Tutti tranne te, la recensione della commedia romantica in 5 motivi

Redazione 5M

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Tutti tranne te recensione

Arriva al cinema il nuovo film di Will Gluck (Easy Girl, Amici di letto) dal titolo Tutti tranne te, una commedia romantica con Sydney Sweeney e Glen Powell di cui vi proponiamo la recensione in 5 motivi. 

La storia vede protagonisti Ben e Bea, due persone molto diverse caratterialmente che un giorno si incontrano in un bar, iniziamo a parlare e passano insieme la notte più bella della loro vita. Peccato che poi un’incomprensione li allontani, ma niente paura: i due scoprono di avere conoscenze in comune e si ritrovano qualche tempo dopo a un matrimonio a Sydney, in Australia, per festeggiare lei sua sorella e lui la sorella del suo migliore amico. Lontani dalla loro città, Boston, i due continuano a battibeccare, vivendo inoltre momenti a dir poco paradossali e decidendo nel mentre di fingersi fidanzati per scopi differenti: lei vuole allontanare il suo ex storico, lui vuole riconquistare una vecchia fiamma che lo attrae ancora.

Il resto potete benissimo immaginarlo, perché la storia segue il classico svolgimento di una commedia romantica, sicuramente meno brillante di quanto ci aspettassimo, ma piena di citazioni cinematografiche e letterarie.

Le citazioni

Il lungometraggio è liberamente ispirato all’opera Molto rumore per nulla di William Shakespeare, presente ovunque con frasi riconoscibili e nomi di persone e negozi. Il regista, lo ricordiamo, non è nuovo ad attingere dalla letteratura inglese: basti pensare a Easy Girl, una moderna rivisitazione del testo La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne. E poi, prima di entrare nel vivo della recensione di Tutti tranne te, ricordiamo i numerosi richiami a film – soprattutto commedie – noti al grande pubblico, tra cui Titanic (con tanto di scena iconica riproposta in chiave comica), Bridget Jones, Harry, ti presento Sally, Il matrimonio del mio migliore amico e tanti altri. Tutti tranne te è prodotto da Sony Pictures e distribuito nei cinema italiani dal 25 gennaio 2024 da Eagle Pictures.

Tutti tranne te, la recensione del film

La struttura classica (con variante)

Gli amanti delle commedie romantiche apprezzeranno sicuramente Tutti tranne te, perché mantiene la struttura classica e i cliché che caratterizzano il genere: il primo incontro, la notte di passione, l’imprevisto che allontana i due protagonisti fino a odiarsi, ex fidanzati che tornano… Il tutto presenta però un elemento che rende la pellicola più intrigante, donandole anche un pizzico di pepe in più: ogni personaggio – in coppia o da solo – cerca di trarre in inganno altri membri del gruppo, creando spesso equivoci e rendendosi protagonisti di situazioni che sfociano altrettanto facilmente nel demenziale.

L’impostazione è classica, ma i temi trattati guardano alla Gen Z, oltre ad essere universali, perché Ben e Bea rappresentano il modo di vivere le relazioni oggi, con le ansie e le paure del caso, mettendo in luce i conflitti interiori dei giovani e le differenze con le generazioni degli adulti. Dall’atteggiamento dei due protagonisti affiora una evidente incapacità di gestire le proprie emozioni e le relazioni, sia con l’altro sesso sia con i propri genitori (per esempio, Bea che vuole cambiare strada ma non ha il coraggio di dirlo alla madre e al padre, che le hanno già organizzato la vita). Tali argomenti vengono esposti con estrema semplicità e leggerezza (fin troppa in certi casi).

La chimica tra Sydney Sweeney e Glen Powell

Nelle commedie romantiche la chimica tra i due co-protagonisti deve esserci e deve essere dirompente. Qui lo è solo nelle fasi iniziali, perché con il trascorrere del tempo la sensualità diventa sempre più labile, si affievolisce fino a scomparire del tutto. 

Nella recensione di Tutti tranne te prendiamo come esempio La dura verità, una delle commedie più recenti, per raccontarvi cosa avremmo voluto vedere sullo schermo. Nella commedia di cui sopra il ballo tra i due interpreti principali – Katherine Heigl e Gerard Butler – è carico di tensione sessuale. In Tutti tranne te, dove troviamo un momento simile tra Sydney Sweeney e Glen Powell, la resa è decisamente inferiore e lontana anni luce dalla sequenza citata e quindi dall’attrazione reciproca che emerge tra i due protagonisti del primo film.

