Grazie a Nexo Digital arriva in Italia un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti del cinema e della musica. Solo per venerdì 21 marzo approderà infatti nelle sale del nostro Paese Hans Zimmer & Friends: Diamond in the Desert, film concerto di cui tratteremo nella recensione di oggi. Non siamo davanti a una semplice esibizione. Registrato nella splendida Coca-Cola Arena di Dubai, è anche e soprattutto un viaggio all’interno dell’estro creativo di Hans Zimmer, il geniale compositore dietro alle colonne sonore di capolavori del cinema come Il Gladiatore, Interstellar e Il Cavaliere Oscuro. La performance si mescola con gli interventi di diversi personaggi di Hollywood che hanno lavorato con Zimmer nel corso degli anni, facendone emergere la poetica, la mentalità e la visione. Girato da Paul Dugdale, trasporta lo spettatore per due ore e mezzo una dimensione alternativa, rimbalzandolo tra pianeti lontani, buie viottole di una metropoli o tra le onde del mar dei Caraibi.
Di cosa parla Hans Zimmer & Friends: Diamond in the desert?
Essendo un concerto, non avrebbe senso né sarebbe possibile parlare di una vera e propria trama. Alla registrazione della performance di Dubai, nella suggestiva cornice della Coca-Cola Arena, si intervallano momenti in pieno stile documentaristico. Girati in bianco e nero, in essi Zimmer conversa con alcuni dei suoi collaboratori, da Jerry Bruckheimer, storico produttore hollywoodiano, fino a Zendaya, Billie Eilish o Christopher Nolan.

Il viaggio nella storia musicale del compositore si intreccia con quello nella sua storia creativa. Mentre raconta delle criticità affrontate, ma anche della decisione non facile di intraprendere una tournée live, si scopre molto dell’uomo dietro alla canzone.
Hans Zimmer & Friends: Diamond in the Desert, la recensione in 5 motivi
Un luogo non casuale
Partiamo innanzitutto parlando della location. La scelta della Coca-Cola Arena di Dubai non è per nulla dettata dal caso. La futuristica città nel deserto, col suo paesaggio a metà tra passato e futuro, funge sia da palcoscenico, sia è parte integrante dello spettacolo. Un perfetto “contenitore” per esaltare la grandiosità delle composizioni di Zimmer, in una performance tanto visiva quanto sonora.

La tentazione di chiudere gli occhi e lasciarsi cullare dalla musica è senza dubbio altissima, e mentiremmo se dicessimo di non averlo fatto in più di un’occasione. Ma ciò minerebbe parte della potenza comunicativa di questo film concerto, in cui l’orchestra e i suoi elementi svolgono un ruolo primario non solo in quanto abilissimi musicisti, ma anche come veri e propri performer a tutto tondo.
Un musicista a Hollywood
Uno degli aspetti sicuramente più interessanti di Hans Zimmer & Friends: Diamond in the Desert, protagonista di questa recensione, è senza dubbio la mole di interventi di personalità di Hollywood. Ciascuno offre un proprio punto di vista strettamente legato al proprio ambito professionale. Jerry Bruckheimer, per esempio, racconta del ruolo fondamentale del compositore nelle sue produzioni (vero e proprio salvatore, in alcuni casi). Grandi registi come Christopher Nolan o Denis Villeneuve, invece, citano il peso delle colonne sonore nel processo creativo.
Non solo attori come Zendaya e Timothée Chalamet, ma anche altri musicisti come Billie Eilish mostrano quanto il lavoro di Zimmer abbia influito nella loro crescita professionale, guidando anche alcune scelte di vita o di lavoro. Insomma, l’interazione con questi personaggi offre un punto di vista inedito sul suo processo creativo e su cosa significhi la musica nelle grandi produzioni hollywoodiane.
La musica “al centro del villaggio”
Ovviamente il protagonista di Hans Zimmer & Friends è senza mezzi termini la musica. Il compositore ripercorre assieme all’orchestra sostanzialmente tutta la sua carriera, trasportando lo spettatore attraverso mondi e generi anche molto diversi. Si parte da Dune, che ha ridefinito il modo di comporre musica per film di fantascienza, per arrivare a Il Re Leone, con cui vinse il suo primo Oscar. Nel mezzo brani indimenticabili, come l’intramontabile In Time proveniente da Inception e diventato un’icona del cinema moderno.
Non mancano, ovviamente, grandi classici come I Pirati dei Caraibi, con una suite da oltre 10 minuti, Il Cavaliere Oscuro, in cui dramma e tensione si alzano, ma anche il già citato Gladiatore. Per alcuni, il film mescola sequenze prese del concerto ad altre girate appositamente, come fossero dei videoclip.
Artisti incredibili
L’orchestra che accompagna Zimmer, e che ha direttamente lavorato con lui alla realizzazione di gran parte dei brani, non si limita semplicemente a suonare. Molti dei suoi elementi entrano in prima persona nelle coreografie, dando ancora più corpo ed energia allo spettacolo. Impossibile non menzionare, ad esempio, gli incredibili Tina Guo (violoncello) e Pedro Eustache (flauti), ma anche Juan Garcia-Herreros (basso) e Guthrie Govan (chitarra solista).

A loro si affiancano dei cantanti, se richiesto dalla traccia. Una piccola chicca è la presenza sul palco non solo di Lisa Gerrard e Loire Cotler, protagoniste delle colonne sonore di Dune e de Il Gladiatore, ma anche di Lebo M. Sì, c’è la storica voce de Il Re Leone.
Regia da cinema per musiche da cinema
Chiudiamo infine parlando della, sorprendente per certi versi, regia di questo film concerto. Paul Dugdale non si limita a fare il compitino, ma accompagna i vari brani con un taglio specifico. Sequenze più tranquille per brani emozionali ed evocativi, per esempio, si alternano a un montaggio rapido e netto per i momenti più concitati. Stupenda la già citata alternanza tra i momenti del concerto a quelli dei videoclip dedicati, con balzi tra uno e l’altro molto precisi e d’effetto.
Vale la pena andare a vederlo?
Assolutamente e senza il minimo dubbio. Non è semplicemente un concerto, ma un’esperienza cinematografica a tutto tondo. Un viaggio nell’estro e nella creatività di uno degli artisti e compositori più influenti e di talento del nostro tempo, un mostro sacro che ha segnato col proprio lavoro oltre 40 anni di cinema. Una regia spettacolare, insieme a testimonianze preziose di chi ha collaborato con lui e alla potenza della musica dal vivo danno vita a un prodotto di altissimo livello. Un’occasione unica per immergersi totalmente nel dietro le quinte di un’arte capace di suscitare emozioni come poche altre al mondo.
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