Dal 5 settembre, su Netflix, è disponibile The Perfect Couple. La miniserie (6 episodi in totale), ideata da Jenna Lamia e diretta da Susanne Bier (The Night Manager e Bird Box, tra gli altri), è basata sull’omonimo romanzo di Elin Hildebrand. Oltre a Nicole Kidman, star assoluta della produzione, il cast vanta nomi di tutto rispetto come Liev Schrieber (Ogni cosa è illuminata e Ray Donovan) e Dakota Fanning (Man on Fire, American Pastoral e il recente The Watchers). Abbiamo visto il primo episodio e siamo pronti a darvi le nostre impressioni nella recensione in 5 motivi di The Perfect Couple.
Di cosa parla The Perfect Couple? la trama della seri TV
Amelia Sachs e Benji Winbury si stanno per sposare. Lei, zoologa proveniente da una comune famiglia della Pennsylvania; lui, figlio di mezzo di una facoltosa coppia. Il matrimonio è alle porte, mancano davvero poche ore, e i preparativi sono in fermento. Le due famiglie si mescolano durante la cena di prova nella splendida tenuta di Nantucket dei Winbury, dove si celebrerà anche la cerimonia. Tutto, però, precipita la mattina successiva, quando sulla spiaggia dell’isola viene rinvenuto un cadavere.

Assieme al corpo, iniziano a venire a galla i segreti di ciascuno degli attori in questo giallo familiare. Sotto all’apparente patina di perfezione, infatti, si celano oscuri intrighi e tradimenti, che andranno a minare legami all’apparenza saldi. Il tutto, contornato da una domanda: chi è l’assassino?
The Perfect Couple, la recensione della serie tv
Davvero così perfetti?
Il corpo affiorato sulla spiaggia è solo la punta dell’iceberg. In The Perfect Couple uno dei punti su cui la narrazione comincia a spingere sin da subito è proprio quello della “Coppia Perfetta” composta da Greer e Tag Winbury. Nicole Kidman e Liev Schrieber sono i due astri attorno a cui la serie ruota, due pesi massimi che mettono in campo doti recitative di alto livello.

Greer è l’autoritaria e decisa matriarca dei Winbury, una figura che incute timore reverenziale in ogni individuo che ruota attorno all’agglomerato familiare, consanguineo e non. Tag, dal canto suo, trasuda fascino e attrazione magnetica. I due, dall’esterno, sono visti come la coppia perfetta, un matrimonio da sogno tra due persone che si amano ancora nonostante gli anni. Ma non è tutto oro ciò che luccica…
I Winbury al centro di tutto…
Inutile negare come la vicenda, alla fine, graviti attorno alla famiglia Winbury. L’assassinio risulta quindi quasi solo un pretesto per mostrare le dinamiche tra Greer, Tag e i loro tre figli, oltre alle rispettive consorti. A questo si aggiungono tutte le altre figure di contorno, dalla capo domestica al Wedding Planner, passando per alcuni amici di famiglia. Senza contare i genitori di Amelia, che creano un netto contrasto con l’altezzosa ampollosità dei Winbury, in particolare di Greer. Il risultato è un affascinante specchio della società, un palcoscenico in cui gli attori si muovono quasi danzando, rivelandosi piano piano per quello che sono. L’omicidio agisce da prima tessera di un domino di bugie e maschere destinato inevitabilmente a cadere.

… Ma non dimentichiamoci del cadavere
Ovviamente non va scordato che siamo davanti a un racconto giallo, imperniato quindi su un delitto da risolvere. Chi si nasconde nell’ombra? E Perchè? Interessante la scelta di non mostrare per tutto il primo episodio la reale identità della vittima, lasciando lo spettatore in un costante stato di dubbio. Accattivante anche la narrazione a flashback: si comincia la sera della cena di prova a cui fa seguito il ritrovamento del cadavere, per poi tornare a qualche ora prima mostrando il punto di vista dei vari personaggi. Una scelta che funziona e che, distribuendo le informazioni allo spettatore poco alla volta, lo invoglia a continuare la visione stimolandone la curiosità.

I dubbi di Amelia
Assieme all’omicidio, l’altro motore immobile della vicenda è il matrimonio tra Amelia e Benji. Anche in questo caso siamo davanti a una situazione che sembra idilliaca, salvo rivelarsi tutto il contrario. La giovane zoologa è erosa dal dubbio e non è convinta di amare il fidanzato quanto lui ama lei. Non aiuta il fatto che Benji sia notevolmente ricco e che quindi possa aiutare a coprire le spese mediche necessarie alla madre di Amelia, malata di cancro. A questo punto, però, che fare? Annullare le nozze a poche ore dal grande evento è impossibile, ma anche legarsi a una famiglia così ingombrante porta diversi svantaggi.
La mano di Susanne Bier
Pregevoli, in conclusione, le scelte di regia. Non ci si limita al compitino, ma ogni inquadratura cerca di offrire allo spettatore una chiave di lettura, un punto di vista particolare. Susanne Bier, vincitrice dell’Emmy per la miglior regia nel 2018 per The Night Manager, dimostra nuovamente di avere un buon tocco. Per certi versi, sembra quasi che alcune inquadrature ravvicinate vogliano porre lo spettatore “nel mezzo della stanza”. Come se si cercasse di renderlo un membro della famiglia, aumentando ulteriormente il coinvolgimento emotivo.
LEGGI ANCHE: KAOS – LA RECENSIONE DELLA SERIE TV IN 5 MOTIVI
Vale la pena di continuare la serie tv? the perfect couple, la recensione in breve
Sulla base di ciò che abbiamo espresso in sede di recensione, consigliamo assolutamente di andare avanti con The Perfect Couple. Gli ingredienti per un ottimo dramma familiare a tinte gialle ci sono tutti. Il cast è di assoluto livello e la sceneggiatura promette colpi di scena esaltanti. Ricordiamo che la serie comprende 6 episodi, tutti già disponibili dal 5 settembre sul sito di streaming Netflix.









