Tolti un paio di titoli, i primi della carriera, tutta la filmografia di un mostro della regia come Stanley Kubrick è tratta da opere letterarie. Non ne fa eccezione nemmeno film Arancia Meccanica (in originale A Clockwork Orange), basato sull’omonimo romanzo distopico del 1962 di Anthony Burgess. La pellicola, uscita nel 1971 (da noi arrivò solo a settembre del ’72), è diventata negli anni un cult, ma all’inizio ricevette pesanti critiche. Ha consegnato alla storia il suo protagonista, Alex DeLarge, interpretato da Malcolm McDowell e reso iconico anche dai costumi della nostrana Milena Canonero, vincitrice anche del premio Oscar. Ripercorriamo la trama e alcune curiosità di Arancia Meccanica, un classico fantapolitico in cui violenza, latte e Beethoven la fanno da padrone.
La trama del film Arancia Meccanica
Alex DeLarge è il capo di un banda di scalmanati noti come Drughi. Il gruppo si dedica a pestaggi, rapine e omicidi, resi ancora più feroci dal Lattepiù. Questa bevanda, consumata nel Korova Milk Bar, è un mix di droghe e allucinogeni che inducono l’ultraviolenza. Dopo aver malmenato un senzatettto e rapinato un negozio, i Drughi si dirigono a casa di uno scrittore. L’uomo viene picchiato e la moglie stuprata. Dopo una breve sosta in campagna con un’auto rubata, Alex consolida il proprio ruolo di leader nel gruppo pestando anche i suoi compari. Una volta terminato il “rito”, la banda si dirige a casa di una vecchia signora. L’anziana si rende conto del pericolo e allerta le forze dell’ordine, che sopraggiungono solo dopo che Alex l’abbia uccisa colpendola con una statuetta.

Portato in galera, il giovane fa amicizia con un prete per farsi vedere pentito, ma dopo due anni uccide un altro detenuto. Il Ministero dell’Interno decide allora di sottoporlo al Progetto Ludovico. Questa “cura” sperimentale consiste nel costringere il soggetto ad assistere a scene di violenza mentre ingerisce sostanze che gli causano malessere e nausea. Il tutto mentre ascolta la musica di Beethoven, da cui il nome del Progetto. Una volta “riabilitato”, Alex viene scarcerato ma la vita per lui si fa incredibilmente difficile…
Arancia Meccanica, qualche curiosità sul film dopo la trama
Niente Morricone, ma quasi neanche Kubrick
Arancia Meccanica, il cui titolo originale A Clockwork Orange richiama il dialetto londinese per indicare una persona strafatta di droghe, riprende moltissime delle tematiche dell’epoca. Dalla rivoluzione sessuale all’esplosione di violenza tra i giovani, fino alla circolazione e al consumo delle prime droghe sintetiche. Stanley Kubrick non amava la storia narrata da Burgess e in prima battuta si rifiutò persino di dirigere il film. Alla fine delle riprese, il girato superava le 4 ore. Dopo numerosi tagli si arrivò alle 2 ore e mezza finali e Kubrick intimò a un collaboratore di bruciare la pellicola eliminata. Provò a portare dalla sua Ennio Morricone per la colonna sonora, ma Sergio Leone fece di tutto per mettere i bastoni tra le ruote alla cosa.
Violenza improvvisata
Le numerose scene di violenza presenti in Arancia Meccanica gli causarono numerosissime critiche, e anche qualche tentativo di censura. Ciò contribuì in parte a trasformarlo, negli anni successivi, in un cult. Non tutti sanno che una scena, divenuta poi simbolo del film, è stata del tutto improvvisata. Parliamo di quella in cui Alex e i suoi picchiano lo scrittore e sua moglie sulle note di Singin’ In the Rain. Per Kubrick, infatti, quella sequenza durante le prove era parsa un po’ piatta e quindi chiese a Malcolm McDowell, interprete di Alex, di fare qualcosa di “oltraggioso”. McDowell disse di aver iniziato a canticchiare il classico di Gene Kelly “Perchè quella canzone esprime euforia, ed è esattamente così che si sente il personaggio“.
McDowell senza ombra di dubbio
Una curiosità che avrebbe forse fatto cambiare la trama di Arancia Meccanica. Agli albori del progetto, quando ancora Stanley Kubrick non era ancora entrato a farne parte, si vociferava Mick Jagger dei Rolling Stones per il ruolo di Alex. Kubrick, però, non volle sentire ragioni. Voleva Malcolm McDowell ad ogni costo, tanto che non lo sottopose nemmeno a un provino, scritturandolo direttamente. Al contrario, McDowell non aveva idea di chi fosse Kubrick, tant’è che all’inizio lo confuse con Stanley Kramer, regista di Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo e Vincitori e vinti. Fu solo l’amico Lindsay Anderson a schiarirgli in seguito le idee facendogli vedere 2001: Odissea nello Spazio.
Povero Malcolm…
L’iconica scena in cui Alex è costretto a vedere film violenti con gli occhi spalancati da morsetti per operazioni oculari ha rischiato di far diventare cieco McDowell. Quegli strumenti, infatti, erano stati pensati per operazioni con il paziente sdraiato. Kubrick invece insistette che Alex fosse seduto per guardare i filmati. Il risultato è che, nonostante gli occhi dell’attore fossero anestetizzati, la sua cornea ebbe diversi problemi per qualche tempo dopo le riprese. Anche perchè Kubrick insistette per girarla due volte per ottenere dei migliori primi piani. Sul set era presente anche un dottore, che si vede nel film somministrare delle gocce all’attore per evitare che gli si seccassero gli occhi.

