The Alto Knights con De Niro è un Gangster Movie d’impatto – Recensione (ora in 4K UHD)

Roberto Ciucci

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The Alto Knights: la recensione del film in 5 motivi

Se quello di Robert De Niro è un nome che il cinema non ha sostanzialmente mai smesso di citare, quello di Barry Levinson mancava da un po’ sulla bocca degli addetti ai lavori. Il cineasta dietro a capolavori come Rain Man, Goodmorning, Vietnam! e Sleepers mancava infatti da ben dieci anni a Hollywood, da quando diresse Rock The Kasbah con Bill Murray. Per il proprio ritorno ha scelto un gangster movie “d’altri tempi”, uno dei suoi attori simbolo, Robert De Niro appunto, e un grandissimo scrittore come Nicholas Pileggi (Quei bravi ragazzi e Casinò) per la sceneggiatura. The Alto Knights, protagonista della recensione di oggi, è al cinema dal 20 marzo, distribuito da Warner Bros. Pictures, e vogliamo darvi la nostra opinione. Pronti a tornare nella New York degli anni ’50?

Di cosa parla la trama di The Alto Knights?

Vito Genovese e Frank Costello (entrambi Robert De Niro) sono due gangster newyorkesi. Amici fraterni sin dal loro arrivo in America, sono cresciuti assieme mentre scalavano i ranghi della mafia italoamericana facendo fortuna durante il Proibizionismo. Per via un’accusa di duplice omicidio a proprio carico, Genovese è costretto a lasciare New York e a rifugiarsi in Italia, dove rimane bloccato per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Prima di andarsene, affida la gestione della Mafia americana a Costello, che diventa così il Boss dei Boss.

The Alto Knights: la recensione del film in 5 motivi

Tornato in America tempo dopo, Genovese pretende di rimettersi in affari, diventando una presenza ingombrante per Costello. Vito, infatti, è abituato prima a sparare e poi a fare domande, cosa che va in netto contrasto con la gestione più da “uomo d’affari” di Costello. Le frizioni tra i due arrivano a un punto di rottura quando Vincent Gigante (Cosmo Jarvis), su mandato di Genovese spara a Costello. Sopravvissuto per miracolo, l’uomo decide che è giunto il momento di ritirarsi e andare in pensione, ma il Boss dei Boss non può sparire dal giorno alla notte…

The Alto Knights, la recensione in 5 motivi

Due De Niro “is Megl’ che uan”

Prendiamo in prestito un famosissimo spot degli anni ’90 per catturare appieno l’essenza di questo The Alto Knights, non erroneamente sottotitolato in Italia con “I due volti del crimine”. Il gangster movie di Levinson vive del dualismo tra Frank Costello e Vito Genovese, due modi diametralmente opposti di vivere la vita criminale. Tutti e due, sotto una certa dose di trucco prostetico, hanno il volto di Robert De Niro, tornato a interpretare il ruolo del boss mafioso (ruolo che gli riesce ancora piuttosto bene) a distanza di 6 anni da The Irishman di Martin Scorsese.

La performance convince e offre due personaggi ben distinti tanto nella gestualità e nella voce, quanto meramente nella visione della vita e nella gestione di loschi affari. Rimane un po’ l’amaro in bocca perchè il risultato finale è sì buono, ma non eccezionale quanto ci si sarebbe aspettato all’inizio leggendo i nomi in locandina.

Un omaggio al mito…

Levinson dimostra ancora una volta di sapere maneggiare molto bene un genere, il gangster movie, forse un po’ troppo emarginato oggigiorno. La messa in scena è sicuramente d’impatto, anche grazie all’approccio definito da una classicità ancora efficace, ma rimane un po’ snaturato da un finto dinamismo. Si spara (poco) e si parla (tanto) in un film prettamente “da cinema”. The Alto Knights è un racconto tanto reale (basato infatti su avvenimenti realmente accaduti, per quanto romanzati) quanto archetipico, che poggia le proprie fondamenta sul conflittuale rapporto tra Costello e Genovese.

The Alto Knights: la recensione del film in 5 motivi

… Ma ogni tanto un po’ appesantito

Nel proverbiale rovescio della medaglia, il lavoro di Pileggi lamenta la notevole (e a tratti eccessiva) quantità di dialoghi. Il Voice-over di Costello/De Niro, che spesso interviene con lunghi spiegoni, svasa presto nell’eccessivamente didascalico. Il risultato è un appesantimento generale dell’esperienza, soprattutto nella parte centrale, che rende le due ore di screening apparentemente più lunghe di quello che in realtà sono. Solo nel finale il ritmo si risolleva, con la tensione meglio calibrata e le macchinazioni di Costello che finalmente arrivano al loro apice. Un ritmo che, forse, sarebbe stato meglio tenere dall’inizio.

