Mary e lo spirito di mezzanotte: 5 motivi per vedere il film di Enzo d’Alò

Rosanna Donato

Updated on:

mary spirito mezzanotte recensione

Arriva nei cinema italiani il 23 novembre il nuovo film d’animazione scritto e diretto da Enzo d’Alò, il cui titolo è Mary e lo spirito di mezzanotte e di cui vi proponiamo la nostra recensione in 5 motivi. Di certo è un film in grado di toccare l’anima di chi guarda, portando sullo schermo un tema universale come il legame tra nipoti e nonni, e più in generale quello familiare in tutte le sue sfumature, esplorando attraverso le figure femminili il ciclo della vita. 

La storia segue Mary, una bambina “insolente” di 11 anni, che ha una incontenibile passione per la cucina: vuole diventare una grande chef. Sua nonna Emer, con la quale ha un rapporto davvero speciale, la incoraggia a realizzare il suo sogno. Ma ogni percorso ha i suoi ostacoli, anche imprevedibili, e affrontarli può diventare un’avventura. Prima di raccontarvi cosa ne pensiamo, vi ricordiamo che Matilda De Angelis ha cantato il brano originale Ribellati e vai! nella pellicola basata sul romanzo La gita di mezzanotte di Roddy Doyle e distribuita da Bim Film

Mary e lo spirito di mezzanotte, la recensione in 5 motivi

Il cambio di stile

Enzo d’Alò sa bene come muoversi quando si tratta di portare sullo schermo stati d’animo complessi e molto diversi tra loro, rendendoli autentici anche solo cambiando semplicemente la tecnica d’animazione. Dallo stile del cartone animato a colori, per raccontare la difficile realtà che i protagonisti stanno vivendo, al disegno a matita in bianco e nero, usata per rappresentare momenti di pace e serenità legati al passato della nonna e presenti nei suoi sogni con un tratto molto leggero, e fino a giungere alla raffigurazione degli incubi, delineati con un tratto più marcato e pesante volto a trasmettere la paura provata da quest’ultima, conferendo all’immagine una certa cupezza e intensità. Tali momenti donano complessità ai personaggi e all’intero film.

Una storia universale

Dei temi universali presenti nel film ne abbiamo già parlato a grandi linee, ma l’unione familiare non è certo l’unico ad essere affrontato da Enzo D’Alò. Il regista mostra tutte le dinamiche, positive e negative, che possono venire a crearsi in un qualsiasi rapporto tra madre e figlia o tra nipote e nonna (prende in considerazione 4 generazioni di donne in questo caso), e lo fa con una delicatezza e una semplicità tale – soprattutto nelle scene più commoventi – da arrivare dritto al cuore dello spettatore, o perlomeno al nostro.

Non mancano quindi i buoni sentimenti, né una certa dose di consapevolezza nel rappresentare temi così importanti, tra cui l’accettazione della perdita e la celebrazione della vita stessa, facendo in modo che siano alla portata di tutti, grandi e piccini, senza però banalizzarli. Infine, Mary e lo spirito di Mezzanotte porta al cinema una grande verità: quanto la forza di volontà e la perseveranza nel perseguire i propri obiettivi e sogni sia fondamentale per raggiungerli, anche quando manca l’appoggio di una parte della famiglia. Per fortuna, si sa, i nonni farebbero qualsiasi cosa per vedere i nipoti esplodere di gioia, e infatti Emer è l’unica a dare sostegno a Mary, mettendo i suoi bisogni prima dei propri.

La magia delle emozioni

Proseguiamo la recensione di Mary e lo spirito di mezzanotte dicendo che Enzo d’Alò non dimentica un tocco la componente magica nel suo film. Il regista, perfettamente capace di tradurre in immagini incisive il testo originale, dà maggiore forza alla storia e suscita un senso di meraviglia e mistero in chi guarda. Pensiamo però che il regista avrebbe potuto osare di più in tal senso, anche visto che la componente surrealistica gioca un ruolo importante nella vicenda rappresentata, a partire dai sogni e dagli incubi della nonna, che troveranno un chiarimento nel finale e dove la figura del cane ha una valenza simbolica, perché dimostra che spesso le apparenze ingannano, che la realtà delle cose potrebbe essere diversa da come la percepiamo.

Le donne al centro della scena

È una storia tutta al femminile quella narrata da Enzo d’Alò. Non è certo sui maschi che si erge l’intera trama, anzi questi ultimi fungono da personaggi secondari senza distinzione alcuna: dal padre ai fratelli di Mary, tutti presenti per dare un’idea di famiglia vera, con i suoi pregi e difetti: altro che la perfezione della Mulino Bianco! D’altronde l’intenzione è proprio quella di rappresentare una realtà universale, che possa essere riconosciuta dallo spettatore in quanto tale, e dobbiamo dire che il regista ci riesce benissimo. Non sorprende che la dimensione soprannaturale presente nella pellicola non tocchi minimamente gli uomini della casa, i quali restano ai margini del racconto per far sì che la storia si sviluppi unicamente intorno alla piccola protagonista, a sua madre, alla nonna e a una figura tanto misteriosa quanto poetica e delicata nel compiere la propria missione.

La componente emotiva

Tutto nel film ha un ruolo importante: dalla sceneggiatura alla colonna sonora composta dal musicista David Rhodes. Questi elementi, curati in ogni singola parte, uniti a uno stile grafico sempre diverso e alla purezza dei sentimenti espressi attraverso le immagini, conferiscono una maggiore profondità agli eventi, in particolare a quelli in cui l’amore, la paura e il dolore prendono il sopravvento. Così facendo, sarà davvero difficile per lo spettatore non ritrovarsi a empatizzare con i personaggi, emozionandosi e commuovendosi insieme a essi.

Di certo l’impatto emotivo è forte, travolgente, perché l’unicità del rapporto tra la nipote e la nonna (ma anche tra mamma e figlia, seppure le dinamiche siano diverse) viene esplorato nei dettagli e ben delineato attraverso gesti d’affetto, parole di supporto e intese che non si hanno con chiunque ma che tutti, bene o male, abbiamo vissuto con i nostri cari; un connubio di stati d’animo che ci riporta nel nostro passato, restituendo alla memoria dolci ricordi d’infanzia ma anche tanto dolore.

Leggi anche: Star Trek: Picard – L’epica avventura arriva in Blu-ray (recensione)

L’immagine di copertina è tratta dal poster ufficiale di Mary e lo spirito di mezzanotte.