Inganno: erotismo, pregiudizi e cliché – La recensione della serie TV in 5 motivi

Anna Montesano

Inganno: la recensione della serie TV Netflix in 5 motivi

Abbiamo visto il primo episodio di Inganno, la serie targata Netflix con Monica Guerritore, e siamo pronti a darvi la nostra recensione senza spoiler. Dal 9 ottobre ha fatto il suo esordio questa miniserie particolarmente attesa dal pubblico: una produzione con un cast italiano, che vede anche la presenza di Giacomo Gianniotti, che il pubblico di Grey’s Anatomy ben conosce per il suo ruolo di Andrew De Luca.

La trama della serie Inganno

Prima di addentrarci nella nostra recensione della serie Inganno, ripercorriamo brevemente la trama. Una splendida Monica Guerritore è Gabriella, una donna benestante a capo di un hotel nella bellissima location di Positano. È qui che incontra, a quanto pare per puro caso, il tanto affascinante quanto misterioso Elia, rimasto in panne in piena notte e senza cellulare. È proprio Gabriella a offrirgli il suo aiuto, invitandolo a ripararsi dalla pioggia nel suo hotel.

Ha così inizio questa storia fatta di una passione incontenibile e di mistero, in cui una domanda prevale su tutte: Elia è sincero o frequenta Gabriella con un secondo scopo? Sono certamente convinti della seconda opzione i tre figli di Gabriella, che cercheranno di convincere la madre che Elia la sta truffando e sta con lei solo per denaro. Ma è davvero questa la verità?

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La recensione della serie TV Inganno in 5 motivi

Location e scenografia d’impatto

La nostra recensione non può che partire dalla prima cosa che viene messa in evidenza nella serie TV: la scenografia e la location principale. A fare da sfondo alla passione travolgente tra i due protagonisti è la bellissima Positano, che viene abbracciata (con una certa continuità) dall’alto, attraverso l’uso di droni. Il primo episodio ci porta tra le scogliere e le colorate stradine della città, dando un impatto visivo molto forte, a tratti sofisticato.

Trama con buchi

Superata la meraviglia per le location da sogno, l’attenzione va alla trama, ma è evidente sin da subito che qualcosa manca. L’incontro dei due protagonisti appare banale, alcune dinamiche poco credibili, la velocità con cui tutto accade surreale. La serie inoltre mescola insieme vari generi (e non perfettamente): se inizialmente sembra di trovarci a guardare un film romantico/erotico, poi ci sembra di essere in una soap opera, poi ancora in un thriller.

Clichè ma con gusto

La serie Inganno si avvale di molti cliché: la donna matura giudicata male perché si innamora di un ragazzo molto più giovane; il ragazzo dalla sessualità fluida, l’influencer ossessionata da follower e bellezza, il figlio dalla vita apparentemente perfetta che nasconde la sua vera sessualità; il tutto con una cospicua eredità in ballo e la paura che il ‘toyboy’ di turno possa rubarla. Ma i cliché sono presentissimi anche nei dialoghi. Frasi come: Potrei essere tua madre, Il problema non sei tu, sono io, di certo non migliorano la situazione. L’effetto viene smorzato soltanto dalla presenza di un’atmosfera molto sofisticata e, come leggerete sotto, dalla maestria della sua protagonista.

Monica Guerritore simbolo (magnifico) della lotta contro il pregiudizio

I buchi nel racconto e i personaggi stereotipati sono però oscurati dall’interpretazione di una intensa e affascinate Monica Guerritore. L’occhio è rapito dalla maestria dell’attrice sulla scena che, d’altronde, si fa simbolo di una lotta per la parità di genere che nella serie assume la forma di un amore tra una donna matura e un ragazzo molto più giovane. Se fosse stato il contrario, un uomo di 60 anni con una donna di 30, ci si sarebbe fatto lo stesso problema? Ci sarebbero state battutine, pregiudizi? È questo che viene sottolineato sin dal primo episodio, e la risposta appare alquanto scontata.

Inganno recensione della serie TV Netflix in 5 motivi

Effetto binge watching

Nonostante le evidenti mancanze e l’effetto surreale di alcune scene, l’effetto binge watching è inevitabile. Il mix di erotismo e mistero e la tensione emotiva della serie TV è vincente e oscura, seppur solo in parte, tutte le lacune dell’ambizioso prodotto.

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Vale la pena vedere la serie?

Alla luce dei 5 motivi della nostra recensione, la nostra risposta a questa domanda è ormai palese: sì, vale la pena tuffarsi in questo ‘Inganno’ targato Netflix.

Immagini nell’articolo dalle foto ufficiali della serie TV (fonte Netflix).