Dragon Trainer, ciò che era l’originale e molto di più – La recensione del film in 5 motivi

Roberto Ciucci

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Dragon Trainer, la recensione del remake live action in 5 motivi

Nell’era dei remake live action dei grandi classici di animazione, portata avanti principalmente da Disney, ci si domanda spesso: perchè? Perchè, col rischio di essere inutilmente pedissequi o, addirittura peggio, rovinare il ricordo di ciò che è stato, riproporre trame e avventure già viste? Ce lo siamo chiesti al termine di Lilo & Stitch che, per quanto buono, risulta comunque una versione annacquata di quello che è il capolavoro d’animazione del 2002. La risposta ce la dà Dean DeBlois, regista del remake con attori in carne e ossa di Dragon Trainer, protagonista della nostra recensione, pellicola d’animazione della Dreamworks del 2010. Al contrario di quanto accaduto per il già citato Lilo & Stitch, DeBlois aveva curato la regia anche del film originale. Usciti dalla sala, oltre ad avere il cuore carico di emozioni, abbiamo maturato una certezza: a fare tutta la differenza è stato l’amore messo nel progetto. Il nuovo film è una lettera d’amore al capostipite della saga di Hiccup e Sdentato. Del cast originale riprende il proprio ruolo solo Gerard Butler, a cui si affiancano Mason Thames, Nico Parker, Nick Frost, Julian Dennison, Gabriel Howell, Brownyn James e Harry Trevaldwyn. Abbiamo visto Dragon Trainer in anteprima (sarà nelle sale l’8 giugno e poi dall’11 dello stesso mese) e vogliamo darvi la nostra opinione, come sempre attraverso una nostra classica recensione in 5 motivi.

Di cosa parla la trama di Dragon Trainer?

L’intreccio narrativo è lo stesso identico del film originale. Lo sperduto villaggio vichingo di Berk è flagellato da secoli da una piaga, i draghi, che i suoi combattivi abitanti respingono con ferocia e determinazione. Tutti tranne uno, Hiccup (Mason Thames), il figlio del capo villaggio Stoick l’Immenso (Gerard Butler). Il giovane vorrebbe essere come tutti gli altri vichinghi, andando anche contro la sua pacifica natura pur di farsi accettare. Una notte, durante un attacco, abbatte un drago che nessuno aveva mai nemmeno visto, data la sua incredibile pericolosità: la Furia Buia. Nel mentre, convinto anche dall’amico Skaracchio (Nick Frost), Stoick accetta di far partecipare Hiccup all’addestramento per ammazzadraghi.

Hiccup accetta nonostante le remore iniziali, ma segretamente inizia a stringere una profonda amicizia con Sdentato, la Furia Buia che lui stesso aveva abbattuto. Il drago infatti fa capire al giovane che essi non sono i mostri che tutti al villaggio credono, e che sotto c’è qualcosa di più…

La recensione in 5 motivi di Dragon Trainer

Come l’originale, ma migliore

Questa dovrebbe essere la formula da adottare nella realizzazione di ogni remake. Dragon Trainer è precisamente quello che era il film originale, ma l’esperienza è accresciuta sotto tutti i punti di vista. Il minutaggio aumenta di una buona mezz’ora, grazie a tutta una serie di scene di raccordo e di ampliamento. Il risultato è un generale riempimento di tutti quei minuscoli “buchini” che la pellicola originale aveva lasciato per strada per rientrare nei canonici 90 minuti dei film destinati a un pubblico molto giovane. Il tutto senza snaturare in nessun modo l’apprezzabilissimo messaggio di fondo.

Una festa per gli occhi

A rivedere oggi l’originale del 2010, il comparto grafico è probabilmente quello invecchiato peggio, tra modelli un po’ abbozzati e mancanza generale di ombreggiature. Questo live action dona una ventata di aria fresca al progetto, svecchiandolo e attualizzandolo. La ricostruzione dal vero di Berk e della sua isola è davvero ben riuscita. Ogni attore incarna alla perfezione la propria controparte animata. Di grande qualità anche i modelli dei draghi, a partire da Sdentato. Tutte le movenze e le buffe espressioni viste nel film originale sono rimaste e le sue interazioni con Hiccup scaldano il cuore oggi come facevano 15 anni fa.