Al di là di questa scena, la cui inefficacia è dovuta a scelte di regia inadeguate, manca proprio quell’intenso gioco di sguardi, gesti e movimenti che ci aiuta a percepire la nascita di un amore e che troviamo invece in pellicole recenti come Ricatto d’amore, il film con Sandra Bullock e Ryan Reynolds, o Un amore tutto suo, molto incisivo in tal senso, così come L’amore non va in vacanza. Precisiamo però che all’inizio del film, per intenderci nel corso della prima metà, la sensazione è decisamente diversa, tanto che si innesca nella mente quella voglia di conoscere appieno i personaggi, le loro storie e come andrà a finire (anche se a grandi linee già lo sappiamo). Ma, come abbiamo detto, questa carica erotica va a perdersi…

La recensione di Tutti tranne te: la coppia inedita

Per quanto riguarda la recitazione in sé, dobbiamo dire che la Sweeney risulta molto più espressiva di Glen Powell, interpretando le scene come se quei momenti li stesse davvero vivendo e non fosse tutta finzione. L’attore di Hit Man (Richard Linklater), oltre a mostrare il suo fisico statuario, fa il suo e lo fa anche bene, prendendosi in giro quando serve, ma per mimica facciale e reazioni alle situazioni appare meno credibile e naturale rispetto alla collega.

C’è da sottolineare che il corpo di entrambi gli interpreti gioca un ruolo fondamentale nel film. È chiara la volontà del regista di attirare l’attenzione puntando su ciò che i giovani ricercano di più: fisici scolpiti e tonici. Ci chiediamo solo perché andare oltre, mostrare più del necessario, in una scena che poteva tranquillamente concludersi in maniera meno esplicita (l’unica del film che va oltre la visione di fondoschiena e seni), anche visto che quanto detto da Joe Davidson (l’attore che più di tutti regala momenti esilaranti e veste i panni di Beau, attuale fidanzato della ex di Ben) è chiaro e non necessita di una dimostrazione per immagini. 

Una sceneggiatura a tratti brillante

Sebbene la storia di per sé sia poco originale, la sceneggiatura presenta alcune battute intelligenti e spassose, spesso attinenti al rapporto di odio e amore tra i due protagonisti, con qualche trovata a sfondo sessuale mai troppo volgare. In effetti sono proprio queste interazioni, presenti in particolar modo nei primi 45 minuti del film, insieme a un paio di situazioni buffe e inaspettate, a rendere la commedia frizzante e divertente. Peccato che poi questa strada venga messa un po’ da parte con il veloce susseguirsi degli eventi, il che porta con sé dialoghi alquanto banali, superficiali e talvolta imbarazzanti per quanto privi di idee, con sfumature comiche che non arrivano allo spettatore (ma a incidere qui è il pessimo doppiaggio). 

Tale aspetto lo riscontriamo perlopiù nell’ultima mezz’ora e nelle interazioni tra i personaggi principali e quelli secondari, che nel film non vengono valorizzati affatto. Non c’è caratterizzazione, né approfondimento per quanto riguarda le loro storie: si tende a toccare molti eventi del passato e del presente dei protagonisti senza immergersi nelle profondità delle loro vicissitudini. Alcune rivelazioni infatti sembrano inserite a caso, come a voler riempire dei vuoti o donare un minimo di spessore a dei personaggi che però non ne hanno affatto. Quelli secondari poi sono così marginali nel racconto da non aggiungere granché alla trama: in sostanza rappresentano il pretesto perché la messinscena abbia inizio.

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La recensione di Tutti tranne te: un finale scontato

Come in ogni finale che si rispetti, c’è un gesto eclatante che viene compiuto alla fine del film, ma che in Tutti tranne te non presenta la giusta forza comunicativa. È come se il regista avesse fretta di portare la storia a compimento, perché relega a qualche sorriso e una corsetta (anche questo elemento non è certo una novità) – insieme alla goffa e un po’ scopiazzata (una delle famose citazioni cinematografiche) dichiarazione d’amore – l’arduo compito di emozionare e soddisfare il pubblico, un’emozione che però non arriva come dovrebbe. Se non altro, possiamo dirlo, nel finale Ben affronta la sua paura più grande – la scoprirete andando al cinema – per amore, facendo passare il messaggio – ovvio – che l’amore permette di superare ogni ostacolo, ogni limite.

L’immagine di copertina è tratta dal poster ufficiale di Tutti tranne te.