Ghostbusters: Minaccia Glaciale, la recensione del film in 5 motivi

Redazione 5M

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Ghostbusters - Minaccia glaciale recensione film

È al cinema Ghostbusters – Minaccia Glaciale, il film diretto da Gil Kenan e scritto da quest’ultimo e Jason Reitman, di cui vi proponiamo la recensione in 5 motivi. Dopo gli eventi di Ghostbuster: Legacy, la famiglia Spengler decide di lasciare Summerville, Oklahoma, per tornare dove tutto ha avuto inizio, l’iconica caserma dei pompieri di New York, e aiutare gli originali acchiappafantasmi, che hanno sviluppato un laboratorio di ricerca top-secret sui fantasmi e sul paranormale. Tuttavia, quando la scoperta di un antico manufatto scatena una forza malvagia, i vecchi e i nuovi Acchiappafantasmi devono unire le forze per proteggere la loro casa e salvare il mondo da una nuova era glaciale.

Il cast del quinto film del franchise include: Mckenna Grace (Phoebe Spengler), Finn Wolfhard (Trevor Spengler), Paul Rudd (Gary Grooberson), e Carrie Coon (Callie Spengler). Con loro anche Bill Murray (Peter Venkman), Dan Aykroyd (Ray Stantz), Ernie Hudson (Winston Zeddemore), Annie Potts (Janine Melnitz), e William Atherton (il sindaco Walter Peck). Chiudono il team di attori Kumail Nanjiani (Nadeem Razmaadi), Patton Oswalt (Hubert Wartzki), Celeste O’Connor (Lucky Domingo), e James Acaster (Lars Pinfield).

Ghostbusters – Minaccia glaciale, la recensione in 5 motivi

Una sceneggiatura debole

Nella recensione di Ghostbusters: Minaccia glaciale partiamo col dire che la sceneggiatura si perde in cliché ed è debole. Presenta sottotrame fragili che non sono approfondite a dovere – una è così intrigante che alla fine speri di scoprire più dettagli ma resti deluso per la superficialità con cui viene portata avanti -, ed è priva di idee originali. Il film è ricco invece di rimandi al passato, pure troppi per riuscire a creare qualcosa di veramente nuovo e originale per gli appassionati del franchise.

Seppure non manchino piccoli e sporadici momenti divertenti, dati perlopiù da alcune interazioni tra personaggi, battute ed espressioni che in fondo un sorriso lo assicurano (ma non aspettatevi grasse risate), non sono abbastanza per tenere incollati gli spettatori alla poltrona. Mancano proprio dei veri e propri guizzi in grado di renderlo innovativo, emozionante e travolgente agli occhi dei più, ma anche quella voglia di intrattenere e di sorprendere il pubblico.

Tra ritmo e prevedibilità

È da dire però che il ritmo narrativo è leggermente più incalzante rispetto al primo film con la nuova generazione – Ghostbusters: Legacy – ma come nel precedente non accade nulla di che al suo interno – il progetto infatti risulta alquanto piatto e a tratti soporifero – e in questo caso tutto, o quasi, sembra messo lì per ricreare l’effetto nostalgia e riempire vuoti (di idee soprattutto). Un vero peccato, perché dopo la prima scena ci si aspettano fulmini e saette, visto che l’azione e l’adrenalina sono i veri protagonisti dell’apertura. E invece così non è. Il finale poi viene portato per le lunghe ed è decisamente prevedibile (e abbastanza statico), tanto quanto il modo in cui gli Acchiappafantasmi affrontano il “mostro”, perché non aggiunge granché a quanto già visto in passato.

Personaggi senza spessore

Se pensiamo a Ghostbusters: Legacy, dove comunque l’intenzione era quella di puntare sulla nostalgia con il gran ritorno del cast originale, qui anche tale trovata non ha più lo stesso impatto emotivo. Ma il problema più grande è che i personaggi, tutti – veterani e nuovi -, non sono ben caratterizzati, in particolare sotto l’aspetto psicologico e umano, e sono privi di una personalità capace di emergere nel caos calmissimo della storia, seppure le performance degli attori meritino una menzione speciale. È proprio la scrittura di essi che non funziona (in quanto molto superficiale) e il ruolo che nella pellicola ricoprono, quasi nullo se ci soffermiamo sui veterani – inseriti solo per mostrarci che sono effettivamente presenti nel film. E tutto ciò porta anche ad avere difficoltà nell’empatizzare con i personaggi stessi.

Kumail Nanjiani spicca su tutti

Come abbiamo già accennato nella nostra recensione di Ghostbusters – Minaccia glaciale, il cast è bravo e attento, con Finn Wolfhard che dimostra ancora una volta di sapersi muovere bene davanti alle telecamere (dopo anni di Stranger Things non ci sorprende). A spiccare su tutti però è il comico Kumail Nanjiani nelle vesti di Nadeem, il personaggio che più di tutti crea quel senso di leggerezza che dovrebbe essere alla base del franchise ma che qui risulta assai debole. Eppure lui riesce a regalare i momenti più divertenti, e lo fa con una naturalezza che convince.

Citazioni e camei per i fan

Al di là di quanto già detto nella recensione di Ghostbusters – Minaccia glaciale, ai fan del franchise che invece vanno al cinema non per ricercare la novità ma per immergersi ancora una volta nelle location (è ambientato a New York e infatti torna protagonista la caserma dei pompieri), negli strumenti e mezzi adottati in passato dagli Acchiappafantasmi e in situazioni già percorse in precedenza non possiamo che augurare una buona visione, assicurandogli che non resteranno delusi dal risultato (ma rimane il problema del ritmo rallentato e di una sceneggiatura inconsistente) tra citazioni evidenti e onnipresenti e i camei dei veterani che, rispetto a Ghostbusters: Legacy, hanno un maggior spazio seppure troppo limitato per soddisfare gli spettatori.

Ricordiamo che il film è al cinema dall’11 aprile ed è distribuito in Italia da Eagle Pictures.

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L’immagine di copertina è tratta dal poster ufficiale del film Ghostbusters – Minaccia glaciale.