Con molto interesse, abbiamo visto Woman Of The Hour, il film diretto da Anna Kendrick, la quale è anche protagonista questo lungometraggio basato su una storia vera. Trasmesso qualche giorno fa su Netflix, la pellicola è scritta da Ian McDonald, si presenta come un thriller su uno spietato serial killer, Rodney Alcala, e una denuncia sociale contro la forte misoginia prevalente in quegli anni. I protagonisti principali sono interpretati dall’attrice hollywoodiana e Daniel Zovatto che veste i panni del brutale killer. Di seguito, vi proponiamo la nostra recensione in cinque motivi di Woman Of The Hour ma prima diamo un’occhiata alla trama.
La trama del film
La trama ruota attorno a Rodney Alcala, un serial killer che, negli anni Settanta, perpetrò una serie di omicidi fingendosi un fotografo di moda per attirare giovani aspiranti modelle e attrici nella sua trappola mortale. Dopo essere stato rilasciato dal carcere, Alcala partecipa a un popolare programma televisivo intitolato Il Gioco Delle Coppie. In questo spettacolo, una donna deve scegliere fra tre pretendenti, nascosti dietro un muro che li separa; il vincitore si guadagna un viaggio con il concorrente. Cheryl Bradshaw, un’attrice in difficoltà che cerca di farsi notare, si ritrova a partecipare all’episodio in cui è presente il serial killer e, sorprendentemente, a scegliere proprio lui.

Woman Of The Hour: la recensione del film in 5 Motivi
La narrazione si struttura su tre livelli
Vogliamo iniziare questa recensione spiegandovi subito la prima cosa su cui ci siamo soffermati dopo aver visto il film. La narrazione non è unica, o meglio, si presenta suddivisa su tre livelli. Il primo è dedicato a Cheryl Bradshaw, un’aspirante attrice che, giorno dopo giorno, si presenta a provini sempre più imbarazzanti e umilianti. Vorrebbe già essere all’apice del successo ma le cose non vanno affatto come vorrebbe. Decide di rassegnarsi partecipando come concorrente a Il Gioco Delle Coppie.
Il secondo è incentrato su Rodney Alcala e i suoi brutali delitti: un serial killer che stupra ripetutamente, strangola, rianima e uccide donne e ragazzine. Il terzo mostra una ricostruzione accurata dell’incontro tra Cheryl e Rodney nel corso della registrazione della puntata di Il Gioco Delle Coppie.
Anna Kendrick, la sua interpretazione è stata magistrale
Il suo debutto alla regia (con questo film) è stato più che buono, ma l’interpretazione del suo personaggio è stata superlativa. Sin da subito emerge la figura di una donna che, nonostante la sua vita non stia prendendo la giusta direzione, non si abbatte mai. Con tenacia e determinazione va avanti e, anche se si arrende partecipando a quel programma televisivo, aggiunge anche lì un tocco della sua originalità. Proprio all’interno di Il Gioco Delle Coppie, gli autori e i registi forniscono alle ragazze dei copioni imbarazzanti che fanno apparire le ragazze stupide e prive di cervello. Cheryl, però, grazie alla sua intelligenza, pone ai concorrenti questioni più acute e provocatorie.
Suspense e angoscia tengono alta la tensione
Gran parte delle scene di questa pellicola sono piene di suspense, ma anche di angoscia. Soprattutto quando in una sequenza, Cheryl cammina durante la notte e percepisce di essere seguita. Alcune delle più inquietanti riguardano i feroci delitti che commette il serial killer. Con la sua macchina fotografica inquadra, fotografa ragazze indifese, con dei complessi di inferiorità o difficili situazioni familiari alle spalle. Giovani donne che hanno bisogno di parlare, di sfogarsi e lui, inizialmente, si mostra gentile, disponibile all’ascolto. Poi passa all’azione: stupri, violenze, soffocamenti e uccisioni, tutte compiute con una calma agghiacciante.
Apparenza e finizione: quanto può ingannare il mondo della televisione (e non solo)?
Questo film si presenta anche come una sorta di denuncia sociale. Il mondo del cinema e della televisione tendono a fornire, il più delle volte, un’immagine di mera apparenza. Tutto appare magico, e le persone sperano ossessivamente di avere subito fama e potere. In questo caso, Cheryl vorrebbe diventare famosa senza cambiare sé stessa. Può essere possibile? Certo che no, e chi ci crede deve aprire gli occhi. Guardando questa pellicola ve ne renderete conto: la protagonista ha dovuto cambiare il suo modo di vestire per partecipare al programma, truccarsi e apportare modifiche ad alcuni suoi atteggiamenti. Perché? Perché questo ambiente non è brillante come sembra. L’apparenza non è tutto, e questa concezione viene spesso considerata non vera.
Alcuni flashback creano confusione
L’unica nota dolente che abbiamo trovato (se così possiamo dire) sono i continui flashback, soprattutto quelli iniziali, che creano grande confusione. Infatti, soprattutto nella prima mezz’ora del film, bisogna prestare maggiore attenzione a questi salti temporali, altrimenti si fa fatica a capire.

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In conclusione: vale la pena vedere il film?
Dopo avervi esposto i nostri punti di vista, vi consigliamo vivamente di guardare questo film. Vi aiuterà a capire tantissime cose di rilievo. Vengono trattati temi importanti, come la violenza, l’apparente bellezza del mondo televisivo e cinematografico, e per merita davvero tanto. Lo trovate in streaming sulla piattaforma Netflix.
Le immagini sono tratte dal poster ufficiale del film Woman Of The Hour.