Figlio di suo padre

A godere di un maggiore sviluppo è senza dubbio il rapporto tra Hiccup e Stoick. Anche nell’originale i reciproci fraintendimenti tra ciò che vuole uno e ciò che vuole l’altro erano centrali per la vicenda. Ma qui vengono organicamente ampliati e accresciuti. Ottimo il lavoro di Gerard Butler, che in questo caso ha avuto la possibilità di prestare anche la propria fisicità, e non solo la voce, al burbero ma dal cuore d’oro capo dei vichinghi di Berk. Ne risulta una parabola sull’affetto familiare e sull’accettarsi per ciò che si è. Perchè alla fine “Bastava solo un po’ di questo“.

Dragon Trainer, la recensione del remake live action in 5 motivi

Finalmente un cast di personaggi secondari

Non che Skaracchio, Astrid, Mocciocoso (Gabriel Howell) e le altre reclute del corso ammazzadraghi fossero piatti e inutili nell’originale. Ma, sempre per il discorso legato allo scarno minutaggio del film del 2010, risultavano a tratti un po’ in ombra. In questo remake, invece, a ciascuno viene dato più spazio, in modo tale che tutti siano più “rotondi” e approfonditi. Abbiamo apprezzato anche le piccole differenze e aggiunte, con alcune anche prese in giro dallo stesso film. Gli attori che vestono i panni dei gemelli Testaditufo (Harry Trevaldwyn) e Testabruta (Brownyn James), infatti, hanno rispettivamente 30 e 31 anni e vengono definiti “ripetenti” del corso per reclute. Ovviamente brilla Mason Thames, che ci regala un Hiccup convincente e davvero molto simile alla controparte animata. Ottima anche Nico Parker come Astrid, in barba a tutti quelli che si sono lamentati della scelta di casting.

Dragon Trainer, la recensione del remake live action in 5 motivi

Nuovo film, stessa regia

Un punto, questo, che potrebbe trovarvi d’accordo, come in totale disaccordo. A differenza di altri remake live-action, Dragon Trainer ripropone gran parte delle scene e delle inquadrature dell’originale. Un’operazione che potrebbe scontentare chi si aspettava qualcosa di diverso. Alla Aladdin, per intenderci. Ma che noi abbiamo apprezzato, poiché in questo modo si mantiene inalterata la magia del film del 2010, che viene semplicemente veicolata attraverso un medium diverso e “più attuale”. Contribuisce all’ottimo risultato anche l’incredibile colonna sonora di John Powell, che ripropone le canzoni composte per l’originale ma con una marcia in più.

Vale la pena di andare a vedere Dragon Trainer?

Se avete amato il film originale del 2010, adorerete questo remake live-action. Dragon Trainer, come abbiamo approfondito in questa recensione, è un testamento d’amore per la saga. Un’operazione che senza dubbio poggia le proprie basi sul fattore nostalgia. Ma che, a differenza di molti altri “cugini”, è curata e sviluppata dal team dietro all’originale. Cosa che ha fatto tutta la differenza del mondo. Mason Thames porta in scena un Hiccup convincente, e pienamente in parte è anche Nico Parker come Astrid. Il minutaggio aumentato ha permesso di accrescere tutti i lati lasciati parzialmente in ombra nell’originale. Dean DeBlois ripropone moltissime delle inquadrature e delle scene del film del 2010, mescolandole ad altrettante nuove. Ne risulta un’esperienza fresca e al tempo familiare. Se avevate dubbi sull’andare al cinema a vedere Dragon Trainer, dimenticateli e prenotate subito un posto in sala. Vi ricordiamo che il film esce in anteprima l’8 giugno, per poi andare in cartellone stabilmente dall’11.

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