Didattica web, l’intelligenza artificiale nelle scuole grazie a Intel e Junior Achievement Italia

Rosanna Donato

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Con l’obiettivo di dotare i giovani delle competenze necessarie per prepararsi al mondo futuro del lavoro sempre più digitale, per avvicinare le nuove generazioni all’Intelligenza Artificiale e contribuire a diffondere una cultura positiva e un progresso diffuso tramite la didattica web, Intel ha condiviso i moduli per l’insegnamento dell’AI nelle scuole secondarie di secondo grado, Intel AI For Youth, con Junior Achievement Italia per la creazione di AI-ENTR4YOUTH, iniziativa di cooperazione internazionale promossa per mantenere l’istruzione al passo del progresso tecnologico.

AI-ENTR4YOUTH aiuta a infondere competenze tecniche e sociali di Intelligenza Artificiale agli studenti di scuola secondaria. Unisce il tradizionale programma di educazione imprenditoriale. Incentiva un’attitudine all’innovazione e alla realizzazione delle proprie idee, imprescindibili per la formazione della prossima generazione di innovatori.

Didattica web, l’intelligenza artificiale nelle scuole

Alla conferenza stampa di presentazione del progetto sono presenti Agostino Melillo, Communications Manager Italy di Intel e Miriam Cresta, CEO di Junior Achievement Italia. E poi ancora Giorgia Martina, Docente dell’ITST Enrico Fermi di Francavilla Fontana (BR), Stefano Sconfietti, Professore dell’IS Taramelli – Foscolo di Pavia, e Walter Riviera, AI Specialist EMEA di Intel.

Durante l’evento, il primo a prendere parola è Agostino Melillo, il quale spiega che Intel, tramite il Digital Readiness Program, ha concepito ben 5 programmi per diffondere ed entrare a fondo nel mondo del digitale, imparandone strumenti e dando anche a chi ne sa poco le competenze e le informazioni per rendere questa realtà accessibile a tutti, e chiarisce anche il motivo per cui l’interesse è puntato su tale tecnologia:

L’impatto dell’IA è molto importante a livello economico perché si parla di sospingere la digital economy fino ad arrivare al 33% del PIL globale. Ma vuol dire anche un cambio di paradigma nelle interazioni tra l’essere umano e la tecnologia, futuro del mondo del lavoro e dell’esperienza, oltre al fatto che sarà la tecnologia che definirà l’epoca in cui siamo oggi, che verrà ricordata come ‘epoca del digitale e dell’intelligenza artificiale’. Lo scopriremo nel futuro, ma è innegabile che tale strumento ha una grande importanza adesso. Conoscerla è fondamentale per tutti, e per questo noi vogliamo formare e abbiamo un’obiettivo concreto: formare sull’AI 30 milioni di persone in 30 Paesi nel mondo entro il 2030.

AI for Youth di Intel: in cosa consiste

Come già accennato, Intel Digital Readiness Program contiene ben 5 programmi sull’AI: AI for Youth, quello più attinente all’argomento di cui vi stiamo parlando, AI for Citizens, AI for Future Workforce, AI for Current Workforce, e Digital Readiness for Leaders.

AI for Youth si rivolge a studenti di età fra i 13 e i 19 anni e non richiede esperienza di programmazione, ma conoscenze di base in matematica e statistica. È un programma basato su moduli precostituiti, progettati per fornire competenze tecniche (coding, data science, computer vision, pensiero algoritmico e computazionale, tra le altre) e sociali (etica dell’AI e riduzione dei bias, pensiero critico, problem solving, social-emotional skill, tra le tante).

Intel e Junior Achievement Italia portano nelle scuole l’Intelligenza Artificiale

Per diffondere tale programma, Intel ha formato due docenti delle scuole superiori secondarie: Giorgia Martina, Docente dell’ITST Enrico Fermi di Francavilla Fontana (BR) e Stefano Sconfietti, Professore dell’IS Taramelli – Foscolo di Pavia.

Prima dei loro interventi a prendere parola è Miriam Cresta, CEO di Junior Achievement Italia: “Si propone di inserire nel curriculum della scuola italiana l’Intelligenza Artificiale, una realtà molto associata alla regolamentazione. Junior Achievement però ha un approccio molto diverso. È un’opportunità per aumentare ancora di più quelle che sono le esperienze che a scuola ogni giorno proponiamo alle classi coinvolte nei nostri progetti dove l’innovazione tecnologica insieme alla creatività possono trasformarsi in percorsi che cambiano in qualche modo l’esperienza quotidiana in classe di molti ragazzi. Quindi vogliamo portare una visione che sia diversa.

Junior Achievement è partner strategico di questo progetto. Lo scopo è quello di inserire l’Intelligenza Artificiale nelle scuole e di affiancare a un contenuto tecnico quello della competenza, dentro la quale c’è tutto il set di competenze sociali. Pensiamo che questi due elementi assieme possano creare delle opportunità molto diverse. Il progetto unisce tre Paesi europei: con l’Italia ci sono la Spagna e il Portogallo e in ognuno di essi ci sono almeno 1 o 2 scuole partner. L’obiettivo è di portare questo tipo di esperienza all’interno dei sistemi di istruzione dei tre Paesi coinvolti. La competenza informatica avanzata è importante e per questo ogni istituto deve avere almeno un docente che insegni tale materia, o comunque una persona che abbia competenze scientifico-matematiche di alto livello.

Stiamo parlando di portare l’Intelligenza Artificiale attraverso un percorso molto specifico di oltre 50 ore e contenuti altrettanto specifici. È chiaro che non è un progetto adatto a tutte le scuole e curricula”.

didattica web: Le parole di Giorgia Martina

Nel corso della presentazione Giorgia Martina, Docente dell’ITST Enrico Fermi di Francavilla Fontana, dichiara: “Ho conosciuto Junior Achievement Italia tanti anni fa per caso e da quel momento non l’ho più lasciata come attività all’interno della mia scuola. Con il Covid c’è stato un momento di blocco, sono stata contattata per sperimentare questo progetto e abbiamo vinto il concorso. È sempre più facile seguire in classe la solita road map: entri, fai lezione e in seguito una verifica.

Io invece questi metodi li ho abbandonati da un po’ di tempo. Non so se faccio bene o male, ogni giorno me lo chiedo, ma qualche cosa si raccoglie, e quando succede, come Docente, sono ben soddisfatta. Pensare di poterlo fare per tutti diventa un obiettivo un po’ assurdo e utopistico, però il fatto di poter dare questa opportunità a più persone possibili per me è una grande cosa. Mi metto in gioco in prima persona, perché quando si tratta di novità sono la prima a sperimentarle e non ne ho paura. Per quanto riguarda l’Intelligenza Artificiale in sé, fino a qualche tempo fa dicevo sempre che è importante saper usare un computer, ora invece dico che è necessario conoscere l’IA, quindi ben venga questo progetto“.

Giorgia Martina ha inoltre spiegato che nella sua scuola hanno coinvolto le classi terze e quarte dell’indirizzo “Informatica e telecomunicazioni” senza compiere una vera e propria selezione per dare la possibilità a tutti gli allievi di apprendere almeno le basi di questa nuova tecnologia:

Per me era importante testare tutti i ragazzi. Poi è chiaro che attraverso dei monitoraggi che verranno fatti a fine anno potrò defilare lo studente tipo per potersi approcciare a un percorso di questo tipo. Saranno circa 100 ragazzi. Per quanto riguarda i Docenti stiamo facendo una scelta strategica: io mi occuperò della parte imprenditoriale, mentre i colleghi esperti di ingegneria informatica approfondiranno di più il computer vision e smashing learning.

Le parole di Stefano Sconfietti sulla didattica web

Stefano Sconfietti, Docente dell’IS Taramelli – Foscolo di Pavia, afferma: “L’AI per sua natura riesce a mettere assieme argomenti molto diversi. Sarà d’impatto nella vita dei nostri studenti, e la scuola li deve formare non solo nelle specifiche materie ma sul sapere unitario, allora vediamo Docenti differenti che trattano l’aspetto etico o quello più artistico sulla visione di immagini.

Io insegno matematica e fisica, e quello che faremo noi nella pratica sarà improntato sull’analisi dati. Daremo ai ragazzi un occhio di Intelligenza Artificiale su una rete neurale per analizzare dei dati già impostati da noi, ma che in teoria dovrebbero fornire come prodotto, anche ad uso scolastico, la possibilità poi di analizzare dati che possiamo prendere a scuola. Con i fondi di recente abbiamo preso un po’ di strumentazione che consente un flusso di dati grande. In questo contesto l’IA funziona e, tra l’altro, c’è anche tutto un aspetto meta-cognitivo legato a come funziona l’apprendimento con tale tecnologia.

