Abbiamo visto il primo episodio di Adorazione, la serie TV targata Netflix ispirata al romanzo omonimo di Alice Urciuolo, e siamo pronti a darvi la nostra recensione senza spoiler. Con la regia di Stefano Mordini, Adorazione è una serie young adult, che pone al centro del racconto non solo un fatto di cronaca, ma un’immersione nel mondo più segreto dei giovani.
Adorazione: la trama della serie TV
Prima di addentrarci nella recensione di Adorazione, ricordiamo la trama della serie. Ambientata a Sabaudia, lo show ci immerge nell’estate di un gruppo di adolescenti le cui vite vengono sconvolte da un evento traumatico: la misteriosa scomparsa di Elena, una loro coetanea e amica.
Il primo episodio ci lascia conoscere la ragazza, che una sera scompare nel nulla, e le sue amicizie più vicine, apparentemente senza legami con questa scomparsa. Anzi, la loro quotidianità inizialmente non risente di questa scomparsa, d’altronde Elena è una ragazza che ha già in passato avuto dei colpi di testa, inoltre è nota a tutti la sua volontà di lasciarsi alle spalle la tranquilla provincia per vivere avventure più emozionanti. Eppure, stavolta c’è qualcosa che non va. Cosa le è successo e quale dei suoi amici è in realtà coinvolto?

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La recensione in 5 motivi della serie TV Netflix Adorazione
Un quadro un po’ caotico
La serie TV parte presentandoci i suoi (molti) protagonisti quasi tutti in una volta. Si salta, già dai primi minuti, da un personaggio all’altro senza alcun tipo di introduzione, se non quella dei fatti stessi. È solo dai discorsi che, poco a poco, si riescono a contestualizzare legami e parentele, dando corpo alla storia. Un modus operandi che potrebbe risultare, qualora portato avanti anche negli altri episodi, caotico.
Troppi temi, poca empatia
La sensazione generale guardando il primo episodio è che la tendenza prima descritta in merito alla presentazione dei personaggi sia la stessa anche per le tematiche. Adorazione tende a buttare sullo spettatore tanti spunti di riflessione, troppi, senza riuscire a dare continuità al racconto. Il risultato è la mancanza di tempo necessario, per lo spettatore, per carpire e comprendere il tema, empatizzando così con colui o colei che lo porta sullo schermo.
Originalità (quasi) non pervenuta
Altro neo della serie TV, secondo il nostro parere, è il fatto che non spicchi per originalità. Adorazione porta in scena una storia caratterizzata da elementi – dalla parte teen alla ragazza benestante misteriosamente scomparsa – già visti e affrontati in vario modo in molti contenuti simili, anche solo su Netflix. L’unico elemento effettivamente originale e, dunque, degno di nota, sta nel cast tutto italiano e nell’ambientazione piacevole e a tratti suggestiva.
Il mistero regge la serie
A dare corpo alla serie, stimolando lo spettatore a proseguire con la visione, è sicuramente il mistero che la caratterizza. La parte thriller della vicenda, ovvero la sparizione della giovane Elena, è ciò che basta a reggere Adorazione. Soprattutto per l’evidente coinvolgimento degli altri protagonisti che gravitano nel racconto e intorno alla sua vita.
Un risultato approssimativo
Adorazione è una serie che parte da ottime premesse ma che, già soltanto dalla visione per primo episodio, sembra non riuscire a mantenerle. La coralità che ne sta alla base è mal sviluppata, in quanto si fa difficoltà a stare dietro a tutto quello che viene raccontato. Il cast giovanile, seppur un po’ acerbo, non è la pecca maggiore della serie. Nell’insieme, infatti, risulta approssimativa e senza un’identità forte al punto tale da staccarsi dalle sue simili.

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Vale la pena vedere la serie?
Alla luce dei 5 motivi della nostra recensione, ci sentiamo di consigliare Adorazione solo a coloro che proprio non possono fare a meno di tuffarsi in un teen drama.
Immagini nell’articolo da foto e poster ufficiali della serie TV (via Netflix).









