Abbiamo visto il primo episodio di Apple Cider Vinegar, una nuova serie TV Netflix basata su una storia vera, e ve ne parliamo nella nostra recensione senza spoiler. Questa miniserie drammatica australiana è tratta dal libro The Woman Who Fooled the World di Beau Donelly e Nick Toscano e porta in scena una storia al limite dell’assurdo proprio perché basata su fatti reali.
La trama della serie
Prima di addentrarci nella recensione di Apple Cider Vinegar, vi raccontiamo brevemente di cosa parla la serie. Protagonista è Belle Gibson, una giovane donna che, grazie alla storia della sua malattia e alla sua apparente resilienza, diventa un’influencer di successo. Attraverso i suoi profili social, promuove infatti uno stile di vita sano e naturale, basato su una dieta equilibrata e altri rimedi naturali. La sua rinascita è ispirazione per migliaia di persone in tutto, in particolare ai malati di cancro. Quella che però sembra quasi una favola è, in realtà, tutta una menzogna. Belle non ha mai avuto il cancro e ha anzi inventato tutto per attirare l’attenzione e guadagnare denaro. Quando la verità viene a galla, porta con se conseguenze tanto sorprendenti quanto disastrose.

La recensione della serie TV Apple Cider Vinegar in 5 motivi
La forza del true crime
Come accennato in apertura, quella di Apple Cider Vinegar è una storia vera. Netflix, che ha ormai ben compreso la potenza del true crime e l’interesse che suscita nel pubblico, ha deciso di scandagliare sul piccolo schermo l’imbroglio di Belle Gibson. Lei è la donna che ha inventato un cancro al cervello e ha sfruttato la malattia per un tornaconto personale fatto di fama e denaro. Una storia che trova il suo bacino di diffusione nel mondo dei social, che nei primi anni 2000 non è ancora importante e radicato quanto oggi, ma che si sta comunque diffondendo a macchia d’olio. Questo embrione di mondo virtuale, che ascolta e ti dà attenzione, diventa per Belle l’ambiente perfetto per avere la luce che agogna. E nulla, neanche l’etica e la propria integrità, hanno peso di fronte all’accettazione e, ancor di più, all’ammirazione di migliaia di persone senza volto.
Una narrazione frammentata che confonde (a tratti)
È impossibile non notare sin dai primi minuti che la serie fa utilizzo di una narrazione non lineare per raccontare le vicende della protagonista. In parole povere, il racconto si muove su varie linee temporali. L’obiettivo è quello di regalare al pubblico una visione a 360° di ciò che è accaduto e di come si è arrivati alla rivelazione della truffa di Belle. Se il fine è certamente pregevole, il risultato sullo schermo è una narrazione che sembra sempre interrompersi sul più bello, spezzando la storia e creando nello spettatore un po’ di confusione. Certo, il ritmo è sicuramente interessante e incalzante, tuttavia risulta talvolta un tecnicismo più estetico che funzionale.
Un potente spunto di riflessione
È chiaro che la volontà di Apple Cider Vinegar, oltre al puro intrattenimento, è di andare oltre il semplice racconto di una truffa, offrendo al pubblico una profonda riflessione sulla natura umana. O, ancora di più, sul potere dei social media e sull’importanza della verità in questo mondo virtuale. La serie ci invita a interrogarci su come siamo arrivati a credere così facilmente a una bugia e quali conseguenze, anche quelle che ci sembrano più innocenti, possono avere.
Una serie TV profondamente pop
Il mondo social pervade la serie anche nell’estetica. La scena principale ha spesso la forma dello schermo di un cellulare, tra notifiche, commenti e like del pubblico delle nostre protagoniste. Questo aspetto molto pop è sottolineato dalla musica che fa da sfondo alla serie sin dai primi istanti del primo episodio, in cui Belle si presenta al pubblico con una coreografia sulle note di Toxic di Britney Spears. L’insieme crea un’atmosfera in evidente (e voluto) contrasto con le tematiche drammaticamente serie della storia.
Due protagoniste perfette
Una menzione positiva va sicuramente al cast principale della serie. Le attrici Kaitlyn Dever e Alycia Debnam-Carey sono protagoniste di un’ottima performance, riuscendo a trasmettere al pubblico tutte le sfumature dei loro personaggi. Se Dever, nel ruolo di Belle Gibson, riesce bene a catturare la complessità di una figura ambigua e manipolatrice, la sua collega ci immerge nella lotta senza resa contro la malattia.

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Vale la pena vedere la serie? La recensione in breve
Apple Cider Vinegar risulta una serie TV interessante e intrigante, trainata in modo determinante dall’elemento true crime. Il cast appare all’altezza del prodotto finale che, a parte qualche stonatura, sembra promettere al pubblico una storia ricca di colpi di scena e spunti di riflessione.
Immagini nell’articolo dalle foto ufficiali della serie Netflix.









