Musica, spiriti e vampiri in I Peccatori, la recensione del film in 5 motivi

Roberto Ciucci

I Peccatori, la recensione del film in 5 motivi

Si scrive Ryan Coogler, si legge Michael B. Jordan. Per la quinta volta su cinque (dopo Fruitvale, Creed e il dittico wakandiano di Black Panther) il duo californiano si ritrova assieme sul set per I Peccatori, protagonista della recensione di oggi. Il cineasta californiano offre al pubblico la sua visione del Mississippi degli anni ’30, tra blues, piantagioni di cotone, segregazione razziale e… vampiri. Sì, perchè in questa commistione di generi c’è spazio anche per l’horror. Nel cast Hailee Steinfeld, Wunmi Mosaku, Delroy Lindo, Jack O’Connell e Miles Caton. Distribuito da Warner Bros, il film arriva nelle sale il 17 aprile 2025. Pronti a esplorare lo sconfinato e misterioso Delta del Mississippi?

Di cosa parla la trama de I Peccatori?

I gemelli Smoke e Stack (Michael B. Jordan), segnati dai trascorsi nella Prima Guerra Mondiale, tornano a casa a Clarksdale, Mississippi, dopo aver tentato la fortuna come gangster nella Chicago di Al Capone. Il loro piano prevede di aprire un Juke Joint, un locale dove poter suonare musica, ballare e vendere alcolici. Nonostante la lunga assenza, il loro passato non li ha dimenticati. Tra vecchi amori, come Annie (Wunmi Mosaku) e Mary (Hailee Steinfeld), e i compagni di scorribande Cornbread (Omar Benson Miller) e Delta Slim (Delroy Lindo), il duo prova a portare a compimento l’impresa acquisendo una vecchia segheria da un losco figuro associato al Ku Klux Klan.

A loro si aggiunge il cugino Sammie Moore (Miles Caton), figlio del reverendo locale e dotato di un talento innato per suonare la chitarra. Un dono talmente grande da rendere la musica quasi viva e in grado di squarciare il velo tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti… e di attirare i demoni. Non è quindi un caso che il vampiro Remmick (Jack O’Connell) si interessi al giovane Sammie…

I Peccatori: la recensione del film in 5 motivi

Doppio Michael B. Jordan

Rapisce lo sguardo la strabiliante resa dei due gemelli Smoke e Stack, entrambi interpretati con (sorprendente) bravura da Michael B. Jordan. Il pupillo di Coogler si districa in un doppio ruolo in cui può mettere in mostra le proprie doti attoriali con due personaggi identici ma allo stesso tempo opposti. Due lati della stessa medaglia: uno saggio, l’altro istintivo; uno avventato, l’altro più pacato. La coppia interagisce in scena come fosse formata davvero da due attori in carne e ossa. Non solo parlandosi, ma anche passandosi oggetti e condividendo con estremo realismo lo spazio. L’utilizzo della CGI per sostituire il doppio di Jordan è ben mascherata dal contesto e il risultato è decisamente uniforme e credibile.

I Peccatori, la recensione del film in 5 motivi

Delta Blues

Basamento e allo stesso tempo colonna portate del film è la musica, in particolare il blues nato proprio nel Delta del Mississippi nei primi decenni del Novecento. Coogler si affida al compositore svedese Ludwig Göransson, che regala al film uno score da brividi. Un crescendo di pezzi sempre più carichi emotivamente, trascinati dalle corde della chitarra di Sammie. Impossibile non cogliere in ciò un riferimento alla leggenda di Robert Johnson, storico bluesman proveniente proprio da quelle zone. Si dice che il famoso chitarrista, tra i padri fondatori del genere e spirato in circostanze misteriose a soli 27 anni, abbia venduto l’anima al diavolo al un crocevia in cambio di un talento quasi sovrannaturale.

“Se danzi col diavolo, finisce che quello ti segue a casa”

Il (didascalico, va detto) monologo iniziale del film ci spiega la leggenda legata a quelle persone talmente dotate musicalmente da poter squarciare il velo del tempo e attirare spiriti del passato e del futuro. E, con essi, anche i demoni. Grazie a questo pretesto la pellicola si contamina degli elementi horror che esplodono nel sanguinolento finale. Un finale che ci ha in parte delusi, poiché inevitabilmente ricade un po’ troppo all’interno dei confini classici del genere, tra scelte quantomeno incomprensibili di alcuni personaggi e sviluppi narrativi abbastanza telefonati. Nulla che rovini troppo l’esperienza di visione (che forse avrebbe giovato di una ventina di minuti in meno di durata), ma andava segnalato.

I Peccatori, la recensione del film in 5 motivi

Redenzione, libertà e segregazione razziale

Ciò in cui riescono ampiamente i primi due terzi de I Peccatori, come notato in sede di recensione, è raccontarci una storia che profuma di voglia di libertà. Non importa se per sfuggire dai fantasmi del proprio passato, per liberarsi dal cappio stringente della religione, o semplicemente per poter rimanere uniti come comunità. Quella dei vampiri è infatti una metafora per tutto ciò che minaccia l’integrità di una comunità. I lunghi e aguzzi bianchi canini dei mostri notturni, infatti, altro non sono che una differente visione dei cappucci del Klan. Coogler mette in scena un racconto di redenzione ma che è anche una forte ode all’identità, un inno alla fratellanza e alla libertà artistica.

Registicamente curato, ma un po’ macchinoso

Per quanto riguarda la regia e la struttura del film, Coogler si sbizzarrisce con tecniche e stratagemmi in alcuni casi davvero ingegnosi. Girato su pellicola da 65 mm, I Peccatori alterna diversi aspect ratio, risultando estremamente cinematografico. Interessante l’uso di alcuni piani sequenza soprattutto nella prima parte, in cui la telecamera a mano segue passo dopo passo i protagonisti e ne accompagna la costruzione. Un po’ confusionario, invece, il movimentato finale. D’impatto il modo i cui vengono rappresentati gli occhi dei vampiri, un elemento che li rende minacciosi e inquietanti. Da menzionare, infine, la stupenda fotografia di Autumn Durald, che cattura l’assolata polverosità delle strade e degli incroci che delimitano gli sconfinati campi di cotone del Mississippi.

I Peccatori, la recensione del film in 5 motivi

Vale la pena di andare a vedere I Peccatori

L’ultima fatica di Ryan Coogler, I Peccatori, è senza dubbio un buon film ma a cui, come evidenziato dalla nostra recensione, per certi versi manca il mordente nel finale. Per l’ottimo incipit, la storia di fratellanza, redenzione e ricerca di libertà dei gemelli Smoke e Stack già di per sé meriterebbe comunque una possibilità. Dal grande potere cinematografico, il film mischia diversi elementi e generi, offrendo allo spettatore un’esperienza in cui il blues è colonna portante. Splendido lo score di Ludwig Göransson, che ritma e dà il passo a una storia di identità e resistenza. Degna di nota la doppia interpretazione di Michael B. Jordan. Vi ricordiamo che I Peccatori è al cinema dal 17 aprile 2025, distribuito da Warner Bros Italia.

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