G20, Viola Davis ruba (tutta) la scena nel film di Prime Video: la recensione in 5 motivi

Anna Montesano

G20, la recensione del film con Viola Davis in 5 motivi

Il premio Oscar Viola Davis torna in un ruolo da protagonista nel film G20, di cui vi parliamo nella nostra recensione senza spoiler. Diretto da Patricia Riggen e disponibile su Prime Video, il film si presenta sin da subito come un action thriller dal ritmo serrato, che vuole porre l’attenzione anche su tematiche attuali. Ma vale la pena vederlo?

La trama del film

Prima di addentrarci nella recensione di G20, ricapitoliamo in breve la trama del film. La protagonista Viola Davis è la presidente degli Stati Uniti d’America e si trova in Africa insieme a marito e figli per un un cruciale vertice del G20. Non sa che un gruppo di terroristi ben organizzati e guidati dal carismatico e spietato ex militare Rutledge (Antony Starr) è pronto a prendere in ostaggio lei e i capi dei vari paesi del mondo con l’obiettivo di destabilizzare l’economia mondiale attraverso il controllo delle valute virtuali. La Presidente Sutton riesce a sfuggire alla cattura iniziale grazie alla sua guardia del corpo e si ritrova a dover lottare non solo per la propria sopravvivenza e quella della sua famiglia, ma anche per proteggere gli altri leader mondiali e sventare il piano terroristico che minaccia l’ordine globale.

G20, la recensione del film con Viola Davis in 5 motivi

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La recensione del film G20 di Prime Video in 5 motivi

Viola Davis magnetica ma non sempre credibile

Partiamo subito con la potenza che Viola Davis dà al film. La sua presenza in un ruolo da protagonista action è indubbiamente uno degli elementi più interessanti del film. L’attrice è nota per la sua presenza scenica e per la forte determinazione che dona ai suoi ruoli, cosa che accade anche nei panni della presidente Sutton. Davis ci regala un ritratto di leadership femminile potente che, purtroppo, per un po’ di credibilità in alcune scene di combattimento. Alcuni combattimenti che la vedono coinvolta appaiono, infatti, improbabili. Soprattutto quando arriva a stendere a mani nude una serie di soldati armati e addestrati, grossi quasi il doppio di lei, del tutto da sola.

Patriota ‘torna’ più cattivo che mai

I fan della serie The Boys l’avranno riconosciuto senza difficoltà, anche perché anche in G20 è il super cattivo. Parliamo di Antony Starr, che da Super passa ad essere un ex soldato spietato e cambiato dalla guerra, pronto ad ottenere la sua vendetta, anche se questo vuol dire uccidere degli innocenti. Come ha già dimostrato nella celebre serie TV, Starr è perfettamente credibile nel ruolo del cattivo furioso. Il che lo rende perfetto per essere l’antagonista della determinatissima Viola Davis.

Un soggetto che non crea empatia

Entriamo per un attimo nella storia. Come detto, David è la presidente degli Stati Uniti e combatte sì contro i terroristi, sì per salvare la sua famiglia, ma anche per portare in salvo un gruppo di potenti politici. Non proprio il soggetto ideale, in questo periodo storico, per ottenere empatia da parte del pubblico. Tuttavia, è probabile che questo non sia il punto su cui vuole far forza la pellicola. G20 è un film di puro intrattenimento, che mira a tenere col fiato sospeso, facendo leva sulla grande presenza di azione e scene di scontro.

Non solo lotte per la vita

Tra una sparatoria e un combattimento, il film mira anche a mettere in evidenza alcune tematiche tanto importanti quanto attuali. Sono affrontati temi geopolitici complessi (seppur in maniera semplicistica), ma si parla anche di intelligenza artificiale, di deepfake e di quanto siano potenzialmente pericolosi per il futuro. Al contempo, si parla di criptovalute e di terrorismo, di guerra e dell’orrore che ne consegue. Il film sembra, insomma, racchiudere alcuni dei temi più attuali e preoccupanti dei nostri giorni, dando allo spettatore una serie di spunti di riflessione (seppur fugaci).

Personaggi secondari non indimenticabili

Se Viola Davis buca lo schermo, il resto dei protagonisti (salviamo soltanto Antony Starr) rimane sullo sfondo, senza aver un impatto rilevante sul pubblico. Molti personaggi, inclusi alcuni degli antagonisti e degli alleati della Presidente, rimangono anzi bidimensionali e poco approfonditi, sacrificando la complessità narrativa.

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Vale la pena vedere il film?

Alla luce dei 5 motivi della nostra recensione, appare chiaro che G20 è un action thriller che punta sull’efficacia di Viola Davis come eroina d’azione e su una premessa ad alta tensione. Tuttavia, il film soffre di una sceneggiatura a tratti inverosimile e di uno sviluppo dei personaggi superficiale. Quello di Prime Video è dunque un film che mira semplicemente ad intrattenere gli amanti del genere d’azione che non cercano un’eccessiva profondità narrativa.

G20, la recensione del film con Viola Davis in 5 motivi

Immagini nell’articolo dai poster della serie di Prime Video.