Arriva al cinema il 20 dicembre l’attesissimo Aquaman e il Regno Perduto, il film, l’ultimo del DC Extended Universe, diretto da James Wan e interpretato da Jason Momoa nei panni del protagonista di cui vi proponiamo la nostra recensione in 5 motivi. La storia inizia dopo gli eventi del primo film, quando Aquaman è ormai padre e sovrano di Atlantide. Tuttavia, il malvagio Black Manta riesce a trovare il Tridente Nero, un’antica e potente reliquia atlantidea che ha in sé un potere oscuro e intende usare per vendicare la morte di suo padre. Il nostro eroe dovrà chiedere aiuto a suo fratello Orm per impedire al nemico di distruggere lui e tutto ciò che ama.
Nel cast, oltre a Momoa, sono presenti Patrick Wilson, Amber Heard, Yahya Abdul-Mateen II e Nicole Kidman, tra gli altri. Di seguito potete vedere il trailer ufficiale del film DC:
Aquaman: la recensione in 5 motivi
Anche i rumori diventano spettacolo
Nella recensione di Aquaman e il Regno Perduto vogliamo partire dalla dirompente colonna sonora che trasforma pure il suono più distante, che sia esso di accompagnamento per dare spessore alle scene o dovuto alla messa in funzione di macchinari e navicelle, da una melodia in qualcosa di più. Anche ciò che nella vita reale percepiremmo come un semplice rumore di sottofondo, qui viene amplificato all’ennesima potenza, contribuendo spesso a creare una buona dose di suspense mista a un senso di euforia.
L’ambientazione mozzafiato
Nel secondo film di Aquaman ritroviamo una costruzione del fondale marino degna di nota, dove anche gli animali che abitano Atlantide, così come tutta l’ambientazione di contorno – dalle isole al posto in cui Orm è rinchiuso – affascinano a livello visivo, soprattutto quando vengono mostrati i danni provocati dal villain (e dall’uomo) e tutto assume un aspetto differente, diventa altro, talvolta comportandosi semplicemente in maniera diversa dalla sua vera natura. È qui lo spettacolo, fatto di colori, forme, dimensioni, paure e sorprese.
La profondità degli abissi, inoltre, è messa in risalto da una fotografia suggestiva che fa largo uso di colori tetri, volti a sottolineare sia la maestosità del luogo, sia la pericolosità di certi eventi quando necessario. Insomma, aiuta a capire se chi guarda può aspettarsi qualcosa di buono o meno. Infine, non potrete che meravigliarvi con le panoramiche riprese dall’alto.
L’interpretazione di Yahya Abdul-Mateen II
Nella recensione di Aquaman e il Regno Perduto non vogliamo citare ogni interprete del film perché avrebbe poco senso farlo. Preferiamo concentrarci sull‘interpretazione di Yahya Abdul-Mateen II nel ruolo di Black Manta, già presente nel primo film e tornato per pareggiare i conti con il legittimo Re di Atlantide. Precisando che abbiamo visto il film in versione originale e quindi non sappiamo se con il doppiaggio renderà allo stesso modo, possiamo dirvi che l’attore spicca tra tutti e si cala perfettamente nei panni del cattivo, non solo a livello espressivo attraverso lo sguardo e il mood aggressivo che lo caratterizza per tutto il tempo, ma anche con il tono della voce, così profondo e in linea con il ruolo da entrare dritto nella mente di chi osserva.
Gli effetti speciali e la suspense
Gli effetti speciali e la suspense si legano perfettamente. Nel film la tensione gioca un ruolo fondamentale ed è data in particolare dagli esaltanti effetti speciali che accompagnano le scene d’azione, ma anche dai silenzi che precedono i momenti più inattesi. Certo, risvolti scontati ce ne sono e anche tanti, ma la suspense che viene a crearsi fa quasi dimenticare ciò che non colpisce affatto della trama poco originale.
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La famiglia prima di tutto
Infine, nella recensione di Aquaman e il Regno Perduto non possiamo tralasciare l’evoluzione del rapporto tra i due fratelli, Orm e il protagonista. Senza svelarvi troppo, possiamo dire che i due vivranno attimi di pace e collaborazione e situazioni in cui la loro relazione sarà messa a dura prova, portando in superficie un passato mai del tutto superato, in particolare da uno dei due, e lasciando lo spettatore nel dubbio di come andrà a finire fino agli ultimi istanti. Il film dimostra come le azioni e le parole delle persone vicine a entrambi i fratelli, ma anche quelle degli stessi co-protagonisti, possano cambiare il corso degli eventi anche in un secondo momento, e come il legame di sangue abbia un impatto rilevante sull’intera storia narrata.
Vorremmo dirvi di più sui temi trattati, sul significato di questo “ponte” che più volte viene citato e troverà la vera risposta nel finale, e sulle battute volte a far ridere ma che solo di rado riescono nell’intento. Preferiamo però fermarci qui. Cosa state aspettando? Correte al cinema a vedere Aquaman, il film distribuito da Warner Bros.
L’immagine di copertina è tratta dal poster ufficiale di Aquaman e il Regno perduto.









