Godzilla e Kong – Il nuovo impero, la recensione del film in 5 motivi

Rosanna Donato

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È nelle sale italiane il nuovo film Godzilla e Kong – Il nuovo impero, diretto da Adam Wingard e di cui vi proponiamo la recensione in 5 motivi. La storia dà seguito allo scontro esplosivo di Godzilla vs. Kong con una nuovissima avventura che vede l’onnipotente Kong e il temibile Godzilla combattere fianco a fianco contro una colossale minaccia sconosciuta che si cela nel nostro mondo, mettendo a dura prova la loro stessa esistenza e quella di tutta l’umanità. Nel cast ricordiamo la presenza di Rebecca Hall, Kaylee Hottle, Dan Stevens e Brian Tyree Henry tra gli altri.

Godzilla e Kong – Il nuovo impero, la recensione in 5 motivi

Un equilibrio precario

Nella recensione di Godzilla e Kong – Il nuovo impero partiamo col dire che sono i tempi narrativi mal gestiti, alcuni eventi illogici e trovate nemmeno tanto originali a farci storcere il naso. Sono King Kong e Godzilla i veri protagonisti della storia a partire dalle prime battute, ma il regista, come nel film crossover precedente, si concentra maggiormente sul primo Titano, approfondendone anche l’aspetto umano nei dettagli. La caratterizzazione di Godzilla invece viene lasciata da parte, dando vero spazio al kaiju solo nel lungo e travolgente finale.

Nel film manca equilibro tra la parte iniziale e quella finale. Il lungometraggio comincia in maniera alquanto rallentata per poi mantenere un ritmo altalenante nel mezzo e serrato dall’ultima mezz’ora in poi. Questo sbilanciamento porta ad un appiattimento della pellicola che svanisce solo durante le lunghe sequenze d’azione finali, la cui durata eccessiva potrebbe stancare a lungo andare i meno appassionati del genere, che magari sono al cinema per accompagnare i figli, i fidanzati o gli amici.

È evidente la volontà del regista di concentrarsi più sulla spettacolarizzazione degli eventi e la rappresentazione della maestosità dei kaiju (parliamo di inquadrature meravigliose volte a esaltarne le misure e la potenza fisica) che sulla scrittura dei personaggi umani e dei momenti più emotivamente forti che li vedono coinvolti, ma di quest’ultimo aspetto vi parleremo in un secondo momento nella recensione di Godzilla e Kong – Il nuovo impero.

Gli umani in secondo piano

Parlavamo di quanto il lato emotivo venga messo da parte per lasciare spazio all’azione. Non è certo questo squilibrio tra le parti a incidere sulle difficoltà di empatizzare con i personaggi, ma piuttosto la scrittura di essi e la meccanicità degli eventi. L’attenzione è rivolta verso la preparazione dei Titani alla guerra finale contro Skar King, mentre gli umani restano a guardare. Tra questi ultimi vige una certa freddezza nel modo di relazionarsi gli uni con gli altri, e lo notiamo in particolare nei rapporti tra Trapper e la Dottoressa Andrews e tra quest’ultima e la piccola Jia.

Nemmeno nella scrittura i personaggi umani e le vicende a loro attinenti sono inquadrati a dovere: non c’è proprio la volontà di dargli spessore e scavare a fondo nelle storie personali, come se questi elementi fossero del tutto superflui al fine del racconto. È per questo motivo che le persone e tutto ciò che le riguarda risultano meno interessanti dei “mostri”. Trattandosi di un film del MonsterVerse, non è una mancanza così rilevante, perché ciò che conta davvero è l’azione, ma dare il giusto spazio e approfondire alcune dinamiche (specie la storia di Jia) e renderle più autentiche e impattanti visivamente ed emotivamente avrebbe sicuramente giovato al film.

