Se un Albero Cade in una Foresta, buone premesse ma poca resa: La recensione in 5 motivi

Roberto Ciucci

La recensione della serie tv Se un Albero Cade in una Foresta

Abbiamo visto l’episodio pilota della serie coreana distribuita da Netflix Se un Albero Cade in una Foresta (anche conosciuta come The Frog) e siamo pronti a darvi la nostra recensione in 5 motivi. La serie, scritta da Son Ho-young per la regia di Mo Wan-il, è un thriller crime con forti componenti misteriose. Nel cast Kim Yoon-seok, Yoon Kye-sang, Go Min-si e Lee Jung-eun (Parasite, A Taxi Driver e Madre). È composta da 8 episodi ed è disponibile dal 23 agosto 2024.

Di cosa parla Se un Albero Cade in una Foresta

 Jeon Yeong-ha è un uomo di mezza età che vive in una località di campagna a qualche ora da Seoul. Anni prima vi si era trasferito con la moglie, malata terminale, per assecondare il desiderio della donna di vivere lontano dalla città. Dopo la morte della compagna, Yeong-ha ha deciso di rimanere lì, trasformando la grande villa in una casa vacanze che ora gestisce con l’aiuto del suo migliore amico, Yong-chae. Un giorno, giungono come nuovi ospiti una misteriosa donna, Seong-a, e il suo figlioletto, Si-hyeon. Nonostante l’aria un po’ misteriosa, Yeong-ha li accoglie calorosamente. Il mattino successivo, però, dei due non c’è più traccia, se non qualche strana macchia di sangue lasciata su un vinile che l’uomo e la donna avevano ascoltato il pomeriggio precedente.

La recensione della serie tv Se un Albero Cade in una Foresta

Nella stessa località, ma vent’anni prima, Gu Sang-jun e la moglie si occupano del Lake View Motel. Anche in questo caso la loro quiete viene scossa da un nuovo visitatore, un uomo che si rivela un brutale assassino in fuga. Prima di lasciare la struttura, infatti, commette tra le sue mura un brutale assassinio, distruggendo la reputazione del motel.

La recensione di Se un Albero Cade in una Foresta

Tutto un po’ troppo confuso

Le premesse della serie sono anche interessanti, ma vengono affossate da una narrazione confusa e a tratti approssimativa. Innanzitutto, la diversa collocazione temporale dei due protagonisti non è assolutamente chiara. In secondo luogo il ritmo, a tratti lentissimo, quasi immobile, rovina in parte l’esperienza. D’accordo volersi prendere i propri tempi, emulando anche il passo pacato della campagna e dei suoi abitanti. Ma, in special modo nella prima parte dell’episodio, mezz’ora sembra durare un’eternità.

Un mistero poco affascinante

Anche per colpa del ritmo totalmente sbagliato della sceneggiatura, e di alcuni scambi dialogici ai limiti del ridicolo, il mistero attorno cui ruota la serie non prende. Un pilot dovrebbe stuzzicare l’attenzione, offrire agganci che spingano lo spettatore a continuare la visione. In Se un Albero Cade in una Foresta, invece, non c’è niente di tutto questo. Il lato thriller compare solo in chiusura di puntata, ma non per un tempo sufficiente da permettere allo spettatore di incuriosirsi.

Senza contare il fatto che intervallare le (poche) scene di suspense con interi minuti di vuoto pneumatico non aiuta a mantenere alto il livello di tensione. La serie prende per mano lo spettatore, ma la stretta non è salda e scivola via dopo una manciata di minuti.

La recensione della serie tv Se un Albero Cade in una Foresta

E se non prende la trama principale, figuriamoci quelle secondarie

Un’altra vittima della cattiva gestione della sceneggiatura sono le trame legate ai personaggi secondari, quelle che dovrebbero aggiungere corpo alla serie. Risultano invece totalmente evanescenti e in alcuni casi addirittura insensate. Un esempio è Yoon Boo-min, giovane poliziotta al tempo del primo caso e affermata investigatrice vent’anni dopo. Apparentemente un ruolo di rilievo, non suscita nessuna emozione e svanisce nel marasma della narrazione senza lasciare traccia.

Regia davvero poco ispirata

A completare un quadro di occasioni sprecate, la regia. Mo Wan-il prova in tutti i modi a costruire la tensione, utilizzando inquadrature spesso ravvicinate e movimenti di macchina interessanti. La ciambella, però, non viene col buco. La suspense si percepisce in rarissimi casi e, come già accennato, finisce schiacciata da intere sequenze di nulla assoluto, con personaggi che si scambiano battute dimenticabilissime in contesti bucolici. Solo sul finale si risolleva parzialmente, ma non a sufficienza da salvare la baracca.

La recensione della serie tv Se un Albero Cade in una Foresta

La ricerca filosofica è almeno apprezzabile

Volendo andare a cercare qualcosa che effettivamente funziona, si potrebbe prendere ad esempio il titolo stesso della serie. O meglio, quello italiano (il titolo internazionale è The Frog). “Se un albero cade in una foresta” ma nessuno lo sente, fa rumore lo stesso? Gli sceneggiatori fanno proprio questo concetto, e rispondono affermando che anche i dettagli più insignificanti possono avere un grande impatto nella vita delle persone. A volte anche a distanza di due decenni…

Vale la pena proseguire con la serie tv?

Il potenziale, a voler essere totalmente onesti, c’è. Molto nascosta, sepolta sotto una miriade di elementi sbagliati, arde una piccola brace che potrebbe, se correttamente alimentata, accendere un fuoco di considerevoli dimensioni. Il consiglio, quindi, basandoci su quanto detto nella nostra recensione, è di armarsi di notevole pazienza e valutare almeno dopo un altro paio di episodi se effettivamente proseguire con la visione di Se un Albero Cade in una Foresta.

LEGGI ANCHE: The Perfect Couple, Nicole Kidman Svetta In Un Giallo Familiare. La Recensione In 5 Motivi Della Serie Tv