La grande mela, il terzo protagonista

Abbiamo parlato dei due De Niro, ma in The Alto Knights, oggetto della recensione di oggi, c’è un terzo protagonista: New York. La Grande Mela di fine anni ’50, in piena transizione verso il ruolo da “ombelico del mondo” è ricostruita alla perfezione. Tanto merito va anche alla fotografia di Dante Spinotti, che omaggia i film di genere degli anni ’90, ma anche e soprattutto al reparto costumi gestito da Jeffrey Kurland. La città è viva, vibra, e Levinson la porta in scena grazie a un tocco d’altri tempi, quasi artigianale. Un luogo di contrasti e opposizioni, di eccessi e opportunità. Proprio quelle opportunità colte dalla mafia italo-americana.

Due boss, due mogli

Tanto importante il doppio ruolo di De Niro, quanto quello delle sue “spalle”, ovvero Debra Messing (che interpreta Bobbie Costello) e Katherine Narducci (nei panni di Anna Genovese). Le mogli dei boss ne completano e enfatizzano i caratteri e il modo di pensare, offrendo un ulteriore punto di vista allo spettatore. Da un lato Bobbie, che non vorrebbe altro che ritirarsi a vivere serenamente gli ultimi anni con Frank e i loro due cani. Dall’altro Anna, impetuosa proprietaria di un night club e “specchio” di Vito, innamorata del gangster nonostante a più riprese si dimostri spietato con tutti, anche con lei. Entrambe offrono interpretazioni degne di nota e avrebbero forse meritato un po’ più di spazio in scena.

Alto Knights in 4K UHD

L’edizione 4K Ultra HD di The Alto Knights, distribuita da Warner Bros è disponibile dal 13 maggio 2025, vediamo insieme tutti i dettagli!

Comparto Video

La qualità video dell’edizione 4K è notevole. Il film è presentato in risoluzione nativa 4K (2160p) con supporto per Dolby Vision e HDR10, offrendo una gamma dinamica elevata e colori vividi. La fotografia di Dante Spinotti cattura con maestria l’atmosfera degli anni ’50, con una palette cromatica che varia dalle tonalità calde degli interni alle sfumature fredde delle scene notturne. Le sequenze ambientate nei club e nei salotti dei boss mafiosi mostrano dettagli straordinari, evidenziando la cura nella ricostruzione storica e nella scenografia.

Comparto Audio

Sul fronte audio, l’edizione offre una traccia Dolby Atmos in inglese, che fornisce un’esperienza sonora immersiva. Gli effetti sonori, come i rumori ambientali delle strade di New York e i suoni delle sparatorie, sono distribuiti con precisione nello spazio tridimensionale, creando un ambiente sonoro avvolgente. La colonna sonora di David Fleming arricchisce ulteriormente l’esperienza, con brani che si integrano perfettamente con le immagini e le emozioni del film.

Contenuti speciali

I contenuti speciali inclusi nell’edizione offrono uno sguardo approfondito sulla realizzazione del film. La featurette “Dietro l’obiettivo: The Alto Knights di Barry Levinson” esplora il processo creativo del regista, dalla sceneggiatura alla pianificazione delle riprese. “The Alto Knights: Un Mondo Reimmaginato” analizza la costruzione del mondo mafioso degli anni ’50, inclusi scenografia, effetti visivi e costumi. Infine, “I volti della Mafia” offre interviste con il cast, evidenziando le performance di attori come Debra Messing e Cosmo Jarvis.

Vale la pena di andare a vederlo?

Il ritorno alla regia di Barry Levinson regala un film di genere che omaggia i classici del passato, ma che risulta forse un filo fuori tempo massimo. La realizzazione è figlia degli stilemi di una classicità che per certi versi funziona ancora, ma che finisce per essere appesantita dalla narrazione. In The Alto Knights, come evidenziato dalla nostra recensione, a tratti si finisce un po’ per il filo del discorso. De Niro nel doppio ruolo Costello/Genovese è funzionale ma non riuscito al 100%. Un finale comunque divertente salva in parte una pellicola godibile, ma che ai nastri di partenza offriva per altre aspettative.

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