Garfield: Una missione gustosa, la recensione del film in 5 motivi

Redazione 5M

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Torna nei cinema dall’1 maggio 2024 il gattone arancione creato da Jim Davis con una nuova avventura dal titolo Garfield: Una missione gustosa, di cui vi proponiamo la recensione in 5 motivi. Diretto da Mark Dindal e con la voce di Maurizio Merluzzo a dare vita al protagonista, il film vede il ritorno del famosissimo gatto di casa che odia il lunedì e ama le lasagne, pronto a vivere una nuova scatenata avventura all’aperto.

“Dopo l’inaspettato incontro con il padre perduto da tempo, il trasandato gatto di strada Vic, Garfield e il suo amico canino Odie sono costretti a lasciare la loro vita piena di comodità per unirsi a Vic in un’esilarante rapina ad alto rischio”, questa la sinossi ufficiale del film. Nel cast vocale originale ricordiamo la presenza di Chris Pratt nelle vesti di Garfield e Samuel L. Jackson nei panni di Vic, il padre del protagonista, tra gli altri.

La recensione di Garfield – Una missione gustosa in 5 motivi

Un connubio tra umorismo e dramma quasi perfetto

Una storia divertente quella raccontata in Garfield: Una missione gustosa, dove ritroviamo l’esilarante gattone questa volta protagonista di un heast movie. E se da una parte la comicità del racconto è data da battute semplici ma efficaci, spesso legate al fisico di Garfield e al suo essersi imborghesito, argomento su cui lui e il padre, gatto di strada, si scontrano, punzecchiano più volte; dall’altra non mancano momenti più delicati ed emotivamente forti, che approfondiscono il passato del protagonista. Il connubio tra questi due elementi è quasi perfetto, anche se nel gran finale vincono i buoni sentimenti, mentre il lato più comico del film va un po’ a perdersi (ma va benissimo così quando ogni dinamica trova il suo finale).

L’importanza di chiudere ogni trama

Come abbiamo appena accennato nella recensione di Garfield: Una missione gustosa, tutte le sottotrame non solo trovano una degna chiusura, sebbene a un paio di esse non sia concesso largo spazio nella storia, ma sono anche spiegate – qualcuna in maniera più approfondita, qualcun’altra in un modo più superficiale – con una semplicità e chiarezza che rende il film accessibile a tutti e molto godibile. E il fatto che nulla sia lasciato in sospeso non è certo cosa da poco, anche visto che molti film tralasciano particolari che al fine del racconto non sono affatto superflui.

La modernità al centro della scena

La nuova avventura animata, fin dalle prime battute, ci fa comprendere quanto l’innovazione ha un peso nella storia narrata e nella vita di tutti i giorni. Tra social media, app di food delivery – la prima scena si apre con il gatto che ordina del cibo da asporto, tra l’altro portatogli da un drone – e app di incontri non mancherà la possibilità di ridere. Dobbiamo dire che le idee in tal senso sono buone, come quella di citare Netflix con Catflix, un servizio che permette di vedere video sui gattini, e avvicinano il pubblico giovane – ormai abituato a fare grande uso di questi strumenti – al gatto creato da Jim Davis.

Citazioni ovunque

Un’altra idea che non delude affatto ed è tesa a portare al cinema quanta più gente possibile è la colonna sonora accattivante, dove le citazioni non sfuggono all’orecchio più attento, come le musiche di Mission Impossible nelle scene d’azione, che tra l’altro si ispirano a quelle di Tom Cruise nel franchise, ma il cui protagonista è solo Garfield e i risvolti spesso sono comici.

Se è vero che nel film non mancano divertimento ed emozioni, è anche vero che pure l’azione ha un ruolo molto importante, trattandosi di un heast movie che omaggia in prevalenza il cinema di genere – dal noir allo spionaggio e fino all’action puro, con tanto di peripezie per salire su treni in corsa (ma non preoccupatevi, per gli amanti del romanticismo non manca la componente sentimentale). Non mancano nemmeno citazioni legate all’aspetto dei personaggi o al loro modo di essere.

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Il rapporto padre-figlio

Come abbiamo già detto nella recensione di Garfield: Una missione gustosa, tanti sono i momenti in cui i sentimenti la fanno da padrone, e quelli più profondi e veri emergono soprattutto quando al centro della storia c’è il rapporto tra il padre Vic e Garfield, presi da emozioni contrastanti che in talune occasioni danno vita anche a gag entusiasmanti, proprio date dall’iniziale incapacità di comunicare e di capire le ragioni dell’altro.

Non è facile perdonare chi ti abbandona, ma è anche vero che spesso la realtà è molto diversa da come la immaginiamo, e quando tutto diventa chiaro, anche il bene reciproco nascosto dietro il dolore prende vita e i sentimenti positivi il sopravvento. È una storia dove vince l’amore, in ogni sua forma, e dove la famiglia è ciò che davvero conta, compreso John, colui che sostanzialmente l’ha “adottato” quando, ancora cucciolo, credeva di essere rimasto solo.

Tutto questo viene trattato con estrema accuratezza e delicatezza, dando il giusto peso alla drammaticità dei temi affrontati – come l’abbandono e la felicità dell’altro pure a costo di rinunciare al bene più grande – ma senza quasi mai mancare di inserire qualche evento volto a mantenere la verve leggera del film, suscitando nello spettatore sane risate con poco. Il pubblico viene reso partecipe, attraverso le espressioni e reazioni di Garfield (gli occhioni tristi da cucciolo, oppure la rabbia che prova quando rivede il padre), anche dello stato emotivo del gattone: empatizzare con lui e commuoversi non sarà difficile in certi casi, soprattutto quando assistiamo ai flashback.

I personaggi

L’unico problema è appunto che tutto ruota intorno alla relazione tra padre-figlio, e ciò pone in secondo piano tutti gli altri personaggi, anche i cattivi, e le loro storie. Infatti, le figure meglio caratterizzate sono proprio Garfield e Vic.

Ricordiamo che il film è al cinema dall’1 maggio distribuito Eagle Pictures.

L’immagine di copertina è tratta dal poster ufficiale del film d’animazione Garfield: Una missione gustosa.