Parthenope, Paolo Sorrentino e la contrastante bellezza di Napoli: la recensione del film in 5 motivi

Anna Montesano

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Parthenope recensione del film di Paolo Sorrentino in 5 motivi

L’ultimo lavoro di Paolo Sorrentino è “una lettera d’amore a Napoli”: così è stato descritto Parthenope, il film disponibile ora anche su Netflix, di cui vi parliamo nella nostra recensione. Uscito al cinema a ottobre dello scorso anno, la pellicola tanto discussa e apprezzata dal pubblico è ora fruibile a tutti e, per questo, finita nuovamente sotto i riflettori. Ma qual è il significato profondo di Parthenope e perché ha destato tanta meraviglia nel pubblico?

Di cosa parla il film

Prima di addentrarci nella recensione di Parthenope, raccontiamo in breve la trama del film. “Il film è un ritorno a Napoli. Parla d’amore tra donne, di amori proibiti, tabù, di primi amori, paterni, mancati”: è con queste parole che Paolo Sorrentino ha descritto, in un’intervista a Vogue, il film. Non è semplice, d’altronde, descrivere tecnicamente la trama di Parthenope, ma possiamo raccontarla seguendo le parole del regista: un’immersione profonda nell’anima di Napoli, raccontata attraverso la vita di una donna che porta lo stesso nome della sirena leggendaria alla quale è legata la storia della città.

Parthenope recensione del film di Paolo Sorrentino in 5 motivi

Parthenope, interpretata da Celeste Dalla Porta, nasce negli anni ’50 fino e seguiamo la sua vita fino ai giorni nostri. Il suo è un percorso esistenziale che si intreccia indissolubilmente con la storia della città. Seguiamo allora Parthenope tra amori giovanili, un drammatico lutto che stravolge la sua vita, incontri e cambiamenti, passioni e strade interrotte. Il tutto sullo sfondo di una Napoli che cambia e si trasforma, ma che conserva intatta la sua anima.

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La recensione del film Parthenope in 5 motivi

La grande bellezza di Sorrentino

Paolo Sorrentino non si smentisce, e torna ad immergere il suo pubblico in quella grande bellezza visiva a cui ci ha abituati fino ad oggi. Parthenope è un film fatto di immagini visivamente sbalorditive, di primi piani lunghi e intensi, dove è lo sguardo a parlare più della parola stessa. La Napoli ritratta è una città dai colori vivaci e contrastanti, un luogo di passioni intense e di una bellezza tanto accesa quanto decadente. Un contrasto, d’altronde, esaltato proprio dalle luci e ombre della fotografia, che sembra essere quella di veri e propri quadri. Tutto è visivamente impeccabile, nonostante ciò, Sorrentino non stanca, né cade nello stucchevole.

Troppa estetica e poca sostanza?

“Se non piangete, vuol dire che il film non è riuscito”, ha ammesso Sorrentino in un’intervista, sottolineando l’emozione che trasuda da questa sua storia. Parthenope, però, è un film che più che con la sua storia è con le immagini che cerca di toccare le corde dello spettatore. Ne nasce, di contro, che lo stile inconfondibile del regista rischia di sovrastare la narrazione, creando un’atmosfera eccessivamente estetizzata e, talvolta, poco realistica.

Napoli, per Sorrentino, non è una città

In Parthenope, Sorrentino fa di Napoli un vero e proprio personaggio. La ritrae con un amore e un’attenzione ai dettagli che la rendono quasi palpabile. Ne esalta contrasti, dolori, energia, e lo fa utilizzando i suoi elementi più caratteristici. A partire dal mare, elemento ricorrente che assume il significato di vita e morte, di libertà e prigionia. Non è un caso, infatti, che la protagonista nasca nelle sue acque salate e la accompagni per tutto il suo percorso di vita. Parthenope fluisce negli amori come l’acqua così come il suo carattere e le sue decisioni sono mutevoli come le mille facce della città che il suo nome rappresenta.

Una storia di simboli e riflessioni

Ma di cosa parla Parthenope? Lo dicevamo in apertura: classificare questo film con una lineare trama non è cosa facile o possibile. E, d’altronde, la volontà di Sorrentino è quella di dare poche spiegazioni, per lasciare che sia il pubblico ad interpretare, seguendo la propria sensibilità. Parthenope è infatti un insieme di simboli e tematiche, che regalano spunti di riflessione e voglia di approfondire. Il film parla del tempo che passa e della consapevolezza della propria mortalità. Di come la bellezza della gioventù prometta tanto ma sia, in realtà, effimera. La stessa, è contrapposta alla durezza della realtà, creando un contrasto forte, doloroso. La giovinezza, con i suoi eccessi, le sue contraddizioni e la sua bellezza fragile sono fulcro trainante della pellicola.

Una donna divisa tra desiderio d’amore e ricerca dell’identità

Tutto gira intorno a Parthenope, una donna consapevole della sua bellezza, sensuale e provocante, innamorata più dell’idea dell’amore che di qualcuno in carne e ossa. L’amore, in tutte le sue forme, è proprio il motore principale della vita della donna. Amori passionali ma anche amori proibiti, amicizie profonde ma anche incontri fugaci: tutti questi sentimenti plasmano la sua personalità e determinano la sua storia. Al contempo, Parthenope è alla continua ricerca di se stessa, della sua identità e del suo posto nel mondo. Una ricerca in cui lo spettatore tende, inevitabilmente, a ritrovare delle affinità.

Parthenope recensione del film di Paolo Sorrentino in 5 motivi

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Vale la pena vedere il film?

Alla luce dei 5 motivi della nostra recensione, concludiamo col dire che Parthenope è un film che va oltre la semplice narrazione. La pellicola di Sorrentino è una riflessione profonda sulla vita, sull’amore e sul senso dell’esistenza. È un’opera visivamente affascinante, di fronte alla quale è impossibile non rimanere estasiati. Dunque sì, vale sicuramente la pena vederlo.

Immagini nell’articolo tratte dalle foto ufficiali del film (disponibile su Netflix).