Bandai, Hover Pilder Popynica da Mazinger Z – La recensione

Roberto Ciucci

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Bandai ha da sempre un occhio molto attento per i fan più nostalgici e per loro sta ristampando alcuni giocattoli vintage degli anni 70. Una proposta che punta chiaramente al fattore nostalgia, facendo leva sull’affetto degli ex bambini, ormai cresciuti, per i prodotti che hanno caratterizzato la loro infanzia. Ecco quindi che ci troviamo a parlare nella recensione di oggi dell’Hover Pilder dello storico Mazinger Z, ristampa del Popy PA-05 di Bandai. Vediamo assieme tutte le caratteristiche di questo particolarissimo prodotto.

Un robot contro le forze di Micene

Di Mazinger Z ne abbiamo parlato svariate volte su queste pagine. Il gigantesco robot, costruito dal Dottor Juzo Kabuto, è pilotato da suo nipote Rio/Koji, che si schiera in prima linea nella lotta contro le forze di Micene. L’antica civiltà greca, infatti, era sopita nelle viscere della Terra e durante una spedizione archeologica è stata riportata in vita dal Dottor Inferno.

Rio lotta pilotando il Mazinger Z prima con il barone Ashura, poi col conte Blocken, fino allo scontro finale con le forze del Dottor Inferno. Al suo fianco il robot Afrodite A, pilotato da Sayaka Yumi, figlia del direttore del centro di ricerca per l’energia Fotoatomica. A questi due si aggiunge successivamente il Boss Robot, guidato da Boss, Nuke e Mucha, tre compagni di scuola di Rio.

Hover Pilder Popynica Bandai da Mazinger Z: La recensione

Uno sguardo ravvicinato al box

Partiamo come al solito dando un’occhiata da vicino alla scatola entro cui arriva l’Hover Pilder di Mazinger Z di Bandai, oggetto di questa recensione. Anche la confezione è un diretto richiamo agli anni 70, sia nelle dimensioni si, soprattutto, nella colorazione e nelle illustrazioni. Sul fronte e sui lati campeggiano fiere le immagini promozionali dell’Hover Pilder, riprodotto a dimensione intera.

La piccola (è effettivamente minuscola) astronave arriva protetta da un guscio di polistirolo che “profuma di classico”. Per dare ulteriore protezione alla vernice, la navicella è avvolta da una bustina di plastica trasparente. Un cilindretto di gomma protegge lo spigolo finale della pinna posteriore. Non sono presenti foglietti illustrativi, ma sono inclusi ovviamente gli adesivi da applicare sui fianchi della pinna.

Sculpt e colorazione

Essendo una ristampa della versione degli anni 70, non abbiamo notato migliorie nella realizzazione del modello. È in tutto e per tutto identico alla versione originale del 1973, sia nel design, sia nei colori. Il corpo dell’Hover Pilder è realizzato interamente in metallo die-cast, come andava di moda in quegli anni. La navicella appare quindi molto pesante per le dimensioni minute, solo 11 cm di lunghezza, nonché molto solida. E’ proporzionato al Jumbo Machinder in vinile, sempre prodotto da Bandai, e lo si può agganciare alla testa utilizzando il magnete incluso nella confezione. La resa estetica finale è però discutibile per via dei materiali (e quindi dei colori) troppo diversi tra loro.

La qualità costruttiva dell’Hover Pilder è senza dubbio ineccepibile. Già all’epoca, nonostante fosse un giocattolo, era una delle riproduzioni più fedeli della controparte animata. Alla base della navicella sono ancora presenti delle rotelle in metallo che permettono di farla scorrere su un piano. La calotta, come nella versione originale, è mobile e può essere aperta spingendola verso l’interno e sotto la pinna. Fate attenzione, però: viste le ridotte dimensioni, non è facilissimo aprirla senza rischiare di danneggiarla, per cui è necessario operare con estrema cautela.

Apprezzabile l’inserimento della minuscola ma comunque carina statuetta di Rio Kabuto con le mani protese in avanti, ai comandi del veicolo. Le ali pieghevoli, realizzate in plastica, simulano perfettamente la modalità di agganciamento alla testa del Mazinger Z.

Hover Pilder Popynica Bandai da Mazinger Z, la recensione in poche parole

La ristampa dell’Hover Pilder Popynica di Mazinger Z da Bandai, di cui abbiamo parlato in questa recensione, è decisamente un prodotto interessante, per quanto estremamente di nicchia. I fan un po’ più agée, cresciuti con le avventure del robottone in tv, troveranno pane per i loro denti. I fan più giovani, invece, difficilmente apprezzeranno questa riproduzione. Il gusto da giocattolo vintage degli anni 70, sia per materiali, sia per scultura, c’è tutto. Anche la confezione richiama l’originale del 1973. Il prezzo non è sicuramente il suo forte, visto che per accaparrarsi una copia occorrerà sborsare tra gli 80 e i 90 euro. Attualmente è disponibile sui siti di diversi rivenditori. Per ogni ulteriore domanda vi rimandiamo al sito ufficiale del produttore.

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