Darth Vader?
Sul set di Arancia Meccanica fece la propria comparsa anche Darth Vader, il famosissimo cattivo di Star Wars. Per meglio dire, nel cast era presente David Prowse, che nel classico della fantascienza prestava il proprio fisico sotto al casco nero dell’antagonista. Ex bodybuilder nonché concorrente di Mister Universo, Prowse interpreta il muscoloso assistente dello scrittore paralizzato nel terzo atto del film. Il suo compito era quello di trasportare l’uomo, con tanto di carrozzina, giù dalle scale e poi sostenere un dialogo in una sola ripresa. Kubrick aveva la tendenza a ripetere le scene per decine di take, quindi Prowse si lamentò della cosa. “Tu non sei soprannominato One-Take Kubrick, giusto?“, disse al regista. L’intera troupe pensò che Prowse sarebbe stato licenziato in tronco, ma tutto si risolse in una risata generale. E “solo” sei ciak.
Tute da cricket
Il design dei costumi dei draghi, frutto del genio di Milena Canonero, è marchiato a fuoco nell’immaginario collettivo. Non tutti forse sanno, però, che l’ispirazione iniziale arrivò da alcune tute da cricket che McDowell aveva in macchina una sera prima delle riprese. Anche la scelta del colore non è casuale. Sono interamente bianche, che in genere rappresenta la purezza. Il significato è tuttavia stravolto, andando a descrivere la degenerazione. Bianco come il latte, che nel film è corretto con LSD.

Le edizioni Home Video del film
Arancia Meccanica, il capolavoro di Stanley Kubrick, è stato recentemente rilasciato in un’edizione Home Video 4K Ultra HD steelbook che esalta ulteriormente la potenza visiva e narrativa del film. Questa edizione contiene al suo interno sia il Blu-ray in 4K Ultra HD che il Blu-ray, entrambi arricchiti da una vasta gamma di contenuti extra già presenti nelle versioni precedenti.




Video: Un Restauro Magistrale per una Visione Senza Precedenti
La celebre opera di Stanley Kubrick torna a nuova vita nel formato 4K UHD, regalando agli spettatori un’esperienza visiva che rasenta la perfezione. Grazie a una meticolosa restaurazione a partire dai negativi originali in 35mm, questa edizione segna un enorme passo avanti rispetto alle precedenti versioni Blu-ray, spesso criticate per la loro resa deludente.
Fin dai primi istanti, il codec HEVC H.265 lascia intravedere la straordinaria qualità del restauro, con una palette cromatica vibrante e ricca di sfumature. I colori primari brillano come mai prima d’ora: i rossi cremisi pulsano con intensità, i blu spaziano da cobalti elettrici a indaco profondi, mentre i verdi smeraldo si stagliano con una vivacità straordinaria. Anche le tonalità secondarie emergono con maggiore definizione, rendendo ancora più tangibile l’atmosfera anni ’70 che permea il film.
La presentazione nel formato originale 1.66:1 assicura un rispetto totale della visione di Kubrick, mentre il migliorato equilibrio tra contrasto e luminosità dona nuova profondità all’immagine. Rispetto alle edizioni precedenti, i bianchi appaiono più brillanti e puliti, mentre i neri sono più densi e pieni, evitando il fastidioso effetto di schiacciamento delle ombre. Gli effetti HDR10 amplificano ulteriormente l’impatto visivo, evidenziando dettagli in aree critiche come riflessi sulle superfici e fonti luminose, donando un senso di tridimensionalità che arricchisce ogni inquadratura.
Anche la definizione dell’immagine risulta notevolmente migliorata. Seppur presenti alcune scene più morbide dovute alla fotografia originale e alla qualità della pellicola d’epoca, il trasferimento nativo in 4K regala una nitidezza impressionante. Dalla texture dei costumi ai dettagli delle scenografie, tutto appare più preciso e leggibile. I volti degli attori emergono con una naturalezza sorprendente, rivelando imperfezioni della pelle e pori con una fedeltà che rende l’esperienza ancora più immersiva.
Il leggero strato di grana, fedele alla fotografia originale, preserva l’anima analogica del film senza risultare invasivo. Nel complesso, questa edizione si impone come il miglior modo di vivere Arancia Meccanica in home video, con un restauro che non solo rispetta, ma esalta la genialità visiva di Kubrick.
Audio: Un Viaggio Sonoro Coinvolgente
Sul fronte audio, l’edizione 4K UHD ripropone la traccia DTS-HD Master Audio 5.1 già apprezzata nelle precedenti versioni. Nonostante le origini monofoniche del film, il mix sonoro offre un’esperienza coinvolgente e ben bilanciata.
L’impostazione rimane frontale, con un’ottima separazione tra i canali che permette agli effetti ambientali di fluire in modo naturale tra i diffusori. I dialoghi risultano chiari e ben definiti, senza mai venire sovrastati dagli effetti sonori o dalla colonna sonora. Quest’ultima, elemento chiave del film, gode di una resa dinamica sorprendente, con le composizioni di Beethoven e Rossini che si espandono con un’ampiezza notevole, mantenendo una ricchezza di dettagli rara per un’opera di questa epoca.
Il comparto dei bassi è solido e ben calibrato, donando corpo e profondità alla colonna sonora senza mai risultare eccessivo. Pur non essendo un mix particolarmente aggressivo sui canali surround, qualche lieve riverbero della musica nei diffusori posteriori aiuta a creare un soundstage più ampio e avvolgente. Attivando le funzioni di up-mixing Dolby Surround o DTS: Neural:X, si ottiene un leggero potenziamento della spazialità sonora, rendendo l’esperienza ancora più immersiva.
Per chi desidera rivivere le intense emozioni del film Arancia Meccanica con una qualità senza precedenti, questa edizione (disponibile anche su Amazon) rappresenta una scelta imprescindibile.



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