Ciò vuol dire anche capire come mettere insieme informazioni e imparare dagli errori – come fa la rete neurale – e anche la parte imprenditoriale è importante in quanto è l’atteggiamento con cui Docenti e studenti, che devono mettere in campo capacità differenti, affrontano tutto. Ognuno è competente nel suo settore, però quello che si cerca di dare è una visione unitaria. Se i ragazzi avessero modo di utilizzare l’IA per analizzare i dati, non solo si riuscirebbe ad affrontare problemi già noti, ma anche affrontare i problemi di fisica che non hanno una spiegazione a livello di modello, come vedranno già quest’anno i giovani. Ci sono tante situazioni in fisica che non hanno una struttura davvero riconducibile a un modello, mentre l’Intelligenza Artificiale può fornire un modello non matematico, non a livello di formule che però riesce a interpretare i dati“.

Didattica Web: La multidisciplinarità

Per quanto riguarda il lato umanistico, Giorgia Martina, Docente dell’ITST Enrico Fermi di Francavilla Fontana, dice:

È un progetto che può coinvolgere tanto i Docenti del settore umanistico, perché c’è anche da redigere documenti, relazioni, schemi. Per esempio, a livello di organizzazione si simula proprio l’idea dalla start-up, cioè dall’idea al progetto. C’è tutto un percorso: identificare le figure all’interno del team. Si lavora anche con documentazione che prescinde assolutamente dalla parte tecnica. Il Business Model Canvas, anche l’Elevetor pitch, che è la parte più importante del progetto, prevede grandi competenze di tipo linguistico e comunicativo (spesso viene fatto in inglese e per questo chiamiamo dei Docenti di lingua per aiutare i ragazzi). La roadmap è molto dettagliata e organizzata in modo che ogni insegnante possa dare il proprio contributo, poi c’è chi non vuole farlo, chi è indietro con il programma…e il cartello va un po’ a perdersi. Ma ci sono tutti i presupposti per fare un lavoro interdisciplinare di alto livello.

Walter Riviera spiega l’AI con ChatGPT

Tra gli ospiti della presentazione anche Walter Riviera. L’AI Specialist EMEA di Intel ha spiegato come funziona questa nuova tecnologia prendendo in esame anche ChatGPT:

Ci sono delle cose di buon senso che si possono già applicare per quanto riguarda l’Intelligenza Artificiale, come l’utilità di avere un pensiero critico, degli strumenti e soprattutto non farsi confondere dalla magia, perché di magia non si tratta. Una scuola dove un argomento può essere spiegato con il metodo più congeniale a quello studente: ciò può essere possibile grazie all’AI. Possiamo anche prendere il docente migliore del mondo, ma c’è comunque una diversità nell’audience. Per massimizzare l’audience o quello che esso raccoglie lo dovresti incastonare bene sullo studente che lo ascolta.

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Didattica web con ChatGPT (e il futuro dell’AI)

Walter Riviera si concentra poi su ChatGPT e sull’importanza del dato:

Quando penso l’AI penso all’era della misurabilità. È un mondo pieno di numeri e se lo puoi misurare lo puoi migliorare, e migliorare dunque i metodi di apprendimento. Per esempio, se uno studente vuole capire se è preparato su un certo argomento può chiedere a GPT di fargli delle domande in merito oppure può avere un assistente che gli insegni a disegnare con VisualGPT. Però serve apertura da parte dei docenti e della società, perché noi creiamo i dispositivi, cerchiamo di renderli più sicuri e carrozzarli per darvi la computerizzazione che vi serve, più memoria e una User Experience fenomenale, ma l’AI non è responsabilità di chi la fa, è responsabilità di tutti.

Dietro le quinte di GPT si è riusciti a codificare il vocabolario: prendi tutte le parole e studi i vari contesti in cui esse appaiono. In questa codifica la parola oceano assomiglia molto a mare, mentre il termine fuoco sembra quasi opposto alla parola acqua. Quando hai questa cosa hai di fatto la conoscenza. Da ciò associo un’immagine a ognuna di queste parole ed ecco che la magia si compie: abbiamo l’ultimo dato. Ma si parla di probabilità.

Con i docenti racconto qual è l’ingrediente numero 1 da cui parte tutta l’Intelligenza Artificiale: la conoscenza sotto forma di dato. Il mondo sta cambiando in funzione del dato. Oggi abbiamo la possibilità di analizzare i dati e a tal proposito vi faccio uno spoiler: l’AI può tranquillamente essere automatizzata. In futuro ci saranno dei meccanismi che leggeranno i dati e riusciranno a capire: ‘Guarda che c’è qualcosa che non mi torna’ e bam, medico on demand: magari un robot che ti potrà fare un’iniezione e ti salverà la vita o la giornata. Abbiamo dispositivi, sensori e adesso bisogna processarli. Ma perché tutto ciò avvenga ci vuole la sensibilità.