Geek girl netflix: la commedia adolescenziale sulla “rivincita degli sfigati”. La recensione della serie in 5 motivi

Roberto Ciucci

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Geek girl Netflix - la recensione della commedia adolescenziale

Abbiamo visto il primo episodio di Geek Girl, nuova aggiunta tra le serie TV del catalogo di Netflix, e siamo qui per darvi la nostra recensione in 5 motivi. Disponibile dal 30 maggio, si tratta di una commedia dai toni fortemente adolescenziali. La protagonista è Harriet Manners, interpretata dalla 21enne Emily Carey, già volto della giovane Alicent Hightower in House of the Dragon, serie prequel di Game of Thrones. Assieme a lei Liam Woodrum, Zac Looker ed Emmanuel Imani. Vale la pena di vedere questa serie?

Indice

Geek girl: di cosa parla la serie tv di netflix? La trama

Harriet Manners è un’adolescente sveglia e con diverse passioni, ma dannatamente impacciata. Passa le sue giornate cercando di mischiarsi nella folla, evitando di mettersi troppo in mostra per non essere presa di mira più di quanto già non accada. Durante una gita scolastica alla London Fashion Week assieme alla sua migliore amica Nat, che sogna di diventare una modella, viene notata da Wilbur Evans, uno dei volti più famosi delle riviste patinate inglesi e finisce, suo malgrado, in un mondo, quello della moda e delle sfilate, che le è totalmente alieno e che inizialmente rifiuterà con tutte le forze.

geek girl Netflix recensione

La trama adatta l’omonimo romanzo per ragazzi scritto da Holly Smale e pubblicato nel 2013

Geek girl: la recensione in 5 motivi della serie netflix

Niente di nuovo, ma fatto bene

La premessa narrativa di Geek Girl non fa assolutamente gridare al miracolo e rientra nei canoni tipici per serie di questo tipo: la ragazzina impacciata e “stramba” che compie un percorso di rivalsa sociale e trova alla fine sicurezza e un proprio “posto nel mondo”. Niente di nuovo, appunto: nei primi anni 2000 spopolavano storie di questo tipo (Diario di una Nerd Superstar ma anche, per certi versi, La Vita Segreta di una Teenager Americana). Ciò che Geek Girl fa, però, lo fa tutto sommato bene, puntando con forza verso il proprio target di riferimento: un audience sopra ai 20 anni difficilmente riuscirà a immedesimarsi nelle disavventure di Harriet, al contrario di 14-15enni.

A stonare, ogni tanto, almeno per questa prima puntata, sono le azioni di alcuni personaggi, esageratamente forzate e avvolte da un’aura da “è necessario per far progredire la trama”. Nulla che infici troppo la godibilità del prodotto, ma sarà talvolta necessaria una certa dose di sospensione volontaria dell’incredulità.

Geek girl è harriet… e poco altro

A tirare maggiormente il “carro” della serie è la sua protagonista. Emily Carey aveva già mostrato le proprie doti attoriali in altre produzioni ben più blasonate, e anche stavolta si conferma, capace di mettere in scena un personaggio in cui è molto facile immedesimarsi e per cui provare affetto. Assieme a lei spicca il Wilbur Evans di Emmanuel Imani, la cui sola presenza scenica buca spesse volte lo schermo.

Il resto del cast, purtroppo, manca un po’ di mordente e risulta in più di una circostanza esageratamente caricaturale. Lexi (Mia Jenkins), la bulletta che non perde occasione per prendere di mira Harriet, sembra uscita da un film di serie b della domenica e Toby (Zac Pilgrim), amico di Harriet e Nat e appassionato di teatro, sembra essere una banale spalla comica che però non fa ridere quasi mai. Un po’ un peccato.

Il passo c’è

Come per una modella in sfilata sulla passerella, anche per una serie tv è importante mantenere il giusto ritmo nell’andatura. Geek Girl questo lo fa piuttosto bene, mantenendo un passo cadenzato e uniforme per tutta la durata dell’episodio, con scelte di regia anche interessanti e che coinvolgono lo spettatore portandolo spesso nel punto di vista diretto della protagonista

A far storcere il naso è la fotografia, che a volte risulta un po’ troppo artificiale e “patinata”, proprio come le riviste di moda.

L’importanza di essere diversi

“Tutti odiano Harriet Manners”. E’ la stessa protagonista, dopo pochi minuti dall’inizio della serie, a farci capire ciò che gli altri pensano di lei. O meglio, ciò di cui lei è convinta. Harriet, come un’equilibrista, balla sul sottile filo che separa ciò che è, da ciò che prova a essere per uniformarsi agli altri e quindi sparire per non essere più bersagliata di scherzi e offese.

Accettarsi e piacersi per come si è. Il motore della vicenda è un lodevole inno alla diversità e all’importanza di essere sé stessi e non ciò che “la massa” vorrebbe che fossimo. In questo, Geek Girl centra il proprio obiettivo di trasmettere un messaggio che, in questo momento storico, è quanto mai importante: essere semplicemente ciò che si è, senza volere a tutti i costi cambiare per gli altri.

Un po’ troppo edulcorato

La trama, come detto, sembra scorrere senza troppi intoppi ed è proprio questa estrema scorrevolezza a dare un po’ l’impressione che tutto debba andare così “perché sì”. Non si avverte la sensazione che le cose potrebbero andare mai veramente male per Harriet, che si trova presa di peso e lanciata in un mondo in cui non vuole stare ma in cui rimane comunque perché la narrazione lo prevede.

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geek girl Netflix recensione – Vale la pena vedere la serie tv?

Alla luce della nostra recensione di Geek Girl su Netflix, se cercate un prodotto leggero per passare qualche serata senza pensieri, continuate la visione della serie.