Gangs of Galicia Netflix: intrighi e inganni sulle spiagge spagnole – La recensione in 5 motivi

Roberto Ciucci

Gangs of Galicia recensione serie TV

Se stavate aspettando la recensione di Gangs of Galicia, abbiamo visto il primo episodio della serie drammatica spagnola disponibile nel catalogo di Netflix dal 21 giugno. Scritta da Jorge Guerricaechevarrìa e diretta da Roger Gual, ha per protagonisti Clara Lago e Tamar Novas. Pronti a scoprire se vale la pena vederla?

Gangs of Galicia trama – di cosa parla la serie tv Netflix

Ana (Clara Lago) è una giovane avvocata madrilena nel pieno della sua carriera. A seguito dell’improvviso assassinio del padre, viene a scoprire del passato dell’uomo, un ex mafioso collaboratore di giustizia che si è ricostruito un’altra vita lontano dal crimine. Decisa a scoprire la verità sul suo omicidio, Ana si trasferisce a Cambados, in Galizia, dove apre uno studio di avvocatura d’ufficio. Qua attira da subito l’attenzione di Daniel Padín (Tamar Novas), figlio di un noto narcotrafficante recentemente arrestato. Tra i due inizia un gioco del gatto col topo: lui punta a sfruttarla per sfuggire alla legge, lei vuole estorcergli ciò che sa su suo padre. Sullo sfondo lo splendido panorama della regione spagnola, affacciata sull’Oceano Atlantico.

Gangs of Galicia recensione serie TV

Gangs of Galicia trae la propria ispirazione da fatti realmente avvenuti e molto noti in Spagna. Stiamo parlando delle vicende legate alla mafia galiziana, organizzazione criminale molto attiva nel traffico di stupefacenti e sigarette nella regione, a partire dagli Anni 70, per via dello sbocco naturale sull’Oceano Atlantico.

Gangs of Galicia – la recensione in 5 motivi della serie Netflix

Voglia di verità

A spingere Ana a mollare tutto e a trasferirsi in Galizia, come detto, è l’omicidio del padre. La donna è mossa da un cieco desiderio di vendetta ed è disposta a tutto pur di portare alla luce gli assassini del genitore e assicurarli alla giustizia. Oltre a questo vuole capire di più sull’altra famiglia dell’uomo, ossia l’ex moglie e quella che, per Ana, è a tutti gli effetti una sorella.

La serie sembra trasmettere bene l’alone di mistero sull’omicidio e spinge lo spettatore a desiderare quanto meno di saperne un po’ di più, scoprendo assieme ad Ana tutta la verità che si cela tra i tetti della piccola cittadina di Cambados.

Daniel e il cartello dei Padin

La “Gang” a cui si fa riferimento nel titolo (Clanes, in originale) è quella del cartello dei Padin, narcotrafficanti locali. A capo di tutto è appunto Daniel, figlio del boss di zona, da qualche tempo finito in carcere. Per Daniel, quella del padre è una figura ingombrante che minaccia il rispetto che gli uomini hanno nei suoi confronti, ora che è lui a dare gli ordini e a tenere le redini del gioco. E’ a conti fatti la secolare lotta tra passato e futuro, tra ordine costituito e una nuova e rampante generazione che vuole prendere il controllo e cambiare lo status quo.

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La combriccola di criminali che forma la banda a tratti funziona e a tratti no, poiché in alcune circostanze sembrano più dei macchiettistici criminalotti da film della domenica pomeriggio, invece di pericolosi narcotrafficanti dal grilletto facile. Niente a che vedere, per esempio, con la banda di Medellin di Narcos (giusto per citare un’altra serie proprio di Netflix). Certo, forse un paragone un po’ ingiusto, ma che comunque balza senza sforzo alla mente.

Ana, Daniel… e la polizia

Che tra il giovane boss e l’avvocata finirà per nascere del tenero è chiaro sin dalle prime battute. Tra i due s’innesca immediatamente un gioco di flirt e seduzioni difficilmente mascherato e che farà senza dubbio felice chi cerca quel quid di sentimentale. Un rapporto, però, già in partenza destinato a incrinarsi. Daniel punta a sfruttare la professione di Ana per i propri scopi, mentre lei usa lui per arrivare agli assassini del padre.

In questa danza a due si intrufola, però, un terzo ballerino; quelle forze di polizia spagnole impegnate a dare la caccia alla banda di Cambados per tagliare i traffici di droga. Ma che, in un certo senso, sono anche dalla loro parte, mostrando un lato marcio e corrotto, disposto a tutto pur di portare a casa un po’ di denaro in più. Ciò aggiunge un’altra componente di tensione e di ostacolo nella “corsa contro il tempo” di Ana: riuscirà a scoprire ciò che le serve da Daniel prima che la polizia lo metta dietro le sbarre come il padre?

Gangs of Galicia di Netflix è anche altro

La serie non offre unicamente ciò che ruota attorno ai due protagonisti, però. Gangs of Galicia presenta una pletora di personaggi secondari e di sottotrame all’apparenza piuttosto interessanti. Abbiamo quella legata alla sorellastra di Ana e a sua madre, il cui bar (ritrovo abituale dei vari criminali della zona) è a rischio esproprio e sta per perdere l’appalto per la licenza. C’è poi la vicenda legata a Milo a suo fratello, alla ricerca di una fantomatica eredità lasciatagli dal padre sepolta chissà dove.

Insomma, di carne al fuoco ce n’è. Tuttavia, quanto di ciò che viene introdotto nel primo episodio verrà sviluppato a dovere e quanto verrà lasciato nel dimenticatoio?

Con Gangs of Galicia, Netflix vi chiede un grande sforzo

Tutto oro quel che luccica in questa serie tv? Per niente. Se all’apparenza la trama e le vicende possono sembrare avvincenti e appassionanti, basta scavare un po’ più a fondo per scoprire che tutto è piuttosto raffazzonato e ben poco credibile. Sin dalle prime battute la serie richiede allo spettatore un notevole sforzo di sospensione volontaria dell’incredulità per lasciar correre alcune scene.

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A partire dall’inseguimento in barca con motoscafi ed elicotteri della polizia e della guardia costiera, fino al fatto che Daniel sia universalmente noto come narcotrafficante ma possa comunque gironzolare libero per Cambados, molto di quello che si vede in Gangs of Galicia finirà per rompere il velo di credibilità della serie. Un peccato, date le premesse.

Recensione in sintesi – Vale la pena vedere la serie tv gangs of galicia su Netflix?

Dipende. Se siete alla ricerca di una serie crime con tutti i crismi, probabilmente non riuscirete ad andare oltre le varie ingenuità della messa in scena di Gangs of Galicia di Netflix. Quindi, probabilmente, a non continuare la visione della serie tv dopo il primo episodio.

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