Abbiamo visto il primo episodio della serie TV The Queen of Villains, e siamo pronti a darvi la nostra recensione senza spoiler in 5 motivi. Il 19 settembre, Netflix ci ha regalato quello che, ci sbilanciamo a dire, pare essere un vero e proprio gioiellino. Si tratta di una miniserie in cinque episodi che ci immerge nell’affascinante mondo del wrestling giapponese degli anni ’80, raccontando la storia di una delle sue figure più iconiche: Dump Matsumoto.
The Queen of Villains: la trama della serie
Prima di addentrarci nei vari punti della nostra recensione, raccontiamo brevemente la trama di The Queen of Villains. Kaoru Matsumoto è una giovane donna cresciuta in un ambiente difficile. Suo padre è assente e, quando torna a casa, è solo per spillare soldi a loro e ubriacarsi. Sin da giovanissima è dunque costretta a lavorare, ma un incontro casuale la porta ad appassionarsi alla lotta libera.

Affascinata dalle gesta della leggendaria Jackie Sato, comprende che quella è la sua vera vocazione. Così decide di diventare una wrestler, ma il percorso è tutt’altro che semplice, anche perché la sua indole è tutt’altro che violenta e aggressiva. Ostacoli, rivalità spietate e un mondo dominato dagli uomini la mettono alla prova. È in questo contesto che nasce Dump Matsumoto: una “heel” (ovvero un lottatore che provoca il pubblico con fare aggressivo e scorretto) feroce, con un look provocatorio e un carattere indomito.
La recensione in 5 motivi della serie TV The Queen of Villains
Una storia profonda, che va oltre il ring
Ciò che colpisce sin dal primo episodio della serie TV, è che dietro la maschera della villain, troviamo una donna complessa, tormentata da insicurezze e desideri di affermazione. La serie, infatti, non si limita a celebrare il successo di Dump Matsumoto sul ring, ma vuole piuttosto approfondire la sua psicologia, le sue fragilità e la sua costante lotta per trovare un posto nel mondo.
Un’icona pop giapponese, non solo una wrestler
Il successo di Dump Matsumoto va ben oltre il mondo del wrestling. Questa donna inizialmente fragile e timida è destinata a diventa un’icona culturale, un simbolo di ribellione e di empowerment femminile. La serie lo rende presente sin dai primi istanti, ponendo l’accento sulla sua rivalità con le Crush Gals. Uno scontro che culminata nel celebre Hair vs Hair Match, un evento che ha segnato un’epoca, lasciando un’impronta indelebile nella cultura pop giapponese.

L’interessante affresco di un’epoca
The Queen of Villains è molto più di un semplice biopic sportivo. La serie ci regala, infatti, anche un affresco vivido degli anni ’80 in Giappone, un’epoca caratterizzata da grandi cambiamenti e forti contraddizioni. Gli episodi catturano perfettamente l’atmosfera di quegli anni, con i suoi colori sgargianti, la sua musica travolgente e i suoi personaggi eccentrici.
Un racconto corale
Se è vero che la storia di Dump Matsumoto ruba la scena, è anche vero che non è l’unico racconto che la caratterizza. La serie TV non si concentra solamente sul percorso della protagonista ma, anzi, lascia spazio alle storie di altre combattenti, la cui strada si incrocia con la sua. Ogni storia appare, così, importante e determinante, sia per la trasformazione di Kaoru in Dump, che per la trama stessa. Il risultato è una visione ricca e variegata, che non annoia mai.
Il mondo del Wrestling si fa spazio su Netflix
È interessante notare che il wrestling, in particolar modo quello femminile, ha sempre più spazio sulla piattaforma streaming, attirando sempre più attenzione. Prima di The Queen of Villains è accaduto con Glow, serie TV che ha mostrato il wrestling femminile americano, ottenendo un successo tale da essere poi rinnovata per tre stagioni. Ciò che la serie giapponese ci regala è, tuttavia, una visione maggiormente approfondita e veritiera del funzionamento dei combattimenti e della gestione degli incontri da parte di aziende e manager. L’ambientazione storica è, tuttavia, la stessa in entrambe le serie: i coloratissimi anni ’80.

LEGGI ANCHE: The Penguin, Colin Farrell e l’ascesa al trono di Gotham del Pinguino. La recensione della serie in 5 motivi
Vale la pena vedere la serie?
Alla luce dei 5 motivi della nostra recensione, non possiamo che consigliare la visione di The Queen of Villains. La serie Netflix è interessante, avvincente, non banale e porta in scena una storia vera; insomma, un vero e proprio gioiellino!
Immagini nell’articolo dai poster della serie.









