Abbiamo visto il primo episodio di A Man on the Inside, la nuova serie Netflix creata da Michael Schur, e siamo pronti a darvi la nostra recensione senza spoiler. Questa commedia, che mescola giallo a una storia toccante, vede Ted Danson nel ruolo del protagonista, un uomo che cerca di dare una svolta alla sua vita dopo la morte di sua moglie. Ma vale la pena vederla?
A Man on the Inside, la trama della serie TV
Prima di addentrarci nella recensione di A Man on the Inside, ricordiamo la trama della serie TV Netflix. Protagonista della storia è Charles, un professore in pensione alla ricerca di un nuovo scopo nella vita dopo la morte della moglie. Seguendo il consiglio di sua figlia, Charles decide di cercare un lavoro. Motivo per il quale risponde a un annuncio per diventare assistente di un’investigatrice privata.
L’incarico si rivela ben presto più complesso del previsto: Charles viene coinvolto in un’operazione sotto copertura all’interno di una lussuosa casa di riposo di San Francisco. Fingendosi un nuovo ospite, dovrà infiltrarsi nella comunità di anziani per raccogliere prove su un prezioso gioiello rubato. La permanenza nella Casa di riposo diventerà in poco tempo più di una semplice missione: il protagonista inizierà a stringere amicizie e riscoprire sentimenti che pensava fossero assopiti per sempre.

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La recensione della serie TV A Man on the Inside in 5 motivi
Umorismo e drammaticità si fondono perfettamente
A Man on the Inside è una spy story che non si prende però troppo sul serio. I toni sono sin da subito leggeri, seppur mai superficiali o demenziali. E si mantengono tali anche quando si citano eventi drammatici, come la morte di una persona cara. C’è una fusione perfetta tra elemento comico ed elemento drammatico che riesce a rendere la serie TV un racconto fluido e di gusto.
Temi importanti trattati con delicatezza
Se la prima caratteristica della serie è questa duplicità che convive serenamente all’interno del racconto, l’altra, e forse più importante, è la presenza di tematiche di peso, che vengono trattate senza la drammaticità che ci si aspetterebbe. La morte, la solitudine degli anziani, la paura di lasciare questo mondo da soli, sono i temi che A Man on the Inside tratta con una delicatezza e una dolcezza toccanti. Per di più, a raccontarli e viverli in prima persona è proprio un coetaneo dei residenti della casa di riposo. Un espediente che contribuisce a rendere i sentimenti espressi ancora più d’impatto.
Ted Danson protagonista perfetto
Ted Danson è infatti perfetto per il ruolo di Charles. Non solo per l’età, come dicevamo, ma soprattutto per il suo vissuto. Nonostante abbia una figlia, Charles è vedovo e vive da solo, senza un particolare scopo di vita, in una grande casa. Questo lo rende sì perfetto per il lavoro di spia, ma soprattutto per impersonare tutte le tematiche prima citate. La fisicità dell’attore e il suo talento sullo schermo fanno poi il resto.

Un messaggio d’impatto
C’è un messaggio che la serie TV sembra lanciare sin dal suo primo episodio, ovvero che la vita può sorprenderci anche quando dalla società (e da te stesso) è creduta ormai agli sgoccioli. A Man on the Inside fa ancora di più: dona speranza. C’è sempre una nuova possibilità in attesa, qualsiasi sia la tua età: è questo ciò che Charles incarna.
Una storia perfetta per Natale
Nonostante A Man on the Inside non sia ambientata a Natale, la storia e il modo in cui le tematiche sono trattate la rendono un contenuto perfetto per questo periodo e adatto a tutta la famiglia.
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Vale la pena vedere la serie?
Alla luce dei 5 motivi della nostra recensione, secondo noi vale assolutamente la pena guardare A Man on the Inside, preparandosi a versare anche qualche lacrima.
Immagini nell’articolo dalle foto ufficiali della serie (via Netflix).