Il suono e l’azione

Inutile girarci intorno: la messa in scena è a dir poco esaltante, soprattutto per gli appassionati del genere che si troveranno a meravigliarsi di fronte ad ambientazioni mozzafiato (con riprese dall’alto molto suggestive) e scene di grande impatto visivo, la cui forza è data anche dai suoni emessi dagli stessi kaiju e da una colonna sonora dirompente (quasi onnipresente) che le accompagna. Insomma, gli scontri tra i due Titani sono grandiosi, quindi se andate al cinema per vedere personaggi lanciati in aria, lotte corpo a corpo che lasciano il segno e teste staccate è un film che sicuramente fa al caso vostro. Sotto questo punto di vista Godzilla e Kong – Il nuovo impero diverte e coinvolge, ma è abbastanza?

I legami efficaci

A colpire più di ogni altra cosa, e già solo per questo il film merita almeno una possibilità, sono i legami che si instaurano tra Kong e Baby Kong e tra il Titano e la piccola Jia. Sono due connessioni differenti ma entrambe ben affrontate, dove non serve la parola per comprenderne l’evoluzione. Ed è proprio questo che affascina: loro si capiscono e noi li comprendiamo attraverso i loro gesti e sguardi, a dimostrazione che i fatti sono più significativi delle parole stesse.

I due legami cambiano in maniera lenta e graduale, in particolare quello tra Kong e Baby Kong, prima acerrimi nemici (con la piccola scimmia più diffidente del Titano stesso) e poi… Ritroviamo un Re ancora più umano, protettivo, espressivo (la solitudine che vive si percepisce dai suoi occhi) e in grado di capire le reazioni altrui e agire con la giusta attenzione.

Kong e Jia

Tra Kong e la bambina, invece, la connessione è ancora più profonda e per certi aspetti magica: entrambi cercano le proprie origini, la famiglia, il proprio posto nel mondo. Ed entrambi lo trovano nello stesso momento ma in due luoghi differenti della stessa Terra Cava. Non solo, perché i due personaggi sono accomunati dall’impossibilità di comunicare con la voce, il che rende il loro legame ancora più delicato e coinvolgente a livello emotivo.

Insomma, il film non è solo azione, ma già ve lo avevamo detto. Peccato che il rapporto tra Jia e sua madre sia così freddo e privo di slancio da non suscitare emozioni nella stessa misura di quelle già citate. Solo nell’ultima scena, quando c’è da prendere una decisione particolarmente difficile e la bambina compie la sua scelta, usando segni/parole abbastanza banali ma forti, qualcosa si smuove. Per tutto il resto del film, però, le due sembrano lontane anni luce l’una dall’altra per quanto riguarda l’aspetto emotivo.

I personaggi di Brian Tyree Henry e Dan Stevens

Nella recensione di Kong e Godzilla – Il nuovo impero vogliamo soffermarci sui ruoli di Brian Tyree Henry e Dan Stevens, gli unici due personaggi che portano un po’ di brio e sorrisi nella storia. Gli altri attori, a partire da Kaylee Hottle e Rebecca Hall, appaiono poco espressivi e innaturali. Brian Tyree Henry torna a interpretare Bernie Hayes, mentre Dan Stevens ricopre i panni di Trapper, una sorta di Ace Ventura dei nostri giorni. Sono i due attori a spezzare i momenti di noia e ad alleggerire la tensione che si respira tra i personaggi, tra l’altro immotivata, talvolta con qualche battuta di poco senso in quel dato contesto ma molto funzionale se l’idea di base è quella di far ridere il pubblico del MonsterVerse con l’assurdo.

In conclusione

In conclusione possiamo dire che il film non deluderà gli appassionati del MonsterVerse per quanto riguarda le scene d’azione e i momenti epici (Godzilla al Colosseo ne è un esempio) e l’attenta caratterizzazione di Kong in ogni suo aspetto (sembra quasi più umano degli umani stessi). Va detto però che la sceneggiatura è molto debole e diventa alquanto prevedibile ad un certo punto della storia, in particolare nella dinamica che vede protagonista la piccola Jia. Ricordiamo che il film è nelle sale italiane dal 28 marzo ed è distribuito da Warner Bros. Pictures.

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L’immagine di copertina è tratta dal poster ufficiale del film Godzilla e Kong – Il nuovo impero.