramente questo l’elemento più intrigante dell’intera puntata. Quanto mostrato della vita privata di Colter ci spinge a chiederci cosa sia accaduto alla sua famiglia, e ad attendere il prossimo episodio per saperne di più.

un viaggio itinerante

Tracker, come lo stesso titolo suggerisco, è di fatto una serie TV itinerante. Il fatto che il protagonista sia un localizzatore di persone, rende inevitabile che si sposti da un punto all’altro continuamente. Questo espediente crea un’interessante varietà di immagini, location e protagonisti, rendendo il racconto molto dinamico, seppur mancante di profondità.

un impatto credibile

Entrando nell’aspetto più tecnico della nostra recensione della serie TV Tracker, sottolineiamo che appaiono sicuramente credibili gli espedienti delle missioni dei protagonisti e i dialoghi tra i personaggi. Credibile è anche l’azione, prettamente concentrata nel protagonista.

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La recensione del primo episodio di tracker

cosa non ci è piaciuto

personaggi non pervenuti (o quasi)

Se è vero che Jeffrey Deaver nei panni di Colter Shaw è la star della storia, è anche vero che, almeno stando al primo episodio, regge la serie TV da solo. Gli altri personaggi apparsi, anche quelli che sembra avranno un ruolo ricorrente, sono al momento semplici comparse, senza un particolare peso nella storia o implicazioni personali col protagonista tali da poter creare intrecci importanti o rilevanti nelle prossime puntate.

poca novità e profondità

Tracker è un procedurale molto classico, che non apporta alcunché di innovativo al genere. L’espediente del cercatore di ricompense vuole essere una novità, un’alternativa ai soliti protagonisti di questo genere di storie. Tuttavia, il protagonista risulta a tratti ambiguo, poco comprensibile, perché diviso tra questa voglia (apparente?) di fare del bene, ma solo a patto che arrivi un’adeguata ricompensa in denaro.

Ultimo punto della nostra recensione di Tracker è l’espediente delle puntate autoconclusive, che in realtà può essere sia positivo che negativo. Se da una parte crea varietà di situazioni e risulta facile nella visione anche per coloro che cercano una serie che intrattenga ma che non richieda particolare impegno, dall’altro pecca di profondità, rendendo più complicato affezionarsi a storie e personaggi. Il protagonista, insomma, porta sulle sue spalle il successo (o l’insuccesso) dell’intera serie Tv.

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vale la pena vedere la serie?

Sì, ma solo se siete fan delle storie autoconclusive, dell’azione e non cercate un particolare coinvolgimento emotivo.

Immagini nell’articolo tratte dal poster ufficiale della serie TV (fonte Instagram).