Abbiamo visto il primo episodio di Respira, la nuova serie TV Netflix, e siamo pronti a dirvi cosa ne pensiamo con la nostra recensione. La serie spagnola, creata da Carlos Montero (che ha già creato Élite e Fisica o Chimica), ci porta all’interno dell’ospedale Joaquín Sorolla di Valencia, un luogo dove la vita e la morte si intrecciano costantemente.
Respira, la trama della serie Netflix
Prima di addentrarci nella recensione di Respira, riassumiamo la trama della serie TV. Al centro della narrazione troviamo Biel de Felipe, un giovane e ambizioso medico alle prese con le sfide della sua professione e della vita privata. Centinaia di turni massacranti, responsabilità enormi e poco tempo per sé: Biel è solo uno dei tanti medici che si dedicano anima e corpo ai loro pazienti, spesso sacrificando la propria vita personale. La serie mostra le dinamiche interne dell’ospedale, ma anche le relazioni tra colleghi, i conflitti con la burocrazia e le pressioni a cui sono sottoposti i medici.

La recensione in 5 motivi della serie TV Respira
Più The Good Doctor e meno Grey’s Anatomy
Respira porta in scena una rappresentazione cruda, dolorosa e veritiera dell’ambiente ospedaliero. A differenza di serie come Grey’s Anatomy (alla quale Respira è stata paragonata) che a volte tendono a idealizzare la professione medica, questo show non nasconde le difficoltà, lo stress e le scelte etiche che i medici devono affrontare quotidianamente. Questo realismo la avvicina a serie come The Good Doctor, che esplora le sfide di un medico con autismo, ma con un approccio più europeo e meno melodrammatico.
Personaggi complessi e diversi
Un accento va poi dai ai personaggi di Respira, che non sono i consueti stereotipi. Ognuno di loro ha una propria storia, delle fragilità e delle ambizioni che vanno oltre la loro professione. Questo li rende più credibili e permette allo spettatore di empatizzare con loro. Se dovessimo paragonarla a un altro famoso medical drama, da questo punto di vista ci ricorderebbe Dr. House – Medical Division.

Un ritmo forte sin da subito
Ciò che appare evidente sin dal primo episodio di Respira è che la serie punta a tenere lo spettatore col fiato sospeso, quasi sempre. E infatti già l’incipit è d’effetto ed efficace, e mette i protagonisti di fronte ad una scelta determinante: è più importante il giuramento fatto all’inizio della professione o combattere per migliorare un sistema sanitario al collasso?
Una serie di denuncia
Le tematiche affrontate in Respira risuonano in modo particolarmente forte nel contesto attuale, segnato dalla pandemia di Covid-19. Da questo punto di vista, la serie non è solo un medical drama che intrattiene, ma è anche una potente denuncia del sistema sanitario spagnolo. Nascosta tra le storie di medici e pazienti, la serie svela le crepe di un sistema sotto pressione, evidenziando le carenze, le disuguaglianze e le difficoltà che il personale medico deve affrontare quotidianamente.
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Tutto un po’ troppo?
Se è vero che la serie presenta, secondo noi, tutti questi pregi, è anche vero che il ritmo del primo episodio è così serrato che viene da chiedersi se non sia un po’ troppo. In un solo episodio accade veramente di tutto, dal punto di vista medico e personale dei protagonisti. La storia si dipana su molti personaggi, vengono introdotte varie vicende secondarie in un turbinio di emozioni e situazioni da risolvere. Forse un po’ troppo per soli 50 minuti.

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Vale la pena vedere la serie?
È chiaro che Respira non è solo un medical drama ma anche una storia di amicizia, amore, perdita e rinascita. Alla luce dei 5 motivi della nostra recensione, Respira è sicuramente una serie TV che vale la pena vedere.
Immagini nell’articolo dalle foto ufficiali della serie (via Netflix).









