Hopper al cinema: l’artista che ha saputo raccontare l’America

Andrea Aurora

Hopper al cinema

Nel prossimo appuntamento de La Grande Arte al Cinema, dedicato a Hopper, si celebra uno dei più grandi pittori della storia americana. Il documentario, intitolato Hopper: Una Storia d’Amore Americana, sarà proiettato in esclusiva al cinema solo il 9 e 10 aprile e offre al pubblico l’opportunità di immergersi nell’universo creativo di Edward Hopper.

L’America di Hopper al cinema: popolare, silenziosa e misteriosa

Edward Hopper ha incarnato attraverso la sua arte un’America popolare, ma anche silenziosa e misteriosa. Le sue opere hanno influenzato non solo altri pittori come Rothko e Banksy, ma anche cineasti come Alfred Hitchcock e David Lynch, oltre a fotografi e musicisti. Ma chi era veramente Edward Hopper? Come ha fatto un illustratore in difficoltà a creare un così vasto repertorio di capolavori che hanno parlato a generazioni di persone comuni e esperti?

Una profonda analisi della vita e dell’arte di Hopper

Il documentario, diretto da Phil Grabsky, offre una profonda analisi dell’arte di Hopper, dalla sua vita alle sue relazioni personali. Si esplora il suo rapporto con la moglie Jo, che ha abbandonato la sua promettente carriera artistica per diventare la sua manager. Si parla del successo delle sue tele, della sua personalità enigmatica e della sua capacità di indagare la solitudine moderna come nessun altro prima di lui. Grazie alle interviste degli esperti e alle letture dei suoi diari, il documentario offre uno sguardo sorprendente sulla vita quotidiana di Hopper.

Hopper al cinema

Come suggerisce il titolo, il documentario ci porta dentro una storia d’amore tutta americana: l’amore di Hopper per l’architettura e i paesaggi aperti e desolati degli Stati Uniti, ma anche il suo amore per la determinata compagna di vita, Jo.

Edward Hopper è stato il pittore che più di ogni altro ha saputo raccontare la geografia delle emozioni: la solitudine, il silenzio e l’attesa. Attraverso i suoi paesaggi umani solitari e introspettivi, Hopper ha catturato l’essenza stessa dell’America e delle esperienze umane universali.

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Le dichiarazioni del regista Phil Grabsky

Inizialmente sono stato attratto dall’idea di un uomo scorbutico, monosillabico e sgradevole, ma ho imparato che questa era una sintesi molto ingiusta dell’uomo Hopper, che è stato molto più complicato e complesso di così. Durante gli studi per il film, ho scoperto che non si può capire Edward Hopper senza capire sua moglie, Jo. È per questo motivo che, con il progredire delle ricerche, abbiamo cambiato il titolo in Hopper: Una storia d’amore americana, alludendo sia al suo amore per l’architettura e i paesaggi americani, sia al suo rapporto con Jo. L’eliminazione della folla dalle sue scene urbane ci permette di concentrarci sulla narrazione di una persona sola e della sua solitudine.

La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital.