Con l’anno nuovo arriverà nelle sale l’ultimo lungometraggio tratto dall’universo creato da J. R. R. Tolkien. Dopo la serie Amazon Gli Anelli del Potere, l’1 gennaio 2025 uscirà in Italia La Guerra dei Rohirrim, una particolare collaborazione giappoamericana prodotta da Warner Bros e New Line Cinema. Si tratta infatti di un film d’animazione diretto da Kenji Kamiyama (Ghost in the Shell: Stand-Alone complex), cresciuto sotto l’ala di un mostro sacro del genere come Mamoru Oshii. Nel cast grandi nomi come quello di Brian Cox (Braveheart, Troy), oltre al ritorno di Miranda Otto nel ruolo di Eowyn. Abbiamo visto il film La Guerra dei Rohirrim in anteprima e siamo pronti a dirvi la nostra attraverso una classica recensione in 5 motivi.
Di cosa parla la trama de La Guerra dei Rohirrim?
Un’introduzione narrata dalla voce di Eowyn stessa (Miranda Otto) ci racconta che, oltre 180 anni prima che l’Unico Anello giungesse nelle mani di Bilbo Baggins, il regno di Rohan fu sconvolto da una grande guerra. Protagonista di questi eventi è Hera (Gaia Wise), unica figlia di Helm Mandimartello (Brian Cox), leggendario re di Rohan, e sorella di Haleth e Hama. Hera è indomita e testarda e desidera unicamente l’avventura, andando in contrasto col destino che la vorrebbe sposata a un qualche nobile. Proprio uno di questi, Freca, re dei Dunlandiani, giunge alla reggia di Edoras per proporre le nozze tra la giovane e Wulf (Luke Pasqualino), il suo primogenito. Helm rifiuta, conscio che Freca (Shaun Dooley), il cui popolo è in lotta con gli uomini di Rohan da secoli, punti unicamente al suo trono. Ne nasce una una sfida tra i due regnanti, in cui Freca perde malauguratamente la vita.

Wulf, bandito da Rohan, giura vendetta, tornando anni dopo alla guida di un vasto esercito di selvaggi delle colline per mettere a ferro e fuoco Edoras. Helm e il suo popolo sono così costretti a ritirarsi a Borgocorno, l’impenetrabile fortezza che avrebbe poi preso il nome di Fosso di Helm…
La guerra dei Rohirrim, la recensione in 5 motivi
Una trama sin troppo scontata
Partiamo subito dal problema più grande della pellicola: la trama. O meglio, uno dei due, ma all’altro ci arriveremo presto. Purtroppo ogni turning point nella sceneggiatura de La Guerra dei Rohirrim può essere previsto dallo spettatore con svariati minuti di anticipo. Il lavoro di Jeffrey Addiss, Will Matthews, Phoebe Gittins e Arty Papageorgiou non brilla praticamente mai per originalità, offrendo una storia che segue pedissequamente i topos tipici del genere. Le scelte di alcuni personaggi, inoltre, risultano francamente incomprensibili e giustificabili solo dalla necessità di far progredire la trama.
Purtroppo temiamo che ciò sia stato dettato dalla volontà di Warner Bros di stringere i tempi della produzione. Il tutto per permettere a New Line Cinema di mantenere i diritti delle opere di Tolkien, che altrimenti sarebbero scaduti. Un vero peccato. A questo si aggiunge il fatto che la vicenda narrata, raccolta nelle Appendici de Il Signore degli Anelli, copre lo spazio di sole tre pagine. Davvero troppo poco per trarne una sceneggiatura quantomeno interessante per un film di quasi 2 ore.
Hera, altresì detta “Eowyn ma peggio”
L’altra criticità del film La Guerra dei Rohirrim, evidenziata in sede di recensione, riguarda la stessa protagonista, Hera. Il personaggio è stato “inventato” apposta per il film (mettiamo le virgolette perchè sì, è citata nelle opere una figlia senza nome di Helm, ma appunto di lei non si sa praticamente niente). Il risultato è quello di trovarsi per le mani una sorta di copia carbone di Eowyn, ma senza molto di ciò che la rendeva un personaggio memorabile. Hera è purtroppo molto bidimensionale e relegata a mero ausilio ai fini della trama. Il film ce la mette davvero tutta per darle profondità, ma il tentativo riesce in scarsissima misura.

Il piatto Cast de La Guerra dei Rohirrim
In generale, si fa fatica a empatizzare con quasi tutti i personaggi visti in scena, tra cliché e scarna scrittura. Wulf, ad esempio, è un cattivo monodimensionale e chiuso unicamente nel suo desiderio di vendetta. Helm, una figura mitologica nell’opera originale, è spesso ridotto a monarca testardo e il film purtroppo fatica a rappresentarlo come dovrebbe. Frealaf, cugino di Hera, è unicamente il classico cavaliere leale ma ingiustamente bandito dal regno (qualcuno ha detto Eomer?).
Purtroppo ogni personaggi ha un retrogusto di già sentito, di già visto. O, ancor peggio, ha una controparte “migliore” ne Il Signore degli Anelli.
Un gradito ritorno nella Terra di Mezzo
Tra i lati positivi de La Guerra dei Rohirrim c’è però senza dubbio quello di poter tornare, dopo anni, in quella Terra di Mezzo raccontataci da Peter Jackson. Sul film ha infatti lavorato gran parte del team creativo dietro alla originale trilogia. Colpisce soprattutto il comparto sonoro, con le indimenticabili musiche composte da Stephen Gallagher a trasportarci immediatamente nell’opera di Jackson.
Buono il lavoro di Voice Acting dei doppiatori originali, sebbene in alcuni momenti risulti un po’ sconnesso dall’espressione dei personaggi. Più un “problema” di animazione, in realtà. Quello italiano, invece, risulta un po’ privo di mordente.
LOTR + Anime
L’esperienza di Kenji Kamiyama nel mondo dell’animazione si nota in ogni singolo frame de La Guerra dei Rohirrim. La combinazione tra tecnica tradizionale e motion Capture stupisce, così come gli splendidi fondali. Dalle torreggianti montagne innevate ai confini di Rohan, fino alla Torre di Isengard, tutto è disegnato talmente bene da far strabuzzare gli occhi. Incredibile è anche il livello dei dettagli delle armature dei soldati, così come l’intricata “scultura” delle mura del Fosso di Helm.

Se, tuttavia, volessimo proprio cercare il pelo nell’uovo, il forte stacco tra i personaggi e lo sfondo in alcuni casi disturba un po’. Come se i due elementi non si amalgamassero alla perfezione. Altro punto debole, ma si tratta di un’inezia, è il comparto CGI, non proprio allo stato dell’arte.
Vale la pena di vedere La Guerra dei Rohirrim?
Purtroppo il lavoro di Kenji Kamiyama delude un po’ le aspettative. La trama, scritta da Jeffrey Addiss, Will Matthews, Phoebe Gittins e Arty Papageorgiou pecca di originalità e i personaggi odorano un po’ di stantio. Hera, inoltre, è una protagonista sin troppo stereotipata e bidimensionale per attrarre reale empatia nello spettatore, e funge unicamente da ausilio per lo scorrere della trama. A brillare è però il lato artistico, con una Terra di Mezzo tratteggiata splendidamente in stile anime.
Purtroppo, come detto in sede di recensione, il film La Guerra dei Rohirrim risulta un prodotto che può apparire sbrigativo e affrettato, in parte anche per mere logiche commerciali. Un vero peccato. Se comunque vorrete dargli una possibilità, potete trovare anche l’edizione Home video in 4K UHD su Amazon.













