House of the Dragon 2: Neri e Verdi tra sangue, lacrime e vendetta – La recensione della serie in 5 motivi

Anna Montesano

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Abbiamo visto il primo episodio di House of The Dragon 2, la nuova stagione serie TV spin-off di Game of Thrones, e siamo pronti a darvi la nostra recensione. Dopo una lunga attesa e un finale, quello della prima stagione, che prometteva un’amara vendetta, le due fazioni – Verdi e Neri – tornano in scena, iniziando a muovere i meccanismi che porteranno a scontri particolarmente infuocati. Ecco, allora, cosa pensiamo di questo primo episodio.

Indice

Di cosa parla House of the Dragon 2

Chi ha seguito la prima stagione (o ha letto il nostro riassuntone) ricorderà qual è stato l’amaro finale di House of The Dragon. Nella seconda stagione della serie TV di HBO si riparte proprio dal terribile lutto subito da Rhaenyra Targaryen, che lascia Roccia del Drago per cercare il corpo del figlio e del suo drago. Intanto entrambe le fazioni si organizzano per le conseguenze di quanto accaduto: da una parte Damon è determinato e pronto a fare vendetta, dall’altra Otto Hightower e sua figlia Alicent cercano di direzionare il nuovo re dove loro ritengono sia più opportuno.

House of the Dragon 2 parte, dunque, da una serie di strategie delle due fazioni in (quasi) guerra. Ognuna è determinata a cacciare l’usurpatore dal trono e appropriarsene definitivamente. Non mancheranno, in questo scenario ricco di tensione, anche nuove e vecchie passioni, ritorni in scena, inquietanti vendette e tradimenti. House of the Dragon 2 promette molti colpi di scena, e lo fa a partire dal suo primo episodio.

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House of the Dragon 2 recensione: la serie TV in 5 motivi

Uno sguardo più ampio

La nostra recensione del primo episodio di House of the Dragon 2 parte proprio dalle immagini iniziali. Inaspettatamente, non ci troviamo ad Approdo del Re o a Roccia del Drago, ma a chilometri di distanza al nord: a Grande Inverno. Precisamente sulla Barriera, tra i Guardiani della Notte (che i fan di GOT ben conoscono). Una scelta che non serve soltanto a creare un legame con la serie originale appena citata. Serve soprattutto a sottolineare la volontà, con questa seconda stagione, di ampliare lo spazio del racconto. Lo sguardo è destinato a spostarsi dalle dinamiche intime dei Targaryen per rendere chiaro come le loro azioni si riflettano, in realtà, su tanti altri, Stark compresi.

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Un inizio lento che prepara al peggio

Chi ha visto anche Game of Thrones lo sa: gli inizi di stagione non sono mai ricchi di battaglie o movimento in generale. Non fa eccezione il primo episodio di House of the Dragon 2, che funge quasi da riepilogo di quanto accaduto nel finale della prima stagione. Strategie, riunioni di consiglio, bisbigli notturni e intrighi popolano questo episodio. Ma se da una parte può apparire noioso, dall’altra, in realtà, ci prepara alla guerra che sta per arrivare e alla vendetta che inizia a consumarsi proprio nel finale del primo episodio.

Una versione più cupa di Game of Thrones

Se c’è una cosa che appare evidente sin dal primo episodio di House of The Dragon 2, e che ci preme sottolineare in questa recensione, è il fatto che lo spettacolo appaia ancora più cupo rispetto alla precedente stagione. Nonostante i grandi spazi in scena, l’atmosfera è più opprimente, carica di dolore e di sentimenti angoscianti. Il tutto è poi alimentato da un effetto visivo sempre in penombra, con pochissima luce o in piena notte.

Aemond e Damon: la stessa faccia di due diverse medaglie

Se quella tra Verdi e Neri è la battaglia principale, impossibile non notare che anche all’interno delle stesse fazioni ci siano fratture. Le teste più fredde in entrambi i campi vengono gradualmente messe da parte in favore di personaggi assetati di sangue e vendetta. Parliamo di Aemond (per i Verdi) e lo zio/marito di Rhaenyra, Daemon (per i Neri). I due rappresentano la stessa faccia di due diverse medaglie, minando allo stesso modo la possibilità di raggiungere una pace.

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Personaggi dispersi nello spazio

Certo, per quanto lo spettacolo appaia promettente e ricco di spunti interessanti, non manca qualche difetto (che si spera venga eliminato nel corso dei successivi episodi). Uno di questi è la suddivisione dei protagonisti negli spazi, una frammentarietà che non permette alla storia di sviluppare tutto il suo potenziale. Alicent e Rhaenyra continuano ad essere separate sulla scena da troppo tempo (ed è ormai chiaro quanto il loro rapporto sia promettente ai fini del racconto). Allo stesso modo, Daemon continua ad essere escluso dal gruppo e mandato a fare le sue cose in solitaria, apparendo solo ai consigli e sparendo di nuovo.

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Vale la pena guardare la seconda stagione?

Impossibile rispondere no a questa domanda. Nonostante qualche piccolo difetto, che non sappiamo se si protrarrà nel corso dei prossimi episodi, House of the Dragon rimane un grande spettacolo che sarebbe un peccato non guardare.

Immagini nell’articolo tratte dal profilo Instagram ufficiale di House of Dragon.